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Elio e le storie… tristi


Di musicisti che si sono sputtanati ce ne sono veramente una vagonata, ma trovo che nessuno riesca a superare l’irritazione che mi provoca in queste ultime settimane Stefano Belisari, decisamente più noto come Elio, leader e fondatore di Elio e le Storie Tese. Il motivo della mia estrema delusione è ovviamente la sua ennesima presenza come giudice di X-Factor.

Non sono mai stato dalla parte di quei critici radicali che hanno sempre svalutato la carriera di Elio e la sua band, spesso vista come musica di mero intrattenimento che si poggia sulla demenzialità e la perizia tecnica. Ho amato, e ahimé tuttora amo, moltissimi capitoli della loro carriera, con solo alcune riserve sugli ultimi due episodi discografici, evidentemente sotto tono rispetto ai precedenti (pur presentando pezzi tutt’altro che trascurabili).

Sia chiaro, tutti i membri di Elio e le Storie Tese hanno sempre fatto televisione. Come dimenticare la loro presenza a Mai dire Gol negli anni ’90, o il geniale Dopofestival del 2008,

o il doppiaggio, proprio a opera di Elio, di Butt-head, personaggio del celeberrimo cartone americano Beavis and Butt-head, ideato da Mike Judge. Tutte partecipazioni perfettamente in linea con l’atteggiamento ironico-critico nei confronti del music-biz, con il quale la band ha sempre avuto un rapporto pur  mantenendo una sostanziale indipendenza nelle scelte musicali e non. Ricordo con particolare affetto una loro partecipazione al Festivalbar in cui la band smascherò il playback rimanendo ‘ferma’ mentre suonava la versione registrata del loro pezzo, o ancora meglio nel 1991 quando furono censurati dalla Rai mentre fecero una versione di Ti Amo  in cui parlavano in toni non particolarmente lusinghieri di Cossiga, Andreotti, Ciarrapico e P2 e uscirono dal palco con Elio che urlava :“Come Jim Morrison”.

Ecco, tutto questo fa ancora più incazzare se si pensa che ora Elio è complice di un programma musicale che, oltre a non avere nulla a che vedere con l’arte, non promuovere la libertà autoriale, satura un mercato con prodotti di merda,  fa leva sulla disperazione di persone a cui vengono imposti contratti vincolanti con esclusive di almeno due anni (andatevi a leggere qualcosa sulla storia del duo rap Mr Rai e Osso giusto per farvi un’idea).

Alla vigilia della sua prima partecipazione al programma Elio disse “ E poi attualmente incasso di più a fare il giudice che ad andare in giro a suonare”, che detto da un artista di successo è francamente offensivo. E’ vero che si stanno pagando il mutuo, l’IMU e la TARES, ma a occhio e croce credo che il Dott. Belisari riesca ad arrivare alla fine del mese.

Per concludere, metto qui un estratto di una sua intervista uscita prima che Elio diventasse giudice di X-Factor. Qui la potete trovare per intero.

Il problema più che il successo improvviso, che comunque è un problema, è il motivo che ti spinge a andare a un talent show, cioè la ricerca del successo e non la voglia di inventarti qualcosa di interessante, di creare. Ci si scorda ormai metodicamente che si parla di arte, non di vendere frutta.

Si parla sempre e solo di marketing, e quindi, detto questo, poi viene tutto il resto, nel senso che se un giovane va a fare “Amici” o “X Factor”, il suo obiettivo non è quello di intraprendere una carriera artistica, ma è quello di vincere il programma; dopo si arriva all’assurdità che magari sono più importanti le fotografie che fai rispetto a come canti o cosa canti… L’altra cosa che io trovo assurda è che ci sono questi ragazzi di 20 anni che invece di arrivare e spaccare tutto, cantano roba vecchissima, magari scritta oggi ma con uno stile vecchissimo, e nessuno che trovi niente da ridire su questa roba qua.”Quindi, secondo me, il problema grave è quello, uno va a fare questi talent show ma non ha proprio bene chiaro in testa quello che vuol fare, a parte vincere “Amici”.


Luigi Costanzo – PoliRitmi

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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