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Midnight in a perfect world

Quella del sequel è una delle istituzioni più vituperate del mondo del cinema, non senza ragioni. Non che ci sia nulla di intrinsecamente sbagliato nel cercare di prolungare la “vita” di personaggi molto amati o di riproporre situazioni che hanno catturato l’immaginazione di milioni di persone, ma un po’ per l’intrinseca difficoltà di far scaturire la scintilla una seconda volta, un po’ per la generale tendenza a prendere pochissimi rischi con queste operazioni, i risultati spesso non si rivelano all’altezza.
Ci sono ovviamente delle eccezioni che si qualificano come tali innanzitutto per il modus operandi adottato, e oggi vorrei parlare di una di queste, per quanto l’ultimo capitolo della serie in questione, che potete trovare attualmente nelle sale romane, non sia stato all’altezza del suo diretto predecessore.
Sto parlando di Before Midnight, terzo episodio in una serie iniziata nel lontano 1995 con Before Sunrise e proseguita nel 2004 con Before Sunset. La lunga attesa intercorsa tra i tre capitoli salta immediatamente all’occhio ed è importante, oltre che per l’inusualità del fatto, anche per motivi legati ai film veri e propri. La prima considerazione, che in realtà è più un’ipotesi che altro, è che probabilmente la serie non è stata concepita in quanto tale. La pianificazione di una serie è spesso considerata un marchio di qualità, la garanzia che l’allungamento della vicenda non è stato dovuto al successo del primo capitolo; nel caso dei Before il sospetto di voler sfruttare la proverbiale gallina dalle uova d’oro ovviamente non si pone, ma credo che l’indeterminatezza e l’insicurezza sul futuro della serie sia stato negli anni un motore creativo che ha permesso ai creatori dei film di indirizzare in maniera molto più spontanea l’evolversi della storia e dei personaggi.
La seconda circostanza particolare è che i tre film sono ciascuno ambientato all’incirca nel periodo in cui è uscito, presentandoci quindi i due protagonisti, Jesse e Celine, a distanza di una decina d’anni ogni volta. Il lento rivelarsi dell’evoluzione del loro rapporto nei periodi “oscuri” di cui non ci è dato conoscere molti dettagli è sicuramente uno degli stimoli che più vengono sfruttati nel secondo e terzo capitolo della serie, e anche se la dinamica non richiederebbe necessariamente il reale scorrere del tempo tra un film e l’altro, il fatto che questo tempo sia davvero passato lascia un retrogusto particolare sul palato dello spettatore, oltre che un marchio tangibile sulla pelle degli attori.
La storia, per chi fosse completamente all’oscuro, è quella di un ragazzo texano e una ragazza francese che si incontrano per caso su un treno in transito a Praga, e ciascuno dei tre film racconta in tempo pressochè reale una singola giornata dei due protagonisti. I termini della loro relazione sono molto diversi nei tre episodi e sono legati piuttosto evidentemente alle età in cui si trovano di volta in volta. In Before Midnight i due sono alle soglie della mezza età, e il film si concentra molto sulle probelmatiche legate ad una relazione ormai in uno stadio maturo che ha ormai esaurito l’iniziale slancio.
Forse me lo potevo aspettare ma sono rimasto abbastanza deluso dal constatare quanto borghesotto e di mezza età sia il tono del film. Un po’ fuori dal mio raggio d’azione magari, e non escludo che qualcuno con qualche anno più di me sul groppone possa trovare l’episodio più stimolante, ma c’è un certo manierismo nei dialoghi (forse attribuibile al fatto che gli attori sono per la prima volta co-autori della sceneggiatura) che mi sembra innegabile e che toglie molto al senso di intimità tra i protagonisti che era di gran lunga il tratto più significativo dei film precedenti.
In ogni caso la trilogia merita senza dubbio una chance, se non altro per la peculiarità del suo articolarsi e perchè Before Sunset è un mezzo capolavoro, come magari sarà il prossimo capitolo se mai ci sarà.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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