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Il ritorno di Jonathan Glazer

É stato presentato all’ultimo festival di Venezia e farà la sua comparsa nelle sale italiane ad Aprile il nuovo film di Jonathan Glazer, regista inglese il cui ultimo lungometraggio risale ormai a quasi dieci anni fa ma che per un certo periodo era stato un “nome caldo” non solo per i suoi due film ma anche per i suoi video musicali e spot. Glazer è l’uomo dietro ai video -per nominare i più celebri- di Karmacoma, Street Spirit e Karma Police, oltre che a tutta una serie di pubblicità che sicuramente rievocheranno tempi andati alla maggior parte delle persone della mia età (che brutta frase ho appena scritto). Tornando alle sue escursioni cinematografiche, i suoi film non sono molto chiacchierati al giorno d’oggi ma sembravano poter essere l’inizio di un’eccellente carriera e vale forse la pena rivisitarli in vista del nuovo Under the Skin che speriamo possa essere l’inizio di una nuova fase di prolificità per il caro Jonathan.

Risale al 2000 Sexy Beast, thriller atipico dominato da una performance maestosa di Ben Kingsley. Non sono per niente sicuro sul chi dovrebbe essere la bestia sexy del titolo, e questo non è l’unico punto interrogativo di un film la cui trama riassunta non lascerebbe sospettare chissà quali complicazioni. La storia infatti è quella di un rapinatore inglese ritiratosi a vita privata in Spagna che viene suo malgrado tirato in mezzo ad un ultimo colpo in madre patria in seguito ad un’inaspettata visita proprio di Kingsley, un brutale collega che lo sfortunato esule pensava di essersi ormai definitivamente lasciato alle spalle.

Più ironico e sommesso di quanto ci si potrebbe aspettare, il film sa essere anche estremamente teso e violento, e pur soffrendo un po’ per l’eccessivo zelo stilistico e visuale che del resto ci si può aspettare da un regista di videoclip alle prese con il primo lungometraggio, Sexy Beast rappresenta un’opera prima piena di confidenza e che rimedia al succitato zelo estetico con un’ammirevole contegno narrativo.

Il secondo film è del 2004 e si intitola Birth. Sexy Beast aveva destato una certa impressione all’epoca della sua uscita, molto meno questo secondo tentativo (tant’è vero che ci sono voluti quasi dieci anni per dargli un successore), ma credo che sia giunto il momento di una rivalutazione di quello che è in realtà un ottimo film, decisamente più maturo di quello che l’aveva preceduto.

Anche in questo caso un breve riassunto dell’intreccio può facilmente portare a farsi un’idea sbagliata della pellicola. In Birth, infatti, Nicole Kidman è alle prese con un ragazzino che sostiene di essere la reincarnazione del suo marito morto dieci anni prima proprio all’epoca della nascita del pargolo. Detta così sembrerebbe la melassata del secolo, ma in realtà la sceneggiatura fa un uso intelligente e sovversivo innanzitutto della differenza di età tra i due “amanti” per creare un’atmosfera alquanto disagevole che fa da perfetto contraltare all’elegante messa in scena e ai preziosismi della colonna sonora, e sembra mettere in ridicolo l’ambientazione alto borghese del film.

Non si tratta di un capolavoro ma sicuramente di una pellicola interessante e inusuale, contemporaneamente ordinaria e storta quanto basta per non essere nessuna delle due cose senza levarci il dubbio che in realtà lo sia.

Aspettando dunque di “mettere le mani” sul nuovo film, bentornato Jon.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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