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E se un giorno un sindaco…

Come vi avevo promesso nel nostro precedente appuntamento oggi vi porto qualche altro esempio di come io ed i miei colleghi abbiamo pensato di lenire le ferite causate dal traffico alla nostra città. Per chi non avesse letto il numero precedente, sperando che siano in pochi, introduco subito la tematica. In questi mesi, o per meglio dire in questi anni, si stanno portando avanti i cantieri della metro C a Roma. L’ultima volta riflettevamo sull’opportunità di continuare con il progetto iniziale, ossia portando il capolinea a Clodio/Mazzini sin da subito, oppure attendere tempi migliori, arrestare i lavori a Colosseo, consentendo dunque qui l’interscambio con la Linea B ed a San Giovanni con la A, evitare cantieri infiniti all’interno del centro storico e far perdere la fiducia nell’efficacia dei lavori pubblici ai cittadini. 

Avevamo aggiunto anche l’idea di poter realizzare un collegamento tranviario da piazza Venezia, dove incredibilmente sembra che stia per vedere la luce il capolinea del tram 8, a Via Labicana, consentendo quindi di chiudere un anello. Una sorta di ritorno alle origini!




Nel progetto di cui vi avevo parlato, erano state fatte diverse altre proposte. Chiaramente bisogna ricordare che venivano messi a disposizione idealmente 5 miliardi di euro che, di questo periodo, potrebbero essere non facili da reperire, per non dire una chimera. Tuttavia la commissione aveva giudicato molto positivamente il nostro lavoro, motivo per cui oggi vi annoierò con queste idee.

Il primo progetto che ci è venuto in mente di proporre è stato quello di una cosiddetta metropolitana leggera di collegamento tra la periferia est di Roma, la più congestionata e fittamente abitata e la stazione Tiburtina. Il collegamento si sarebbe dovuto realizzare lungo la via Tiburtina. In sostanza si trattava di realizzare un tram di grandi dimensioni che raccogliesse tutto il bacino di utenza che oggi grava sulla consolare. Il costo dell’opera, stimato naturalmente basandoci sull’analogia con sistemi simili e considerando tutte le opere urbanistiche accessorie ed ausiliarie, era di 450 milioni di euro. Il tracciato previsto includeva la zona di Tivoli per poi arrivare sino a Guidonia. L’area, fittamente abitata, è oggi collegata in maniera poco efficiente da una linea ferroviaria esercita da Trenitalia che scoraggia i pendolari e ne rende infernale i viaggi quotidiani. Inoltre, quest’opera avrebbe ripercussioni positive anche sul tratto urbano della A24 che, com’è noto, nelle ore di punta è impraticabile. Il servizio sarebbe stato di tipo tranviario e quindi un convoglio di capienza pari a 750 posti e una frequenza di 10 passaggi l’ora durante le fasce di picco della mattina e della sera (un tram ogni 6’).




Un secondo progetto era volto a mantenere il maggior numero di auto al di fuori dell’anello del GRA. Come succede in quasi tutte le grandi città europee e nordamericane, sulle tangenziali di cintura, ossia quelle esterne, si usa realizzare parcheggi di interscambio al fine di incentivare i pendolari a lasciare l’auto lì e raggiungere la destinazione, presumibilmente in centro città, con uno dei sistemi di trasporto pubblico disponibili. Questo è un progetto integrato che ha quasi esaurito il nostro budget. Vi risparmio i dettagli ma non la sostanza. Prevedevamo 7 parcheggi di interscambio posti a ridosso del Grande Raccordo Anulare. Uno tra Pontina e Laurentina, collegato con una linea tranviaria direttamente alla fermata della Linea B di EUR Fermi, uno tra Aurelia e Boccea, connesso direttamente al centro tramite un progetto ambizioso di cui si farà menzione nel seguito. Procedendo in senso orario, un terzo parcheggio era previsto sulla Cassia, fondamentale per alleggerire il traffico della mattina e della sera su questa strettissima consolare e collegato direttamente a Piazzale Flaminio tramite una linea tranviaria; il quarto tra Flaminia e Salaria, connesso al centro semplicemente migliorando il servizio della FR1 (Orte – Fiumicino Aeroporto) da un lato e della Viterbo – Piazzale Flaminio dall’altro. Proseguendo si prevedeva un parcheggio all’altezza della Nomentana, uno sulla Tiburtina ed infine uno tra Casilina e Prenestina. Quest’ultimo, vitale, sarebbe stato collegato in maniera efficiente e rapida dalla Linea C della metropolitana, in via di completamento in quel tratto. Il costo stimato per realizzare questi parcheggi, con una capienza complessiva di 45 mila posti auto, ed i relativi collegamenti era di tre miliardi di euro.



Non paghi, perché si sa che poi ti lasci prendere la mano, avevamo previsto di realizzare una lunga linea di metropolitana leggera che collegasse tutto il quadrante nord-ovest della città lungo la direttrice Torrevecchia-Boccea. Questa linea, lunga all’incirca 18 km, avrebbe ridotto il tempo di percorrenza tra Casal Selce (periferia ovest extra GRA) e Piazzale Flaminio dagli attuali 95 minuti a poco più di 45. Il costo di quest’opera si aggirerebbe intorno ai 400 milioni di euro ed andrebbe a collegare anche il parcheggio di interscambio previsto tra Boccea e Aurelia sopramenzionato.
Si lo so, ci siamo fissati con i tram…ma che ci possiamo fare? Siamo dei nostalgici!

Con i soldi rimanenti si prevedevano una serie di opere minori di alleggerimento del traffico veicolare e semplificazione dei percorsi. Un esempio su tutti l’allungamento del sottopasso di Lungotevere dei Mellini, che per chi non lo sapesse è il Lungotevere Destro di fronte all’Ara Pacis, sino alla sua congiunzione con il “Sottopassino” di Lungotevere in Sassia, il quale, a sua volta, verrebbe ultimato sino a Piazza Trilussa, dove peraltro era previsto il suo arrivo all’epoca della progettazione (Anno Santo 2000).

In questo breve excursus ho presentato delle proposte, chiaramente di massima, che tuttavia possono fornire qualche spunto utile ai pianificatori della mobilità romana. Inoltre, per dare anche qualche cenno pratico e non tediarvi sempre con la teoria dei sistemi di trasporto, alternerò un numero teorico ad uno pratico nella speranza che anche i non appassionati di dati e formule possano avvicinarsi ed esprimere un parere in merito.


Federico Giubilei 

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