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8 canzoni che vi spezzeranno il cuore


“What came first, the music or the misery? Did I listen to music because I was miserable? Or was I miserable because I listened to music? Do all those records turn you into a melancholy person?

“People worry about kids playing with guns, and teenagers watching violent videos; we are scared that some sort of culture of violence will take them over. Nobody worries about kids listening to thousands – literally thousands – of songs about broken hearts and rejection and pain and misery and loss.  The unhappiest people I know, romantically speaking, are the ones who like pop music the most; I don’t know whether pop music has caused unhappiness, but I do know that they’ve been listening to the sad songs longer than they’ve been living the unhappy lives.”


Nick Horby-Alta Fedeltà

Parto dalle parole del romanzo che ha ossessionato e ossessiona ancora oggi tantissimi appassionati di musica per presentare la playlist che vi propongo oggi: “8 canzoni che vi spezzeranno il cuore”. E’ indubitabile che la musica pop, o forse sarebbe anche giusto dire la musica leggera, sia sempre stata legata a tematiche amorose, spesso di amore non corrisposto. D’altra parte cosa crea più empatia del dolore? 

1.Holocaust – Big Star
“La canzone più triste che conosco” G.N. 

“No pop song has ever bottomed out more than “Holocaust,” an anguished plaint sung at a snail’s pace over discordant slide-guitar fragments and moaning cello, ending with these cheerless lines: “You’re a wasted face/You’re a sad-eyed lie/You’re a holocaust.”

Purke Puterbaugh. Rolling Stone-1993

2.Michael – Red House Painters

Una delle canzoni più tristi che io riesca a immaginare. Forse la canzone più bella di tutti i tempi sull’amicizia. Michael è un personaggio dell’adolescenza di Mark Kozelek, fuggito di casa improvvisamente, senza lasciar traccia.

3.Red – Okkervil River

Red è il primo pezzo del primo album degli Okkervil River. Red, oltre a dimostrarne in breve l’immenso talento, è un pezzo incredibile che sviscera in modo crudo un complesso rapporto madre – figlia.

4.Candy Says – The Velvet Underground

Una delle canzoni più belle di Lou Reed.  Il pezzo è dedicato a Candy Darling, transessuale morta di cancro a seguito delle iniezioni di ormoni femminili.

5.Lazy-Low

E’ stato veramente difficlie scegliere un pezzo di I Could Live In Hope, capolavoro dei Low, band di Minneapolis che ha fatto del depresso minimalismo un’arte. Questa Lazy è quasi un lento e inesorabile salmo. Il testo minimale si offre a molteplici interpretazioni.

6.Song To the Siren – Tim Buckley

Che dire. Song to the Siren è una delle canzoni più belle mai scritte di uno degli artisti più sottovalutati del secolo scorso. Sia nella sua versione folk, che in quella colma di riverbero di Starsailor è il punto più alto della collaborazione fra Buckley e il poeta Larry Beckett.

7.Cripple and the Starfish – Antony & The Johnsons

L’esecuzione di questo pezzo dal vivo è uno dei miei ricordi più nitidi. Trattenere l’emozione in questi casi è veramente una violenza inaudita.

8.Nobody Know You When You’re Down and Out – Bessie Smith

Non poteva mancare uno standard blues. Pezzo nato dal punto di vista di un ex-milionario improvvisamente in povertà durante il periodo del Proibizionismo, che riflette dell’abbandono a cui è lasciato ora che è in rovina. Semplicemente la madre di tutti i pezzi precedenti.

PoliRitmi – Luigi Costanzo

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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