Home / Moda / Olimpiadi con stile, ecco chi veste gli atleti di Sochi 2014

Olimpiadi con stile, ecco chi veste gli atleti di Sochi 2014

Olimpo dello Sport e vetrina internazionale. Che si porti a casa la medaglia o no, per gli atleti Sochi 2014 è l’occasione per farsi notare. Anche quest’anno i grandi stilisti e designer si sono messi al servizio delle nazionali per creare divise uniche, spettacolari ma soprattutto patriottiche. Ecco cosa ne è venuto fuori: Italiani con stile. Alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 la nostra squadra vestirà Armani. Dopo Londra 2012 prosegue la collaborazione tra re Giorgio e il CONI. In qualità di official outfitter, lo stilista fornirà l’intero guardaroba sportivo e formale alla squadra Olimpica e alla squadra Paralimpica dell’Italia sia in Russia che a Rio nel 2016.

Il marchio EA7 comparirà su tutti gli abiti e gli accessori che saranno indossati dagli atleti in ogni momento della giornata, escluse le competizioni, e per tutta la durata delle manifestazioni.

Taglio ergonomico, cuciture termosaldate e tute da sci con cappucci decorati con i colori della bandiera italiana. Total blu e dettagli tricolore anche per cappellini, sciarpe, guanti, occhiali e zainetti. All’interno delle giacche e delle felpe, sul lato del cuore, è riportata in oro e in corsivo, la prima strofa dell’inno di Mameli. Questa volta non ci saranno giustificazioni per chi non canta.

La Francia punta su Lacoste, che ha sostituito Adidas come sponsor ufficiale. Gli otto capi che compongono la collezione sono stati presentati con una sontuosa conferenza stampa: “Con Lacoste la squadra condivide i valori di tenacia, joie de vivre e sportività” hanno dichiarato da Parigi. Che si tratti di alta moda o di tute da sci, per i francesi non fa differenza: lo stile prima di tutto. Ogni atleta dispone di una divisa da cerimonia, una divisa ufficiale e due divise per il villaggio olimpico. Speriamo che gli abbiano fornito anche un set di bauli di Vuitton. Piccola curiosità: il marchio del coccodrillo vestì gli sciatori francesi anche ai Giochi Olimpici invernali di Grenoble nel 1968.

Gli Stati Uniti scelgono ancora Ralph Lauren e puntano tutto sul patriottismo. Ogni singolo capo è interamente made in USA: la lana viene dall’Oregon, i filati da Pennsylvania e North Carolina e le magliette dalla California. Ralph Lauren ha realizzato anche un sito web dedicato alla collezione disegnata per la squadra olimpica. Andateci a fare un giro, vi sembrerà di essere entrati nello shop online di Abercrombie. A far discutere è il golf creato per la cerimonia di inaugurazione di Sochi: pieno stile Bridget Jones a Natale, con la differenza che le renne sono state sostituite da ogni possibile simbolo a stelle e strisce. Molti americani non I’hanno presa bene.

Questo tweet è stato uno dei più gentili:

“Chi ha il golf più brutto alla cerimonia di inaugurazione vince qualcosa?”.

Somewhere over the rainbow. C’è chi sostiene che l’uniforme della Germania a Sochi sia una risposta alle leggi anti-gay in Russia. Vero o no, fatto sta che il team tedesco ha indossato una divisa arcobaleno durante la sfilata di inizio dei Giochi. Tutti gli atleti hanno in dotazione giacconi lunghi con tre strisce di colore sfumate, il giallo, il verde e il blu: il rosso compare nei pantaloni delle donne. La Federazione olimpica tedesca ha già smentito che tra i colori scelti e le leggi di Putin ci sia un collegamento. Anzi si tratterebbe solo di un omaggio a Monaco 1972 (la mascotte Waldi era “multicolore”). Anche il designer Willy Bogner difende le sue creazioni: “Nessuna polemica politica, le divise sono state create usando materiali e colori specialmente pensati per le condizioni di Sochi”.

Infine la Svezia che non avendo trovato niente da Ikea, per i suoi atleti sceglie H&M. Prima la sfilata a Parigi, ora l’accordo per vestire la nazionale sia a Sochi che a Rio, la medaglia d’oro per la scalata spetta di sicuro a H&M.

 

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

Check Also

Perché si parla di Rihanna ingrassata

Per gli haters sei sempre “troppo”. Troppo magra, troppo grassa, troppo femminile, troppo mascolina, troppo ...