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La stagione dei saluti… viene e va!

Come nelle migliori serie italiane, anche noi ci concediamo una pausa. D’altra parte è invalso l’uso di questo break estivo in tutti i settori italiani. La politica fa la pausa estiva, le università, alcuni uffici, la televisione, la radio e così via. Allora viene da fare una piccola riflessione su questo fenomeno tipicamente italico. Altri Paesi preferiscono distribuire le ferie e le feste nazionali in maniera più omogenea nel corso dell’anno. Per quanto mi riguarda, credo che questo abbia sicuramente dei benefici, e a dimostrarlo sono i fatti. Tuttavia è innegabile che da sempre la pausa estiva per gli italiani scandisce l’anno, introduce a nuovi propositi e porta a trarre bilanci. Personalmente devo ammettere che, benché sia piuttosto contrario ad uno stop così lungo delle attività e mi renda conto che a causa di questo molta produttività se ne va in fumo, sono molto affezionato alla pausa estiva. Sapere che arriva un periodo dell’anno in cui quasi tutto cessa, si azzerano i contatori e ci si riposa per prepararsi al meglio a recuperare il tempo perso, trasmette un gran senso di libertà e leggerezza. Ed è per questo che oggi il mio intento è quello di fare il classico “pezzo di chiusura”. Ci salutiamo oggi per gettarci appieno nell’estate che, mano a mano che si diventa più grandi e ci si tuffa nel mondo del lavoro, si riduce sempre più.




Quest’anno come molti di voi già sapranno è stato e continuerà ad essere un anno particolare. Il secondo è forse l’anno più difficile per qualunque cosa. Si spengono gli entusiasmi della prima ora e si è più consapevoli di quello che si sta facendo. Ci si scontra e ci si analizza. Ecco, questo è quello che noi di Polinice abbiamo fatto lungo quest’anno, chiamiamolo scolastico o, meglio, accademico. Le novità al rientro saranno molte. Avremo in primo luogo una struttura più snella, meglio organizzata e più propositiva, che integri tutto il buono che siamo riusciti a tirar fuori dal nostro vissuto sinora e che lo coniughi al meglio con un rigore che deve necessariamente essere presente quando si lavora in tanti. Sono state nominate due figure, i cui nomi saranno svelati a tempo debito, che regolino la vita della nostra associazione, ne promuovano gli obiettivi e gli scopi finali. Ci siamo dati delle regole, cui tutti saremo tenuti a sottostare. Per gli affezionati lettori del nostro blog, la natura del nostro intento non cambierà. I temi principali rimarranno gli stessi ma si arricchiranno di nuovi contenuti e nuove attività che potranno anche esulare dalla mera scrittura. Chissà. Magari ci piacerà di più, magari di meno, ma sicuramente quando l’esigenza del cambiamento è sentita in un gruppo, sciagura a chi tenti di soffocarla. D’altronde siamo in un periodo che per definizione è la resa dei conti. Da diversi punti di vista. Facciamo ora i conti con noi stessi, lasciando l’università e lanciandoci nel mondo del lavoro. Facciamo i conti come Paese, che si trova in una realtà nuova che deve saper gestire in maniera serena ma decisa. Facciamo i conti, ognuno di noi, con agosto che, caldo a parte, risulta spesso aggravato dai bilanci che siamo portati a fare dell’anno di attività appena trascorso. Facciamo i conti, o li faremo a breve, con settembre che da lontano ci preoccupa come un incendio all’orizzonte che piano piano avanza divorando l’estate e facendoci ripiombare nelle nostre angosce, speranze, buoni propositi, e novità. Ebbene sì, per noi il tempo dei bilanci è proprio questo, molto più che capodanno.

Tuttavia, per non perdere l’abitudine che ci siamo dati durante quest’ultimo periodo, in cui abbiamo avuto modo di parlare delle consuetudini e problematiche delle città e spesso della nostra città, la cosiddetta lettura da ombrellone che consiglio è costituita da due brevi ed interessantissimi saggi, completamente diversi tra loro: il primo riguarda il viaggio, un viaggio in una terra che da molto tempo compare solo per evidenziare le inefficienze del nostro sistema produttivo e di vita all’interno dell’Unione Europea: la Grecia. Il libro si chiama per l’appunto “Un’estate in Grecia” di Paolo Ciulla, editore ChiareLettere. Di natura completamente diversa, ma molto più attinente alle nostre tematiche “urbane” è un saggio sulla città di Roma e sulla sua struttura multiforme e alle volte disorganica: “Roma. Tramonto della città pubblica”, di Francesco Erbani, editore LaTerza.
Inoltre, come ormai è consuetudine, apriremo la nostra rubrica PoliNesia nella quale pubblicheremo diari di viaggio ed esperienze che possono interessare l’estate. Invitiamo tutti a partecipare e vivere le vostre vacanze in maniera pensata!

Ci rivediamo al rientro (che per inciso per noi sarà il 28 agosto)!!

Buone Vacanze!

Federico Giubilei – PoliLinea

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