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La Cina e la conquista dell’acqua

Nella storia del mondo vi è un elemento naturale che più di ogni altro ha influenzato i destini di terre e popolazioni, questo elemento è: l’acqua. Lo stesso corpo umano ne è composto al 70%. Non vi è grande città, civiltà o impresa dell’ingegno umano che si sia realizzata lontano da un corso d’acqua. Così, nonostante gli immensi progressi nella storia dell’umanità attraverso ingegneria, tecnologia e scienze applicate l’acqua rimane una fonte da tutti ambita. E ora che, dopo cent’anni dalla Guerra dell’Oppio, il “Dragone Cinese” torna a imporsi sul mondo, l’acqua va ad imporsi come il principale problema per la crescita e lo sviluppo per Pechino. La Cina rappresenta un quinto della popolazione mondiale e possiede solo il 7% delle risorse idriche globali. Da qui la necessità d’acqua.

L’ACQUA, UNA PASSIONE TUTTA CINESE – Per comprendere l’importanza rappresentata dall’acqua, basta pensare che la più grande opera ingegneristica e seconda per fama, dopo la costruzione della Muraglia Cinese, è il Canal Grande, tra Pechino e Hangzhou, che fu terminato nel 500 dopo Cristo. Fin dai tempi degli Imperatori la Cina si è resa conto che solo attraverso la scarsa risorsa idrica si sarebbe potuta innalzare a potenza nel mondo. Stessa passione per l’elemento principe del mondo l’hanno ereditata all’interno del Comitato del Partito Comunista Cinese, difatti, come ricordato dall’Economist “Per decenni il paese è stato governato dagli ingegneri, molti dei quali ingegneri idraulici”. Negli ultimi cinquant’anni il paese è stato controllato da ingegneri cui si ascrive la figura dell’ex Presidente Hu Jintao.

LA QUESTIONE SETTENTRIONALE – Se dal Risorgimento in Italia esiste una “Questione Meridionale”, in Cina vi è la “Questione Settentrionale”. Dal punto di vista idrologico e geografico la Cina è spaccata in due. Nel “meridione” la Cina possiede circa l’ottanta percento delle risorse idriche e già con un rapido sguardo alle cartine geografiche si evince la ricchezza di acqua. Al settentrione, ove è collocata anche Pechino, pur essendovi due terzi dell’agricoltura e metà, della popolazione si vive il dramma idrologico. A ciò va aggiunto che, secondo le stesse autorità cinesi, oltre la metà delle riserve idrologiche sotterranee presenti nel Nord del paese sono troppo inquinate perché siano utilizzate in campi come quello agricolo, men che meno per il semplice utilizzo domestico. Semplificando a livello internazionale la definizione di stress idrico è di 1.000 metri cubi d’acqua utilizzabile per persona l’anno. Il cinese medio settentrionale ha meno di un quinto di tale importo. Gli abitanti di Pechino hanno a disposizione la stessa acqua di Riyad ovvero la capitale del Regno dell’Arabia Saudita.

I RIMEDI SBILANCIATI SULL’INGEGNERIA – La classe dirigente Cinese, come poc’anzi scritto, è da sempre stato composto da Ingegneri idraulici che hanno fatto realizzare opere inimmaginabili. Ora, la Cina sta per affrontare il più grande e sbalorditivo progetto di sempre. Certo, il nome dell’opera non è altrettanto affascinante, ma il “Progetto di Trasferimento d’Acqua Sud-Nord” rappresenta l’impresa ingegneristica del secolo. L’opera dal costo attualmente attestato intorno ai 45 miliardi di dollari ha come obiettivo di collegare meridione e settentrione attraverso tre immensi canali idrici che sfrutteranno anche il millenario Canal Grande. Nel dicembre di quest’anno uno dei tre giganteschi sistemi di canali e acquedotti previsti, la Eastern Route, comincerà il trasferimento di acqua verso il nord. La Middle Route entrerà in funzione nell’autunno del 2014, mentre per avere operativa la Western Route, e tutto il sistema a regime son previsti secondo i responsabili South-North Water Diversion Project ancora quaranta- cinquant’anni di lavori. Solo a quel punto il sistema sarà in grado di trasportare 44,8 miliardi di metri cubi d’ acqua.

Mappa idreologica Cinese – Fonte: China Daily

Attorno ai costi, i tempi e le proposte presentate si muovono le critiche dell’Economist della scorsa settimana. Innanzitutto, la rivista gotha del mondo economico, osserva che “sarebbe più economico desalinizzare una quantità equivalente di acqua di mare”. In secondo luogo, analisti di geopolitica, sostengono che i numerosi stravolgimenti ai corsi d’acqua che coinvolgeranno anche India, il Bangladesh e il Vietnam creeranno non pochi problemi alla diplomazia cinese. Il ridimensionamento della portata d’acqua del solo 1% non sembra verosimile da molti. Infine, se priva di rimodulazione e legiferazione sullo sfruttamento delle risorse idriche, da parte sia delle industrie che dell’agricoltura, l’opera visto l’andamento demografico non sembra avere troppi margini inaspettati d’efficacia.

L’opera sembra un azzardo, ma anche il Canal Grande millecinquecento anni fa lo era e solo l’oppio britannico arrestò il più duraturo Impero di sempre. Impero o Repubblica Popolare che sia la Cina, a differenza di cent’anni fa, non sembra più disposta a fermarsi.

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

 

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Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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