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Amazon: cronaca di una scommessa vinta

Nel corso degli anni, la festività Cattolica del Natale di Gesù di Nazareth da rito religioso ha assunto le sembianze di una lode al turbocapitalismo. Così snaturata l’essenza di questa ricorrenza ai più è rimasta una semplice vacanza ove, nonostante le ripetute crisi economiche e l’inesorabile declino dell’Europa, poter acquisire prodotti da regalare. Così, come le ricorrenza ha cambiato la sua principale funzione, anche il commercio si è evoluto. Se prima si correva disperatamente tra piccoli negozi oppure all’interno di centri commerciali ora il trend degli ultimi anni pone in risalto la forza dell’e-commerce. Per e-commerce s’intende l’estensione del contratto di compravendita al mondo telematico del web.

LEADER DELL’E-COMMERCE – Quando si parla di e-commerce non si può fare a meno che pensare e citare immediatamente ad Amazon. Fondata da Jeff Bezos nel 1994 ed operativa dal 1995 Amazon ha rappresentato uno dei più validi esempi di commercio online. Oltre ad essere un emblema del commercio su Internet è allo stesso modo un simbolo della bolla speculata di fine anni novanta. Eppure, in quella crisi che mise in dubbio tutta la stessa vita del mondo web e di alcuni attuali colossi in molti non seppero vedere le potenzialità del “modello di business” pensato da Jeff Bezos. In quel lustro tra crisi e nuovi stimoli la società di Seattle trovo le chiavi del successo. La riprova è facilmente desumibile ad ogni studente universitario. Infatti, nello stravolgimento del commercio operato dal mondo del web al mercato, vi sono anche i libri. Tutti o quasi si sono sentiti dire – Vai su IBS a comprare il manuale -. Ecco, anche Amazon era specializzata ed ideata per l’esclusiva vendita di libri, eppure l’aver mutato la sua principale destinazione d’uso è stata la chiave di volta per potersi imporre come colosso mondiale. Ai libri si sono aggiunti software, abbigliamento, dvd e vinili, prodotti tecnologici ed il gioiellino della casa di Seattle ossia il Kindle. L’aver creato uno store la cui distribuzione abbraccia un terzo della popolazione mondiale e che ha rappresentato il successo per altri rivenditori come Target e Marks & Spencer.

UN MODELLO DI BUSINESS MASTERPIECE – Quando analizzo la tecnica di marketing e il progetto finanziario operato da Amazon Inc. non posso che rimanerne stupito ed affascinato al tempo stesso. Infatti, quel che rappresentò l’apparente falla nel sistema Amazon durante la bolla speculativa di fine anni novanta in realtà è stata la chiave di volte per l’attuale colosso dell’e-commerce. Infatti, il piano aziendale di Amazon non sarebbe consigliato da nessun docente di economia a qualsiasi delle sue classi. Questo modello0 apparve a molti come il piano di una scommessa. Esso prevedeva perdite per un lustro e fissava l’inizio dei profitti a partire da dopo tale periodo. Ciò non piacque a molti investitori che videro crescere a ritmi sconvolgenti, con eccezionali ridistribuzioni dei dividendi, altre “Internet Company”. A metà del 1998, sotto la seconda Amministrazione di Bill Clinton, scoppia la bolla finanziaria “Dot-com“, molte delle Company che sembravano destinate alla conquista del mercato del decennio successivo, rimasero oberate dai debiti. In questo quadro la società di Seattle ebbe a vedere i primi profitti nel IV trimestre del 2002, i dividendi erano quanto mai risibili in quanto attestati a 1 centesimo per azione, ma da lì in poi in molti si dovettero ricredere rispetto a quell’azienda lumaca nella crescita. Il 1999 aveva già segnato il cambio nella percezione che il pubblico aveva di Amazon Inc., tant’è che Jeff Bezos fu nominato “Uomo dell’anno” per il Time Magazine. La storia successiva parla di un cammino inarrestabile con i profitti che dai 5 milioni di U$D del 2002 passarono ai 8,5 miliardi del 2005. Come a dire una scommessa vinta alla faccia del guadagno subito e facile, dogma della finanza speculativa, e delle lezioni di quei docenti che negli anni hanno avuto a ricredersi. Nel 2004 mentre l’Italia guardava alla crescita nello scorso decennio e ai rapporti commerciali con la Cina attraverso Confindustria ed i suoi meeting, Amazon acquisì Joyo.com, sito di e-commerce leader del settore nel “Dragone Asiatico”. L’estensione del gruppo di Jeff Bezos ha riguardato anche l’acquisizione di siti specializzati come IMDB (Internet Movie Data Base) e di Jungle.

Così mentre il Natale è morto sotto gli impulsi capitalisti di chi si proclama materialista ed ateo tutto l’anno, qualcuno ne ha tratto qualcosa profitto. Questo qualcuno è Amazon che continua a crescere a modificare il nostro modo di fare acquisti disegnando il mercato del futuro. La stessa società statunitense che in Emilia – Romagna ha creato lavoro per centinaia di persone, mentre un fronte di ecologisti dell’ultima ora hanno criticano il suo sistema di distribuzione, non curanti della crisi che ha portato l’Italia ai livelli di disoccupazione del 1976. Ma, come nel 1998, Amazon guarda avanti mentre molti detrattori degli investimenti in Italia leggono le loro guide culinarie all’ombra di una baita sulle Dolomiti o in un forum sul web. Web che Amazon ha modificato e rivoluzionato. Cronaca di una scommessa vinta.

Antonio Maria Napoli – AltriPoli

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Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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