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Fuzz: il nuovo miracolo della coppia Ty Segall – Moonhart


Prima di dire qualsiasi cosa sui Fuzz, nuova band proveniente da San Francisco è importante rispondere ad una domanda: chi è Ty Segall?

Ty Segall è un ragazzo di ventisei anni, chitarrista, songrwriter, cantante, e batterista. Uno dei musicisti (giovani) più prolifici degli ultimi anni, sia come solista che nelle sue innumerevoli band: Sic Alps, The Traditional Fools, Epsilons, Party Fowl, The Perverts e non ultimi  i Fuzz.



In poco più di cinque anni Ty Segall è riuscito a diventare un punto di riferimento della scena rock californiana, essendosi misurato nel garage, noise, glam, heavy psichedelia; quasi come se stesse facendo un’operazione filologica sul rock a cavallo fra i 60 e i 70. Uscito lo scorso anno con il meraviglioso “Twins” e il devastante “Slaughterhouse” – che per chi scrive uno dei migliori dischi rock degli ultimi anni – Segall è tornato nel 2013  con la psichedelia di matrice folk di “Sleeper”e con l’heavy psych dei Fuzz.

I Fuzz sono formati da Ty Segall in veste di batterista, Charles Moonhart(chitarra), e Roland Cosio (basso) e cazzo se fanno impallidire i critici che danno il rock per sepolto da anni! Sì perché questo omonimo disco – anticipato da una manciata di singoli irresistibili, tra i quali segnaliamo “This Time I Got a Reason” – dimostra che il rock può essere un linguaggio musicale ancora attuale, soprattutto se riesce ad andare oltre al revivalismo annacquato che spesso lo contraddistingue. Il trio californiano tira fuori una personalità che va ben oltre la riproposizione di Black Sabbath e Blue Cheer, ma che si esalta in queste otto incisioni che suonano anche un po’ imprecise, ma finalmente naturali nell’esecuzione e nel sound.


Il miglior disco heavy-psych di questi ultimi anni ha dunque un sound tutt’altro che inedito, ma vive anche di soluzioni che in pochi avrebbero il coraggio di attuare, con un suono dannatamente noisy e l’approccio adrenalinico, forsennato, libero che si pone immediatamente come valore aggiunto del lavoro. Ty Segall ha una voce molto riconoscibile che riesce a dare personalità a un album che già giova delle influenze garage e proto-punk dei componenti della band, che gli fanno dimenticare i virtuosismi inutili che hanno assassinato l’hard rock e che spesso rendono questi dischi una noia mortale.

La soluzione del power-trio si mostra ancora vincente in ambito rock. Moonhart è un tale macina riff che non fa affatto rimpiangere la scelta di Segall di dedicarsi alla batteria, anche perché lo stesso dimostra di avere anche un drumming molto interessante, alla pari della sue qualità alla chitarra. Ty Segall è come se dicesse: ‘Non sarò un virtuoso in nessuno dei due strumenti ma il mio sound e la mia voce le riconosceresti in mezzo a milioni’. Tanto che questo ragazzo (sempre insieme a Moonhart) negli ultimi due anni è uscito con uno dei migliori dischi garage e hard rock psichedelico del nuovo millennio, zittendo i critici che lo bollavano come un ragazzino iperattivo.

Uscito per la piccola etichetta In the Red, dubito che questo album avrà il giusto riconoscimento che meriterebbe, e forse sono anche più contento così.



Luigi Costanzo-PoliRitmi

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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