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Politrip: Kilimanjaro

Premesso che questo non è un viaggio per tutti, per la scalata non c’è bisogno di alcuna conoscenza tecnica o preparazione ma di tanto spirito di adattamento  e forza di volontà.

Cercherò in breve di raccontare un’ esperienza di vita senza paragoni.

Per prima cosa consiglio di prenotare dall’Italia mettendovi direttamente d’accordo con le agenzie locali di Dar es Salaam ed Arusha, in quanto solitamente si riesce a risparmiare almeno il 50% dei costi. E poi di munirvi di tutto ciò che è consigliato senza tralasciare nessun indumento che durante il tragitto vi sarà essenziale.La mia agenzia, anche se eravamo solo due persone, (infodesk@destinationkili.com) ci ha fornito 7 splendidi ragazzi ( tra cui 3 portatori, 1 cuoco, 1 cameriere e 2 guide) che ci hanno fatto sentire davvero dei re.

Le “routes” per arrivare alla vetta sono cinque, a seconda della loro lunghezza si rivelano più o meno difficili. Io ho scelto la Rongai Route per salire a causa dei pochi giorni che avevo a disposizione (solo sei!) che sicuramente non è tra le più facili o le più belle ma d’altra parte è la meno turistica. Mentre per scendere ho scelto la Marangu, la via più famosa e bella.

 

 

Gennaio, febbraio, luglio, agosto e settembre sono i mesi ideali per la scalata. Io sono partita il 1 agosto con un volo della Emirates con scalo a Dubai.

Inizio del cammino 2000mt

Giorno 1:
La salita inizia nel primo pomeriggio al villaggio Nale Moru (1950 mt). Si attraversano terreni coltivati prima di entrare nella pineta. Qui si potranno scorgere le Columbus monkeys sulla cima degli alberi, scimmiette bianche e nere “alate”.
Dopo 3-4 ore di cammino si arriva al primo campo (2600m) proprio alle falde della montagna.

Giorno 2:
La passeggiata mattutina è una salita costante fino ad una grotta a 3450mt nella quale si pranzerà con una vista meravigliosa di Kibo e dei campi di ghiaccio orientali sul Cratere . Dopo pranzo si camminerà per altre 3-4 ore per arrivare nel secondo campo a 3800mt dove si cenerà sotto le stelle che in Tanzania sono realmente gigantesche e offrono uno spettacolo meraviglioso. Qui si potranno iniziare a sentire i primi disturbi dovuti all’altitudine: incubi, insonnia, tachicardia e mal di testa.

Kibo Hut 4700mt

Giorno 3:

Si continua l’ascesa per arrivare al campo di Kibo Hut (4700mt) circa alle ore 15, per un lungo riposo prima della salita finale alla vetta che inizierà intorno a mezzanotte. A questo punto se i sintomi del mal di montagna continuano le guide non ti faranno iniziare la scalata finale.

Giorno 4:
L’ascesa per il vertice inizia intorno a mezzanotte attraversando dei ripidi tornanti che ti sembreranno infiniti con un vento gelido che ti farà percepire la temperatura a -30°. Le guide controlleranno continuamente il tuo stato di salute, e al primo sintomo ti faranno scendere immediatamente; tant’è che durante la salita sarai scoraggiato dal continuo viavai di gente che torna indietro.
Dopo circa 5 ore si arriverà al Gilmans point a 5681mt, dove non si potrà sostare a causa del grande vento e freddo.

 

Tetto d’Africa 5895mt

Dopo due ulteriori ore di cammino con la meravigliosa luce dell’alba, finalmente si arriverà a Uhuru Peak (5895mt), dove ghiacciai spettacolari e una distesa di nuvole occupano il panorama del Tetto d’Africa. Tempo di fare e qualche foto e subito si dovrà iniziare la discesa per raggiungere il campo di Horombo a 3700 mt per il pernottamento. Sarà davvero dura fare altre 10 ore di cammino per arrivare al campo ma l’idea di trovare dell’acqua e dei bagni ti spingerà oltre i tuoi limiti.

Giorno 5:
Questa passeggiata di 7 ore circa in discesa sarà davvero piacevole perchè si attraverseranno dei paesaggi meravigliosi tra palme e foreste, sulla Marangu route, fino ad arrivare all’entrata del parco dove vi sarà consegnato l’attestato e ci sarà (finalmente) il trasferimento in un Hotel con tanto di letto che dopo quattro notti in una minuscola tenda vi sembrerà fantastico.

Zanzibar

Zanzibar
Per rilassarvi dopo tutto ciò vi consiglio di spendere qualche giorno nella splendida Zanzibar. Io sono stata al Sandies Mapenzi Beach, hotel di proprietà di italiani, eccellente per ospitalità, cibo ed escursioni.

Buon Viaggio!

 

 

 

About Assia Federica Orneli

Assia Federica Orneli

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