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Dove è finita la moda del poker?

“..l’ambiente era pregno di fumo, fumo di sigarette fumate male, che denso e misto ai fumi di superalcolici stipati in fondo in fondo a qualche vecchio armadietto del papì, saliva tra la penombra che diffondono certe lampade dal tavolo di un salotto qualsiasi. Talvolta in cristallo, talvolta di legno antico, talvolta un banale tavolo da cucina, i tavoli settimanalmente si ritrovavano sempre gli stessi. Quella tipica nebbia da bisca volteggiava nel silenzio della seconda serata, per ripiombarci addosso e impregnare i nostri vestiti fino all’inverosimile. Per dare un po’ di carattere a quelle tovaglie di feltro poco pregiate che coprivano alla buona le briciole della cena. Mando all-in i resti, non ho niente in mano. Spero che ci caschino. Però adesso penso soltanto a sto caspita di fumo, mia madre domani odorandomi i vestiti mi farà due palle, come al solito..”

Si non è proprio l’inizio di Casino Royale, e io non sono proprio Ian Fleming, ma questa descrizione di una nottata qualsiasi di cinque anni fa era essenziale per ricordarmi e per ricordarci. Tutto è collegato, forse, dal fascino del poker alla moda che per un certo periodo ne è venuta fuori. Non è un caso infatti, se il rifacimento del film ispirato al sopra citato romanzo, già stato messo su pellicola con un altro nome, spiegò le vele verso il suo dissacrante successo anche grazie all’inserimento del Poker alla Texana come assurdo sostituto dello chamin de fer.Era il 2006 e in quel momento la moda del poker, quello che avevo sempre idealizzato come gioco d’azzardo per gentiluomini(e simpatici bari), era diventò tristemente uno “sport”.

Il poker sportivo per la precisione : un torneo disputato tra un numero di partecipanti che seduti ad uno o più tavoli, hanno la stessa posta, ossia l’ammontare del cambio in fiches di denaro prestabilito. E con che 2 carte in mano e 5 sul tavolo, esprimono le loro puntate in 4 riprese dopo aver coperto a turni un buio e un contro-buio. Niente teresine, niente cinque carte coperte in mano all’italiana. Niente più puntante milionarie per scoraggiare gli antagonisti difronte ai calcolati bluff da cinema, niente ferme e compiaciute affermazioni che pronunciano la parola: “servito”. Niente più fascino. Niente più romanticismo. Niente di niente. La moda portava via tutto questo e lo rispediva un remoto passato. Sulle emittenti televisive si moltiplicavano le trasmissioni condotte da presentatori con marcati accenti volutamente anglofoni che raccontavano i tornei di buffi “figuri” più degni della sceneggiatura del Grande Lebowski, che dei romanzi di spionaggio. Sempre li a mitizzare quelle giocate da KK, che con le carte di tutti in vista, sono tutti bravi. Ah loro.. i giocatori professionisti, quelli che poi pagati dagli sponsor delle piattaforme di scommesse hanno dato volto e fama al Poker on-line. La sublimazione del male, l’inflazione spasmodica della moda a caccia dei soldi di tutti. L’omologazione di massa del sesso maschile davanti ad uno schermo, li a giocare, sbeffeggiare, insultare e a loro volta farsi spennare da anonimi sconosciuti con nickname da chat-room anni 90.

Tutto questo era svariati anni fa, e chi prima chi dopo, ci sono passati tutti. Nelle case di amici di amici, dove a rotazione c’era quello che portava la scatola di fiches colorate e professionali acquistate per un barlume di protagonismo, e accompagnate da mazzi di carte dai semi enormi, appena sballate, che ispiravano gli ultimi arrivati. Poi tutto è svanito. La fine di una moda e l’invertirsi di una tendenza hanno lasciato che la bolla si sgonfiasse, e adesso con Ronaldo su PokerStars non vuole giocarci più nessuno. Perchè? Forse hanno perso tutti troppo? forse il fenomeno di massa era mal calcolato, sopravvalutato.La moda del poker è stata in gran parte rimpiazzata da un altro tipo di azzardo di massa,quello che si consuma nella Stanleybet, i nuovi circoli d’aggregazione dei ceti medi. Mentre i salottieri più affezionati, acquistando anni d’età si sono convertiti alla moda del Burraco. E quelli che giocavano seriamente a poker da anni hanno abbracciato l’anticonformismo, o si sono concessi anni sabbatici.
I portali che offrono la possibilità di giocare si sono moltiplicati come gremlins per un pubblico che semplicemente non c’è più. E noi un po’ ce lo immaginavamo. Insomma dove siete finiti giocatori di poker ? Provo a riconoscervi per le strade ma non vi vedo più, un tempo era più semplice. Un tempo eravate tutti giocatori di poker.

About Davide Bartoccini

Davide Bartoccini
Aspirante giornalista, scrittore e acclamato mondano. La mia massima aspirazione è quella di conoscere la verità e l'essenza di tutto ciò che mi circonda, del resto "VI VERI UNIVERSUM VIVUS VICI". Mi interesso di attualità, storia, moda, costume e sociologia. Amo la letteratura, il cinema, viaggiare, la fotografia, il whisky invecchiato e l'alta sartoria. Credo fermamente nel pensiero di Bukowski: "La gente è il più grande spettacolo del mondo, e non si paga il biglietto."

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