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UK: Miliband e il congelamento dei costi dell’energia. Come reagirà David Cameron?

Martedì 24 settembre ha avuto luogo la conferenza del Labour Party britannico. Tra i punti focali del discorso di Ed Miliband, spicca la proposta di congelare i prezzi dell’energia per un periodo di venti mesi. Miliband ha asserito che il governo laburista, a seguito del suddetto congelamento dei prezzi, obbligherebbe le compagnie energetiche ad adottare politiche di maggiore trasparenza riguardo ai loro prezzi.

Il leader del Labour Party ha avuto l’abilità di toccare un tasto alquanto dolente per la popolazione britannica, per la quale le bollette di elettricità e gas rappresentano uno dei maggiori ostacoli economici. In risposta al progetto di Miliband, le compagnie energetiche inglesi, come EDF e Centrica, hanno negato di ottenere profitti eccessivi dalle bollette dei contribuenti. Al tempo stesso, hanno asserito che lo stato abbia bisogno di una certa quantità di profitti provenienti dalle compagnie energetiche, se desidera che esse investano cento bilioni di sterline in nuovi impianti di gas, energia nucleare e altre infrastrutture nel corso dei prossimi dieci anni.

Labour Party and Ed Miliband – Photo: Eddie Mulholland

Nel formulare la sua proposta, Miliband ha annunciato che potrebbe creare divisioni interne alle compagnie, rendendo la produzione e il rifornimento di energia due settori distinti. A questo proposito, Angela Knight, dirigente di Energy UK, ha replicato che un atto, o meglio, una minaccia simile rappresenterebbe un implicito gesto di chiusura al business da parte del mercato britannico, che scoraggerebbe gli investitori stranieri. Reazioni contrastanti anche da parte delle associazioni dei consumatori. Il timore più diffuso è che un temporaneo congelamento dei prezzi possa portare, una volta terminato, un radicale aumento dei prezzi dell’energia.

Un’altra domanda che si pongono i cittadini britannici è in che modo Miliband riuscirà, se eletto nel 2015, a rendere immediato il suo progetto di congelamento dei prezzi, in assenza di una legge regolatrice. Nonostante Miliband abbia ancora quasi due anni a disposizione per affinare il suo progetto e, probabilmente, per negoziarne i termini con le compagnie energetiche, le sue dichiarazioni durante la conferenza hanno messo sotto grande pressione l’attuale Primo Ministro, David Cameron. Per far fronte all’onda mediatica e di speranza scatenata dalla conferenza dei laburisti, Cameron si troverà costretto a prendere immediati provvedimenti sui crescenti costi dell’energia e dovrà rispondere alle accuse secondo cui egli coprirebbe le spalle delle grandi compagnie energetiche britanniche.

E’ ancora presto per sapere come Cameron reagirà concretamente, o se Miliband riuscirà davvero a realizzare il congelamento dei prezzi. Una cosa è certa: il Primo Ministro inglese è ora ancor più minacciato dall’avversario, che ha saputo proporre una mossa politica intelligente, innovativa e in grado di smuovere le masse. La proposta di Miliband per ridurre i costi dell’energia annuncia una campagna elettorale aggressiva, moderna e incentrata su tematiche coinvolgenti per la maggior parte della popolazione.

Chi vincerà le prossime elezioni? Riusciranno i laburisti di Miliband a governare la perfida Albione? Per scoprirlo, arrivederci al 2015.

Giulia Aloisio Rafaiani – AltriPoli

About Giulia Aloisio Rafaiani

Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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