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Canzoni scritte per altri scrittori di canzoni

You are the most extraordinary person, you write the most peculiar kind of tunes: 

Canzoni scritte per altri scrittori di canzoni


Chiunque si interessi di musica si trova ad avere a che fare con scene artistiche e influenze. Personalità e gruppi che ispirano altri musicisti, capolavori che ne generano altri, suoni e parole che si ritrovano a distanza di chilometri o decenni. Tutto ciò nasce ovviamente dalla passione di alcuni per l’arte dei colleghi scrittori di canzoni. Evitando pesanti discussioni musicologiche, un modo sotterraneo e personale per scoprire questi amori più o meno segreti è usare la materia prima che abbiamo: la musica stessa. Andare a scovare canzoni che frontman e musicisti hanno dedicato a colleghi e amici è un’attività divertente e illuminante che riserva conferme e sorprese. 



Ecco alcuni gioiellini che ho trovato interessanti:



Neutral Milk Hotel – Naomi. Ho conosciuto e amato questa canzone per anni, poi, nel 2012, scopro il video di Naomi Yang dei Galaxie 500, e viene fuori che nei primi anni ’90 lei e Jeff Mangum erano fidanzati, che la canzone è per lei, e che 15 anni dopo l’uscita del primo album dei Neutral Milk Hotel, lei stessa ha girato questo video di tributo: “Fifteen years ago, Damon and I were playing at a music festival. Someone from Neutral Milk Hotel came up to me, handed me a LP, and said “the song ‘Naomi’ is about you.” Fifteen years later, here is my response.”

The Microphones – After N. Young. L’influenza di Neil Young su Phil Elvrum è più che evidente in molte fasi e aspetti dei suoi lavori, dai chitarroni distorti di The Glow Pt. 2 dei Microphones, agli EP acustici dei Mount Eerie, fino alla voce stessa di Elvrum, flebile e acuta ma espressiva e potente come quella di Young. Tuttavia, questo breve frammento estratto da un live del 2003 (periodo di transizione dai Microphones ai Mount  Eerie), cover parziale di “Mr. Disappointment” di Neil Young (da “Are you Passionate?”) ci regala uno spacco intimo tra il recluso di Anacortes e il rocker di Toronto.

Gorky’s Zygotic Mynci – Kevin Ayers. Una delle tante follie della band gallese. Con questo divertente e  demenziale esercizio di stile, Euros Childs, oltre a campionare l’inizio di “Song for Insane Times”, forse il capolavoro di Kevin Ayers, dichiara ciò che era già abbastanza chiaro, ossia il suo amore e  la sua devozione al bassista-giullare di Canterbury.

Neutral Milk Hotel – Here we Are (for W. Cullen Hart). Precedentemente conosciuta con il nome di “Wood Guitar” e contenuta nella demo in cassetta “Hype City Soundtrack” del 1993, questa canzone è una delle dediche più toccanti che io conosca. Jeff Mangum la scrive per Will Cullen Hart, frontman degli Olivia Tremor Control e dei Circulatory System, pittore e guru spirituale dell’ Elephant 6 Collective. I due si conoscevano dai tempi della loro prima adolescenza, e sono sempre stati accomunati (come dice Robert Schneider degli Apples in Stereo in questo video) da simili visioni e intenti artistici, decisamente i più sperimentali nel collettivo di Athens, con forti influenze surrealiste, e da una certa tendenza alla reclusione e all’auto-relegazione in un mondo creato da loro stessi. Questi due minuti e mezzo di canzone contengono tutta questa fratellanza e incomprensione da parte del mondo esterno, concentrata ed espressa in un “final moment”.



Kevin Ayers – Oh! Wot a Dream. Questa volta è Kevin Ayers a dedicare una canzone a qualcuno, e quel qualcuno è Syd Barrett. I due geni della psichedelia inglese folle ed elegante si conoscevano e avevano collaborato, nel primo album di Ayers, a “Singing a Song in the Morning (a Religious Experience)”, in cui Barrett suona la chitarra solista. “Oh! Wot a Dream”, stilisticamente una summa dello stile eccentrico comune ai due, è una fortissima dichiarazione di apprezzamento e amicizia, proprio nel periodo (1973) in cui l’ex leader dei Pink Floyd iniziava la parte più buia del suo declino mentale, e sembrava dimenticato da tutti.

Spagetti Bolonnaise – Dedicated to Wyatt, but Wyatt wasn’t Listening. Nell’unico pezzo italiano in lista, il pregevolissimo gruppo capitanato da Oliviero Farneti offre con questo brano strumentale un tributo “inascoltato” a Robert Wyatt, ricalcando ironicamente il titolo di due suoi pezzi, uno scritto per i Soft Machine, e uno per i Matching Mole, nonché lo stile del maestro del jazz-rock inglese.

Campfires – Gone Country Dream (for Bill Doss). Fu con estremo sgomento che il 30 Luglio 2012 appresi della morte di Bill Doss. Il frontman degli Olivia Tremor Control e dei Sunshine Fix era stato per me una leggenda e una guida paterna, e la terribile notizia mi lasciò senza fiato. Gli Olivias, scioltisi nel 2000, si erano appena riuniti e, dopo qualche concerto, avevano quasi finito un nuovo album. Lo spirito comunitario dell’Elephant 6 era quasi risorto, e invece sembrava tutto finito in un anno scarso. Non era così: da subito una grossa quantità di musicisti e ammiratori si strinsero intorno al collettivo di Athens, Will Cullen Hart e i restanti Olivias si rimisero a lavorare al nuovo disco già dalla settimana successiva, e pochi mesi dopo spuntò su Spotify questo collage strumentale dei Campfires, fino ad allora band di Chicago a me sconosciuta. Il pezzo è breve ed evocativo, malinconico ma a tratti filantropicamente allegro. Mi sembra un modo più che giusto di ricordare Bill Doss, l’uomo-sole.




                                                    Ascolta.




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