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Hunger Games: la ragazza di fuoco incendia Roma

rom7Non sono mai stata una di quelle ragazzine che hanno i poster dei Backstreet Boys in camera, non scrivevo “Leo ti amo” sul mio diario segreto dopo l’uscita di Titanic, non sognavo di annusare una ciocca di extension di Britney Spears e per evidenti limiti di scoordinatezza non avrei potuto cantare it’s raining men con Jery Halliwell.

Forse è per questo che ero così stupita di fronte alle centinaia e centinaia di piccoli fan che da ore erano appostati all’Auditorium Parco della Musica a Roma in attesa dei protagonisti di Hunger Games 2: Jennifer Lawrence, Liam Hemwsorth e Josh Hutcherson. Sia chiaro, a molti di loro del film in se’ non importava niente, ma per una foto con uno dei loro idoli sarebbero stati disposti a passare sul corpo dell’amichetta del cuore e cancellarsi dalla mano la scritta bf forevaandeva. Alcune per avvantaggiarsi si sono messe a piangere ancora prima del loro arrivo. Altre per essere sicure di resistere e non perdere il posto si erano portate scorte di panini nello zaino: “oh lo vuoi un cheeseburger? Ho fatto scorta da Mc oggi a pranzo!”(cit.). Non c’è competizione in questi casi, ami indistintamente Jen, Liam o Josh, ami chiunque ti passi davanti se è collegato con loro, anche l’ autista o il vecchio produttore calvo (“bello anche tu con quella pelata!”cit.)ma soprattutto urli indistintamente in ogni momento in cui potenzialmente potrebbero stare per arrivare.

Basta un segnale come “eccoli” anche se magari l’hai sussurrato per i fatti tuoi cercando gli occhiali nella borsa, a scatenare l’inferno. Si alza un urlo impossibile da riprodurre, le tue corde vocali perdono la capacità di arrivare a quei toni più o meno a 14 anni.

187969668-530055_0x440“Jen I love you”, “Liam sono tua”, “josh sposami”, se non hai un cartellone te lo fai li per li, sei pronta a saltargli addosso in qualunque istante e a offrirti come tributo. Poi il momento arriva, loro arrivano. E allora è il delirio. Non sa chi sei, probabilmente con quelle luci sparate in faccia neanche ti vede ma ogni volta che gira lo sguardo nella tua direzione ti sembra che stia sorridendo proprio a te.

Liam Hemwsorth, fratello minore di Thor, che gli vuoi dire? Bello è bello e non ti azzardare a dire il contrario perché potrebbero farti del male fisico. Josh Hutcherson, alto come un puffo, ma se hai 15 anni cosa vuoi che importi? Ma soprattutto lei, Jennifer Lawrence, tra le star più influenti del mondo secondo il Time Magazine, paladina di Dior oltre che del distretto 12. Vestito bianco, pelle bianca, capelli (corti) così biondi da sembrare bianchi, sembrava più adatta alla prima di Twilight che di Hunger Games ma non importa. La giovane bionda, premio Oscar per Il lato positivo, sa bene quale responsabilità presso gli occhi del fan club planetario costi diventare l’infiammabile arciera di questa cine-serie post moderna. E non a caso è fiera di pronunciarsi in campagne anti-dieta volte alle sue fan ancora in profumo di pubertà: “E’ doloroso mettere a dieta delle ragazzine se non è strettamente necessario alla loro salute. Il vero problema è che i media si rifiutano di prendersi le responsabilità verso le nuove generazioni. Bisogna cambiare il modo di interpretare la bellezza. Ed io sono stufa marcia delle diete”.

J-Law-Oscars1Paladina di saggezza, la Lawrence è consapevole di essere ormai entrata nel loop del divismo-culto grazie ad una saga che qualcuno addirittura accosta a quella di Guerre Stellari. Jen non ha paura del paragone perché nella maggior parte dei casi i suoi piccoli fan ancora non erano nati ai tempi di Star Wars. Per la serie “ti piace vincere facile”..

La personalità forte di Jennifer ha colpito anche Raf Simons, che l’ha scelta per la nuova campagna pubblicitaria Miss Dior. “È un onore rappresentare un brand così carico di significati. Prima di accettare ho voluto essere onesta, confessargli i miei difetti”. Fa una pausa, per poi rivelare: “La cosa peggiore è stato ammettere che non so camminare sui tacchi. Quando li indosso mi muovo con il passo di un orco”. Averne di problemi del genere..

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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