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Taking drugs to make music to take drugs to


Se pensiamo alla psichedelia, a mio parere una delle espressioni più alte del rock, non si può fare a meno di parlare di Jason Pierce, noto anche con lo pseudonimo di J.Spacemen, incarnazione vivente del rocker lisergico. Conosciuto per il suo turbolento rapporto con le droghe, e per una particolare passione per l’eroina – elemento molto presente nei suoi testi, in particolare in Ladies and Gentlemen We Are Floating In Space, capolavoro licenziato con gli Spiritualized nel 1997 – Mr. Pierce ha recentemente scoperto di avere il fegato completamente a pezzi ed ha cominciato a prendere diversi tipi di pillole, questa volta finalizzati a salvargli la vita.
“Taking drugs to make music to take drugs to”, questo il motto degli Spacemen 3, superlativo duo formato da Pierce e da un altro signore con una carriera a dir poco devastante: Peter Kember, per gli amici Sonic Boom. Fuori da ogni concezione classica di chitarrista, Kember e Pierce danno nuova linfa alla musica psichedelica aggiornandola agli anni ’80, inizialmente riprendendo Velvet Underground, Suicide, il garage (ma solo nel primo disco), sino ad arrivare a una musica allucinata, ipnotica, da trance. L’acme compositivo del duo è senz’altro raggiunto in The Perfect Prescription, un concept album che descrive le fasi di un trip.
Chiusa l’esperienza psico-sonica con gli Spacemen 3, con i quali Pierce tracciò un solco chitarristico che arrivò direttamente allo shoegaze, J.Spacemen formò gli Spiritualized, che rieditano l’esperienza psichedelica degli Spacemen 3 con una maggior cura degli arrangiamenti e una maggiore propensione per una spiritualità, ora di matrice gospel, ora hippie, ma sempre contaminata dai toni ora lisergici, ora tossici del chitarrista inglese.
Il percorso degli Spiritualized è uno dei più nobili dei gruppi ancora in attività. Se i primi tre dischi sono una crescita progressiva dal materiale psichedelico vicino agli Spacemen, sino ad arrivare all’ambizioso e riuscitissimo Ladies and Gentlemen We Are Floating In Space, che rimodella con un sound che non ha precedenti né successori degni di nota, riuscendo a incanalare tutte le ispirazioni musicali di Pierce, i dischi successivi sono invece un ritorno a un rock n’ roll scarno e onesto che si riappropria di gospel, soul, e della folk music. Questa seconda fase, seppur non epocale, mostra un Pierce alle prese con sé stesso in modo più maturo, che attraverso i suoi testi autobiografici riesce a darsi un’identità quasi cantautoriale.
Autore anche di splendidi lavori solisti, come la colonna sonora di Mister Lonely di Harmony Korine, J.Spacemen è allo stesso tempo il talento più influente e più dimesso del rock a noi contemporaneo.

PoliRitmi-Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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