Home / Architettura / L’architettura uccide anche d’inverno

L’architettura uccide anche d’inverno

“Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo, la seconda che avrei dovuto insegnarli a distinguerla.”

Questa è la frase con cui Pierfrancesco Diliberto, ai più noto come Pif, conclude la sua intensa pellicola d’esordio La mafia uccide solo d’estate, appena prima che un padre, da lui stesso impersonato, inizi ad accompagnare il figlio sui luoghi dove uomini come noi, nella quasi totalità dei casi siciliani, hanno perso la vita nella lotta contro il fenomeno mafioso.

In piena bagarre natalizia, il film sopracitato rappresenta uno dei regali più preziosi ricevuti dal sottoscritto. In effetti, non è poi così difficile andare al cinema ed invaghirsi durante il film di un personaggio, di un dialogo, di una musica o di una fotografia. Più di rado capita, almeno per me, di essere rapiti dal senso del film, dalla cosiddetta morale, tanto più quando viene esplicitata da una voce fuori campo nel finale della proiezione.

Così è stato, invece, nel caso di quest’opera prima, magistralmente co-animata da un registro drammatico e da uno comico e magistralmente conclusa con la scena madre del padre che indica al proprio bambino la retta via, proprio per insegnarli a distinguere la malvagità nel mondo.

Pif si sofferma con il bimbetto in braccio o tenuto per la mano dinnanzi targhe, mezzi busti, sculture più o meno accennate, che sopravvivono al caos urbano di Palermo e non solo. Sopravvivono in mezzo ai palazzi, sul ciglio delle strade, proprio dove questi uomini come noi hanno perso la loro vita.

Se molte volte queste opere minori, figlie di architetti e scultori poco noti, non godono delle dovute attenzioni – e mi prendo l’impegno di scrivere a riguardo almeno un articolo per il prossimo anno -, opere colossali, con le spalle sufficientemente larghe per finire nelle copertine delle riviste di settore e dentro gli inserti culturali domenicali, ricevono fin troppe attenzioni, o meglio sussidi ..

In particolare faccio riferimento alla più grande truffa a mano armata mai effettuata sul suolo di una capitale europea. Altro che tutte quelle palle sulla Spina di Borgo e Via della Conciliazione, altro che la Tour Eiffel, così indigesta agli intellettuali parigini di fine Ottocento, altro che l’effetto Bilbao generato dal visionario Guggenheim di Gehry. E’ bene che tutti gli italiani sappiano, anche i più distratti o meno animati da un doveroso senso civico, che appena una settimana fa è stata erogata una somma pari a 100 milioni di euro (prestito trentennale all’Ente Eur) per far ripartire a pieno regime il cantiere della Nuvola –  Nuovo Centro Congressi, sito nel quartiere Eur di Roma. Opera di Massimiliano e Doriana Fuksas, noti alle cronache politiche nostrane per le frequenti apparizioni in programmi televisivi pseudo antagonisti e per querelle nei ristoranti romani, dove si prodigano nel lancio di parmigianiere ad illustri funzionari dello Stato vedi Bertolaso -, vantando una gloriosa militanza in quei salotti che un tempo vestivano con i maglioni del nonno di lana grossa, preferibilmente rossi, che adesso vestono con maglioni a girocollo in cachemire, possibilmente neri.  

Non vi è molto da aggiungere se non che tutto questo è stato, è, e continuerà ad essere possibile solo grazie ad un architetto mediocre, ad una commissione imprudente, ad una giunta comunale vergognosa (potremmo parlare anche di giunte comunali visto che dal concorso, risalente al lontano 1998, ad oggi ne sono intercorse almeno quattro).

Ma non vorrei finire fuori tema, poiché se dovessi mai portare in giro un nipotino di certo non lo porterei nei pressi di questo cantiere infinito, figlio di una Roma corrotta e degenerata. Bensì gli indicherei, proprio come il protagonista del film, qualche esempio da seguire. La retta via insomma.

A questo punto non potrò rifugiarmi su un pezzo di design italiano, su un open space ben ristrutturato o su una villetta in campagna d’autore. Bisognerà rispondere con una coerenza cronologica e possibilmente anche tipologico – dimensionale alla famosa e fumosa Nuvola.

Quindi, in tempo di classifiche, eccovi serviti 7 esempi di architettura virtuosa. 7 lezioni per un aspirante progettista. 7 destinazioni per chiunque volesse arricchire il proprio itinerario di viaggio durante il prossimo 2014:

  • Bregenz: Kunsthaus Bregenz – Peter Zumthor 
  • Santiago de Compostela: Centro Galego de Arte Contemporánea– Álvaro Siza Vieira
  • Lens: Musée du Louvre – SANAA
  • Amsterdam: Rijksmuseum – Cruz y Ortiz Arquitectos  
  • Amburgo: Hamburger Kunsthalle, Gallery of Contemporary Art – Oswald Mathias Ungers
  • Water Mill, Long Island: Parrish Art Museum – H&dM
  • Shanghai: Rockbund Art Museum – David Chipperfield 

Buon viaggio e buon 2014!  
Jacopo Costanzo – PoliLinea
 

About Jacopo Costanzo

Jacopo Costanzo
Cofondatore di Polinice e del Warehouse of Architecture and Research_ warehousearchitecture.org

Check Also

Una calda estate, o dell’ultima Scuola Romana

Non credo nelle coincidenza. Penso che ci sia qualcosa di straordinario e beffardo al contempo, nel registrare come alla scomparsa di Giorgio Muratore, siano seguite due iniziative riguardanti altri due alfieri della medesima Scuola. Franco Purini e Dario Passi, sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia incisa da un tratto geniale e da un pensiero raffinato.