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Come sopravvivere con dignità alla settimana della moda

Parigi – street style

“La maggior parte delle persone che lavorano nella moda sono in assoluto le peggio vestite. Hanno degli accostamenti improponibili spesso poco adatti al proprio fisico. È forse un modo per essere fotografate e intervistate?” Narciso

Questa la domanda che un tale, dal nome già di per sé significativo, “Narciso” appunto, ha rivolto a Franca Sozzani. La direttrice di Vogue Italia ha candidamente risposto così:

 

 

Franca Sozzani

“Lo fanno per essere fotografate e intervistate. Per essere eccentriche per la gioia dei blogger di cui non si sa neanche che blog abbiano e dei fotografi di riviste che non si sa neanche di che riviste siano e che, se si sanno, sono così cheap che è meglio dimenticarle”.

Si è appena chiusa la Settimana della moda di Parigi. Dopo New York, Londra e Milano i riflettori si sono spenti anche sull’ultima delle “Big Four”. Quattro settimane frenetiche in cui le carte MilleMiglia delle più presenzialiste fashion victim registrano jackpot da record. Volano da una città all’altra con grandi bauli, generalmente pieni di pochissimi capi ma immensamente voluminosi tipo cappelli con piume di pavone e gonne a ruota panoramica. Si instagrammano davanti a ogni superficie riflettente e parlano di “Giungla metropolitana” come se fosse un’espressione con un qualunque senso sintattico.

Spotted at Paris Fashion Week

I loro tre accessori “must have” sono uno di questi nuovi sieri “anti fatica, anti stress, post alcool, post nottata” che promettono di distenderti la pelle come se avessi dormito dodici ore, degli assurdi ed enormi occhiali da sole e un rimmel waterproof per mantenere un contegno anche dopo gli infiniti pianti ai buttafuori per imbucarsi alla sfilata o al cocktail del giorno. Perché non conta la dignità, l’importante è esserci, o meglio, fare finta di essere qualcuno che dovrebbe esserci. E una volta entrate ci si mischia tra la folla: “Ciak, si va in scena”. Tutti ai loro posti con i costumi assegnati per la parte che si vuole recitare. Ma spesso sembra che il costumista abbia confuso tutti gli outfit e li abbia lanciati a caso ai vari protagonisti. Troppo alta, troppo piccola, troppo magra, troppo tonda. E che cosa ci fanno vestite così? Sono di moda.

foto mania

Comprensibile quindi l’ironia di Franca Sozzani di fronte a quelle scimmiette addestrate su tacchi che non avrebbero ragion d’essere pur di farsi fotografare da sedicenti fashion blogger coreani travestiti da pappagalli. Ecco quindi dieci regole di sopravvivenza per assistere alle sfilate:

1. Se vedi una persona vestita in modo strano non è detto che sia una «celebrità».
2. Non fotografarla.
3. Non fotografarti insieme a lei.
4. Non fotografarti davanti a ogni specchio, in ogni ascensore, di fronte a ogni vetrina riflettente.
5. Non usare l’hashtag #picoftheday se poi di «Pic of the day» ne metti quaranta.
6. Smetti di fotografarti i piedi dall’alto. Sono sempre piedi. Anche se cambi filtro.
7. Sgomitare per avere l’appuntamento per una piega all’ultimo minuto non ha senso se poi giri con un cerchietto da diavolina in testa.
8. Avere i piedi gonfi perché non sei abituata a indossare i tacchi, non ti da l’autorizzazione a toglierti le scarpe.
9. Se non sei capace di camminare sui tacchi, non metterli, è molto meglio una ragazza normo-gambe che cammina spedita che un fenicottero zoppo e lamentoso.
10. Impara ad apprezzare le mezze stagioni: il vestitino che hai comprato in spiaggia quest’estate non può essere abbinato a un piumino Moncler quando fuori ci sono 25 gradi. E se di gradi ce ne sono meno 3, e indossi una pelliccia, infila anche un paio di calze, la pelle da pollo non è mai andata di moda.

Paris – street style

L’eleganza deve essere creativa, anche eccentrica, ma non ridicola. Non c’è buono o cattivo gusto in assoluto. C’è quello che ti sta bene e quello che ti sta male. Ad ognuno la propria interpretazione della moda, libera. Ma basta con queste ostentazioni inutili.

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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