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Amen Break: il ritmo più famoso del mondo

Avete presente quei ritmi che vi sembra di conoscere da sempre? Quelli che vi fanno battere il piede, e per qualche motivo vi sembra di ritrovare ovunque, e che in definitiva sono molto più efficaci di qualsiasi ritornello, riff, coro, e trovata di sorta.




Detto a parole sarebbe qualcosa tipo ‘tum-tum-pa-tu-pa-tu-tu-pa tum-tum-pa-tu-pa-tu-tu-pa // tum-tum-pa-tu-pa-tuu-pa tum-tum-pa-tu-pa-tuu-pa’  ed è il ritmo di batteria più famoso al mondo. L’autore di questo pezzo di storia è un semisconosciuto della musica, il batterista Gregory Cylvester Coleman, che nel 1969 suonava con The Winstons, gruppo che ha all’attivo solo un singolo di successo. Il celeberrimo loop non viene dal loro singolo che vendette circa un milione di copie, l’accattivante “Color Him Father”, ma dal raffazzonato lato-b che prendeva in prestito un pezzo folk uscito qualche anno prima, per l’occasione rapidamente riarrangiato in salsa funk, chiamato “Amen Brother”.  


Dopo un minuto e ventisei secondi di canzone G.C. Coleman si lancia in un breve break di sei secondi che diventerà la spina dorsale di migliaia, forse milioni di pezzi fra hip hop, breakbeat, jungle, hardcore techno, drum n’ bass. Quattro battute per entrare nella storia, senza prendere un soldo chiaramente. Dagli anni ’80 in poi non si sentirà più parlare di “Amen Brother” ma di “Amen Break”, un groove che suona familiare anche a chi non vive molto la musica, conosciuto in tutto il mondo, anche se quasi tutti non ne conoscono l’origine.

Insomma, sei secondi di musica che sono diventati il germoglio di una quantità infinita di sottoculture, anche per merito di Breakbeat Lenny della Downstairs Record che nel 1986 chiese a Louis “Breakbeat Lou” Flores di creare una compilation – nota con il nome Ultimate Break and Beats– con groove di batteria seguiti dal ‘reminder’ del pezzo.

Rallentato, accellerato, distorto, con gli accenti cambiati, l’Amen Break è stato usato e manipolato in un’infinità di modi. Vi basterà una breve ricerca per comprendere le infinite variabili di questi leggendari 6 secondi di batteria. Qui qualche esempio.





Gregory Cylvester Coleman ha inconsapevolmente lasciato un’impronta indelebile: da più di  quarant’anni la sua batteria è  l’ingrediente fondamentale di un’infinità di stili musicali diversi. E pensare che lui stava solo suonando un pezzo funk.

Luigi Costanzo – PolithafuckinRythm

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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