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Gemme Pop: Voxtrot

Conobbi i Voxtrot in una di quelle maniere che un po’ ti fanno vergognare, un po’ ti fanno sentire fiero di essere un music nerd a uno degli ultimi stadi. Ero su RateYourMusic – celebre sito per chi ha delle problematiche a gestire la propria passione per la musica, con un database a dir poco infinito – e mi misi a guardare gli EP che avevano ricevuto i voti più alti in quegli ultimi anni. Era l’inizio del 2007 e in quel periodo era ancora lontana la mia totale fissa con l’indie-pop, con quella particolare dedizione verso quello inglese di fine anni ’80, quindi fu abbastanza normale che andai a pescare i Voxtrot, non solo americani, per di più texani (qualche anno dopo gli Okkervil River fugarono ogni mio pregiudizi nei confronti dei texani che fanno pop). L’EP consigliato era “Raised by Wolves”, il primo della loro carriera, uscito nel 2005.

Trovo estremamente imbarazzante il mio innamoramento per quella manciata di canzoni che anche adesso faccio fatica a descrivere. Non riesco proprio a trovare la ragione della loro efficacia, né tantomeno la cifra che per qualche motivo dovrebbe renderli particolari, o ancora degni di menzione. Eppure c’è qualcosa di irresistibile in quei testi che vanno dalla frustrazione adolescenziale a quella post-adolescenziale, inscritte in quelle strutture ovvie e naif che scopiazzano qui e là Smiths e Belle & Sebastian. I primi due pezzi, la titletrack e “The Start of Something” sono delle gemme pop, per me dovrebbero conoscerle tutti, le radio dovrebbero passarle tutti i giorni e tutti dovrebbero conoscere i Voxtrot almeno per questi due pezzi. Un po’ come i Buggles per “Video Killed the Radio Star”.

Il passo all’EP successivo “Mothers, Sisters, Daughters & Wives” era inevitabile. Questo non faceva che riconfermare la naturale vena pop della band che si trova(va) benissimo nel suo pop romanticamente scanzonato. Poteva forse capitare più a fagiolo l’uscita del loro primo LP nel Maggio di quello stesso anno? No. Però poteva essere sicuramente meno deludente. Per qualche ragione a me incomprensibile il gruppo arrivò all’album con più di qualche pretesa perdendo completamente quella verve che li aveva portato ad avere nelle precedenti uscite dieci dei migliori pezzi pop degli anni ’00. La delusione è cocentissima, lo scioglimento quasi un risarcimento emotivo.

Dopo sette anni sono ancora convinto che Raised By Wolves e The Start of Something siano tra i migliori pezzi pop scritti negli ultimi 10 anni.

 

Luigi Costanzo – PoliRitmi

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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