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Sapete dov’è il Kazakistan?

Media italiani e frequentatori dei social network, hanno talvolta una capacità tale da far sembrare la CNN o la CBS dilettanti. Questa capacità corrisponde alla facoltà, da parte di noi Italiani, di analizzare tutto e tutti con un inelegante superbia. E così, in uno strano luglio piovoso, piomba nelle piazze reali e virtuali la “Questione Kazaka”. In un solo giorno Astana diviene più famosa di Perugia.

ABLYAZOV UNA VICENDA D’ASILO – Il titolo di questo paragrafo, può dare l’idea che ciò di cui si parla, si riferisca al responso negativo al “diritto d’asilo” della moglie e della figlia minore del dissidente Ablyazov. Nella realtà, il mio vuol essere un riferimento esplicito al modus operandi dei Ministeri dell’Interno e degli Affari Esteri, nel trattare la “Questione Kazaka”, alla stregua della gita di classe dell’asilo di Rimini a San Marino. I dicasteri, che si accusano vicendevolmente, nascondono responsabilità e implicite volontà. Tutto ciò, a dispetto di quel che erroneamente è creduto dalla popolazione italiana, riguarda un partner fondamentale per l’Italia e non solo una sperduta ex Repubblica Sovietica.

L’ENI E LA NOSTRA DIPENDENZA DA NAZARBAYEV – E’ risaputo, che l’Italia sia un paese completamente dipendente da tutti quelli che possiedono due gocce d’idrocarburi o gas. Questo è un assioma da cui difficilmente ci si può discostare. In questo contesto, fin dalla disgregazione dell’URSS, il Kazakistan ha assunto un fondamentale rilievo nella programmazione economico – energetica degli ultimi vent’anni e probabilmente l’avrà nei prossimi trenta per l’Italia. Roma è ufficialmente legata ad Astana da un “Trattato di partenariato strategico e dall’adozione di protocolli d’intesa economico-commerciali”, firmato nel 2009. A seguire nel 2012, sotto il Governo di Mario Monti, è stato siglato un importante accordo militare che prevede la fornitura da parte italiana ad Astana di armi, tecnologie e operazioni congiunte delle rispettive forze armate.

Dogma della crescita è la stabilità politica. Per questo dal 1992, mercati e cancellerie si fidano del Presidente Nazarbayev. Così nel futuro corridoio stradale tra Europa e Cina, si è da qualche tempo aggiudicata i lavori la Salini – Todini assieme alla fornitura di calcestruzzo operata dalla ItalCementi. Nodo cruciale per il “Bel Paese”, come ricordato prima, resta la fornitura di gas e petrolio da parte di Astana, la quale vede protagoniste l’Eni, la Saipem e Bonelli. A dicembre entrerà in funzione il giacimento offshore di Kashagan. L’Eni detiene il 16,8% del suddetto giacimento, il quale a pieno regime porterà la produzione intorno ai 10 miliardi di barili. Secondo il piano del “Cane a sei Zampe” la produzione derivante da tale giacimento (con i suoi 1,5 milioni di barili al giorno) potrà favorire il consolidamento dell’azienda dell’Eur tra le prime tre compagnie al mondo. Perciò l’Eni, nell’attesa della decisione geopolitica ed economica del decennio, ha già deciso di puntare sul futuro tracciato di pipelines “Baku – Tbilisi – Cehyan”, soluzione sostenuta anche dall’Unione Europea. Per evitare problemi con una non meno probabile “via russa”, da qualche tempo la società italiana, ha comprato il 2% del già esistente oleodotto CPC (sostenuto dai Cinesi) e attivo da qualche tempo, la quale renderebbe maggiore la dipendenza energetica europea dal Cremlino. Altra importante risorsa per il “Sistema Italia / Eni” è la compartecipazione al 30% del giacimento di Karachaganak. Il tutto in cooperazione con la British Petrolium. Giacimento al centro della recente visita del Premier Enrico Letta al Premier inglese David Cameron in Gran Bretagna.

DIRITTO E REALPOLITIK – Quando parlavo di vicende d’asilo nido nel trattare la questione “Ablyazov” e dei suoi familiari, mi riferivo alla poca chiarezza nelle decisioni dei vertici nazionali. Certo, resta il rammarico legato ad una donna e alla sua figlia. Nell’“Italia 2.0” si fa spazio una realpolitik di stampo kissengeriano, ma ciò non basta a far venir meno la preoccupazione rispetto alla vita di due persone. Tutto questo, mentre nessuno dei commentatori sa cosa sia un giacimento offshore, cosa voglia dire “rifugiato politico” e cosa convenga al “sistema paese”. E così, nella piazza reale come in quella virtuale, ogni polemica mi viene facile smorzare chiedendo ai più “Sapete dov’è il Kazakistan?”.

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

About Antonio Maria Napoli

Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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