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Laureata: e adesso che mi metto?

downloadÈ notte fonda, manca una settimana alla laurea e sei ancora davanti allo schermo del computer a pensare cosa scrivere nella pagina “ringraziamenti”, non deve essere ne’ una cosa banale tipo i saluti da Sonia: “ai miei amici e a tutti quelli che mi conoscono”, ne’ un inno alla dea Sapienza che ha illuminato il tuo cammino. Il vestito che indosserai alla discussione è l’ultimo dei tuoi pensieri. Per ora lo scoglio principale è come convincere quelle persone che ne sai qualcosa del riscaldamento globale/della regolamentazione in materia di privacy/o dei tributi in Europa. Solo tre o quattro giorni prima della discussione realizzi che di fronte alla commissione e ai tuoi parenti venuti da tutta Italia non puoi presentarti con i pantaloni del pigiama che non ti togli da un mese e un golfone.

Ottobre e novembre sono i mesi delle lauree. Il rischio maggiore è che presa dal panico tu ti imbatta in uno di quei tutorial fatti da subumani dal titolo “come vestirsi alla laurea” o “perfect graduation”. Sfornano perle di saggezza tipo: “vestiti come la professione che vorresti fare”. Ossia, se sei un laureando in medicina presentati con un camice alla dottor Shephard, se sei un aspirante biologa marina con le pinne e la maschera e se ti diplomi in moda vieni possibilmente accompagnata da Mario Testino e offri ai professori solo il tuo profilo migliore. Mi raccomando al momento in cui ti chiedono di firmare, dì che non concedi autografi. Ovviamente la brillante idea veniva da una tipa con la zeppola, un fiore finto in testa e un rapporto molto conflittuale con le sue sopracciglia. Quando vi viene il dubbio di seguire un tutorial pensate sempre a Clio, se è così brava a truccare gli altri perché concia sempre se stessa come una battona?

Tornando alla laurea, ci sono varie possibilità.

OPZIONE A, L’opzione classica. È il tailleur pantalone: camicia bianca, pantaloni e giacca neri/grigi/ o blu. Ma anche ci sono anche varianti interessanti: pantaloni, una camicetta fantasia o colorata e una giacchina stile chanel. L’importante è avere le braccia coperte.

dressing for laurea12OPZIONE B, la più insidiosa: la gonna. Non deve essere troppo corta perché sembri una segretaria porno, non deve essere troppo lunga perché sembri una segretaria zitella. E visto che la regola aurea delle braccia coperte vale sempre, le difficoltà nell’abbinare una gonna e una giacca e non sembrare una hostess sono infinite. Se siete così brave da laurearvi alla sessione di luglio, oltre al punto in più sulla tesi avrete anche un grande aiuto sul vestiario: Non dovete mettere le calze. Ma sarete potenzialmente bianchicce e GONNA + DECOLTE senza calze = effetto pollo. Le dita rattrappite nelle scarpe di vernice e i piedi che si gonfiano per il caldo vi faranno così male che non potrete fare altro che camminare come una papera. Non credo di aver mai visto tante décolleté brutte nella mia vita come alle lauree: tacchi tanto spessi da far sembrare tronchi anche le gambe delle più magre, scarpe di cavallino o di vernice in estate e open toe con le calze d’inverno. D’altra parte non è assolutamente concepito nessun tipo di sandalo aperto, meno che mai con pietre o similari. Sembra una banalità, ma esiste anche chi è così sfrontato.

PANTALONI-NORMALI3OPZIONE C, il vestitino. È bene precisare perché ormai si va con il vestito lungo anche a fare la spesa quindi non mi sorprenderei di vedere qualche presunta fashion victim presentarsi in lungo alla laurea. Poco sopra al ginocchio, se ha le maniche lunghe potete non mettere la giacca. Nero, grigio, blu, verde scuro in inverno, in estate valgono anche il beige e i colori pastello. Tendenzialmente niente fantasie. Per le calze in estate vedi sopra, per l’inverno dai 50 denari alle velate, al limite anche i pois ma niente trafori, intrecci e fantasie e soprattutto mai mai mai le calze color carne. Nemmeno se era l’ultimo desiderio del tuo canarino in fin di vita, nemmeno se te le hanno vendute dicendo che “sono effetto nudo”. Si vedono. Sempre. E fanno il riflesso nelle foto.

In breve: braccia coperte, lunghezze poco sopra al ginocchio, niente colori sparati e niente calze color carne. Detto questo sono sicura che ve la potete cavare, siete riuscite a scrivere centinaia di pagine su qualcosa di cui non sapete assolutamente nulla, riuscirete anche in questo..

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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