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And now? What happens next?

Oggi rimaniamo in tema di ambiente. Il nuovo sindaco di Roma, per i pochissimi che non lo sapessero Ignazio Roberto Maria Marino, sembra essere piuttosto attento alla sostenibilità ambientale: recentemente ha affermato di aver, passatemi il termine poco consono, “cazziato” due netturbini che non svolgevano propriamente il loro dovere suddividendo appropriatamente nei diversi scomparti dell’autocompattatore i rifiuti raccolti. Che sia propaganda o no lo lasceremo giudicare ai fatti. Quello che invece preme qui sottolineare è la necessità sempre più pressante di ristabilire un rispetto della città sotto tutti i punti di vista. Esaminiamo brevemente alcuni.

In primo luogo c’è da evidenziare la crescente pressione operata, ad esempio, per la salvaguardia dei monumenti e delle opere di pregio dalle esternalità provocate dal traffico veicolare. Queste possono essere di vario tipo. Il più importante di questi, specialmente a Roma dove le strade sono fortemente dissestate, sono sicuramente le vibrazioni indotte. Oggi esiste una normativa, introdotta dalle Norme Tecniche per leCostruzioni nel 2008, per regolare il tasso di vibrazione cui sono soggette le opere edilizie. 
All’epoca della costruzione dei manufatti di pregio di cui la città è disseminata, ciò non accadeva. Dobbiamo quindi pensare a tutelare tutte le grandi opere d’arte da questo rischio. Immaginate, dunque, la vibrazione come una forza che attraversa tutta la struttura, dalla base fino alla cima. Ed immaginate anche che questa si propaghi nei materiali talvolta ampliandosi e che quindi possa arrivare alla sommità con un effetto molto maggiore rispetto a quello con cui è partita. Non entro nei dettagli tecnici, ma immaginate quello che succede durante un terremoto. Le fessurazioni che si aprono sono istantanee e conducono a crolli diffusi sia delle tamponature, nella migliore delle ipotesi, sia degli elementi strutturali. E lì sono dolori. Bene. Lo stesso meccanismo spalmato nel tempo lo vivono tutte le opere soggette a vibrazioni continue prodotte dal traffico veicolare e soprattutto da mezzi pesanti che transitano su strade dissestate, le quali assolvono alla funzione di cassa di risonanza per le vibrazioni che già normalmente, ossia su “asfalto” liscio e ben manutenuto, si svilupperebbero. 

Tram in transito in Largo Goldoni

C’è quindi da presumere che presto o tardi queste opere verranno giù. Si può tuttavia correre ai ripari. Prendiamo un esempio del passato ed uno del presente. Con lungimiranza “pianificatoria” fascista, il 31dicembre 1929 vennero aboliti i tram dal centro storico di Roma.

Tram in transito per una via del centro di Roma
 Tenete presente che fino al giorno prima essi transitavano per piazza della Rotonda, piazza di Spagna ed in diversi altri luoghi dove risultavano avere un effetto disastroso. Controvoglia ho accostato le parole “lungimiranza” e “fascista”, pur tuttavia non negandole. In effetti, all’epoca si badava molto di più alla cosiddetta visione d’insieme. I tram dal centro furono banditi per due motivi: il crescente traffico veicolare ne rendeva difficili le manovre da una parte, e le vibrazioni prodotte sugli edifici storici inducevano a pensare ad imminenti catastrofi dall’altra. Assistiamo oggi ad analoghe criticità senza che nessuno si occupi di porvi rimedio.


Via dei Fori Imperiali attualmente

Via dei Fori Imperiali dopo la riqualificazione
Parliamo ora dei giorni nostri. È di queste settimane la notizia che, finalmente, si sta pensando alla pedonalizzazione parziale di via dei Fori Imperiali. Questa è una via ad alto scorrimento assolutamente fuori contesto. Le  vibrazioni ed i gas di scarico degli autoveicoli devastano giorno dopo giorno il parco archeologico più grande del mondo. La pedonalizzazione, secondo i progetti preliminari, sarà parziale. Consterà di un allargamento dei marciapiedi, ed un restringimento della carreggiata tale da consentire il passaggio dei soli mezzi di trasporto pubblico. Questo sembra contraddire in parte quello che ho detto pocanzi: i mezzi pesanti aumentano le vibrazioni percepite dalle strutture circostanti. In realtà nella fattispecie si può ipotizzare che l’allargamento dei marciapiedi e l’accentramento della sede stradale carrabile manterranno a debita distanza i mezzi di TPL dai monumenti circostanti. Siccome il terreno, com’è noto, riduce notevolmente le vibrazioni, che non siano di natura sismica, il problema non sussisterà più. Inoltre, realizzando una pavimentazione fonoassorbente e mantenendola in buone condizioni, le vibrazioni residue saranno davvero basse.


Area di intervento per la pedonalizzazione dei Fori Imperiali
Per ora non ci è riuscito nessuno a fare questo grande passo verso la civiltà. Speriamo nella nuova giunta e nei suoi mezzi. Anche perché, nel poco tempo che abbiamo qui a disposizione, ho presentato solo una delle criticità cui Roma è soggetta al riguardo. Tanti altri esempi sono sotto gli occhi di tutti e ci sarebbe bisogno di istituire una task force di rilevatori e supervisori di tali punti deboli per far sì che tutto si possa risolvere nel più breve tempo possibile.

Un’ultima amara riflessione. Occuparsi di mobilità, di sostenibilità e di innovazione in questo Paese è spesso frustrante, mortificante e non remunerativo. Le sfide da affrontare sono tantissime e questo dovrebbe essere sufficiente ad avere il giusto sprone ad applicarsi sempre più e sempre con la giusta lena in questo campo; tuttavia il panorama che ci circonda e che spesso ci si para davanti è davvero sconfortante. Speriamo in un riscatto di questa situazione nel più breve tempo possibile.


Alla prossima miei cari!



PoliLinea – Federico Giubilei

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