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Italia – Inghilterra: l’evoluzione di un’alleanza politica

Dal principio del XXI secolo la politica italiana è stata al centro di numerosi scandali, prevalentemente aventi luogo negli anni dell’assai controverso governo Berlusconi. Scandali di varia natura sono hanno travolto il nostro Paese; sesso, corruzione e processi illegali sono termini tristemente divenuti all’ordine del giorno nei discorsi politici del Bel Paese.

Persino nell’attuale governo Letta, in cui la maggioranza dei cittadini ha riposto le proprie speranze per una politica più sana, chiara e onesta, stanno venendo alla luce i primi scandali. Dapprima le dimissioni di Josefa Idem, seguite da aberranti dichiarazioni di Calderoli sul Ministro Kyenge e dall’ambigua vicenda riguardante l’espulsione di moglie e figlia del kazako Mukhtar Ablyazov dall’Italia. Uno dei dettagli più impressionanti di quest’ultima, triste questione e’ che a dare l’annuncio del trattamento ricevuto dalle donne non sia stato inizialmente il governo, o un principale quotidiano italiano, bensì il britannico “Financial Times”. Sorge dunque spontanea una riflessione: che cosa mai potranno pensare dell’Italia le potenze straniere, alla luce dei recenti avvenimenti? Nello specifico, qual è la posizione dell’Inghilterra, che per prima ha riportato questa grave notizia, riguardo all’operato del governo italiano?

Il legame politico tra Italia e Inghilterra è diventato molto forte dall’Unita’ d’Italia, nel 1861. Come spiegato nell’interessante opera di Fasanella e Cereghino, “Il golpe inglese”, i britannici capirono fin dal principio che l’apertura del Canale di Suez avrebbe posto l’Italia in una posizione alquanto strategica; ergo, avere un controllo politico o militare sulla Penisola avrebbe permesso agli inglesi di controllare le rotte commerciali del Mediterraneo e dell’Estremo Oriente. Da quel momento, ogni importante avvenimento storico o politico dell’Italia è stato parzialmente influenzato dall’intervento inglese. E’, per esempio, il caso del Fascismo, caldamente supportato dai conservatori della Gran Bretagna. Winston Churchill sosteneva persino che l’Italia non fosse capace di costruire una vera e propria democrazia, basata da una maggioranza e da un’opposizione, ne’ di perseguire una politica estera basata sull’interesse nazionale. Mentre appare naturale domandarsi se, forse, Churchill non avesse ragione sul primo punto, si può invece dissentire sul secondo.

I rapporti diplomatici tra Italia e Inghilterra si sono, infatti, evoluti e il nostro Paese può oggi essere considerato come un concreto alleato per l’Inghilterra, piuttosto che come un suo subordinato. A testimoniare questa nuova, importante alleanza tra le due potenze Europee è stato l’incontro tenutosi il 17 luglio tra Enrico Letta e David Cameron. Il Primo Ministro inglese ha rinnovato la sua fiducia al Premier Italiano, concentrandosi sul fatto che Italia e Inghilterra non siano legati solamente da interessi politici, ma anche culturali.

Due obiettivi principalmente accomunano i due leader: la necessità per i cittadini europei di sentirsi più vicini alle Istituzioni, tradotta quindi in un’accelerazione delle riforme, e l’imminente bisogno di creare nuovi posti di lavoro. Al proposito, Letta ha affermato che, al fine di creare nuove occupazioni, sia di fondamentale importanza una ripresa economica. Il Presidente del Consiglio ha inoltre sottolineato il valore, se non di una moneta unica da condividere con la Gran Bretagna, di un mercato unico, “pilastro dell’UE”. In un momento di crisi per l’intera Europa, rapporti prolifici tra Italia e Inghilterra non possono che giovare alle politiche e all’economia dell’Unione.

Giulia Aloisio Rafaiani – AltriPoli

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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