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Enola Gay: la donna volante che non sapeva di cambiare il mondo

Enola Gay is mother proud of a little boy today ah ahhh

this kiss you give, it’s never ever gonna fade away..

Fischietta un “ragazzino” per una strada qualsiasi nei primi anni ’80, è un successo planetario quello. Gli OMD, acronimo di Orchestral Manoeuvres in the Dark, sono stati ai primi posti delle classiche internazionali per mesi cantando lei, Enola Gay, una canzone di protesta e lui lo sa bene. Conosce a memoria ogni strofa, ma non pensa mai a sua madre quando l’ascolta alla radio. Enola Gay Tibbets è una signora sulla cinquantina nel 1945, originaria dell’Illinois, ha cambiato spesso città con la sua famiglia. Questo potrebbe far pensare a una donna caparbia, di carattere, e a una  persona che a suo modo lascia il segno. Ha un figlio Enola, si chiama Paul e sogna di volare fin da piccolo. Con lo scoppio della Seconda Guerra mondiale diventerà un pilota di bombardieri, prima in Europa sui B-17, le “fortezze volanti” e poi sui quasi sperimentali B-29 Superfortess, quando la guerra giunta quasi alla fine, premerà solo sul fronte del Pacifico. Il suo B-29 viene assegnato dopo diverse “modifiche” operate negli USA alle Isole Marianne, e lui, come era di moda tra i piloti di bombardieri nella WW2 gli da un nomignolo, anzi un nome, lo chiama “Enola Gay” come sua madre. E’ estate.

A Washington, F.D. Roosevelt si è appena arreso alla morte: è alla terza presidenza consecutiva, dopo lo stress di 3 anni di guerra e metà della sua vita messa in ginocchio dalla polio, viene stroncato da un’emorragia cerebrale. Lui, che ha dichiarato guerra all’Impero Giapponese, lascerà il suo mandato ad Harry Truman, un modesto ex agricoltore del Missouri che studiando alle scuole serali si era guadagnato la vicepresidenza degli Stati Uniti d’America, e poi secondo la legge, la presidenza. Con essa gli viene lasciato nelle mani anche un segreto, il Progetto Manhattan. E’ dal 1939 infatti che luminari della fisica come Oppenheimer e Fermi lavorano ad un progetto segreto in un palazzo di New York City, che porterà dopo il 1942 (e la fusione del progetto atomico Anglo-canadese nel ’43) all’armamento degli Alleati con una bomba a fissione nucleare, la Bomba Atomica. Truman non ha il polso adatto per condurre il gioco, forse, ma il Giappone non dà segni di resa e ogni isola conquistata nel Pacifico per farsi strada verso Tokyo, da Guadalcanal a Okinawa, costa agli alleati migliaia di caduti.

Il  6 Agosto 1945 uno stormo di  15 bombardieri B-29 decolla dalla base di Tinian, ai comandi del colonnello Paul Tibbets. Ogni apparecchio conta 11 uomini di equipaggio e nessuno per motivi di responsabilità e coscienza, compreso lo stesso Tibbets, è al corrente di quale tra i bombardieri trasporta un ordigno mai usato nella storia dei conflitti. Alle 08.15 viene sganciata “Little Boy” nei cieli dell’ obiettivo designato, la città di Hiroshima. La pancia dell’apparecchio che covava la morte di 75.000 persone e uno dei momenti piùcupi della storia della scienza e dell’uomo era quella intitolata a quell’ignara madre americana, Enola Gay. La storia dei conflitti umani e degli schieramenti del mondo cambiava quel giorno.

L’Enola Gay, in seguito alla capitolazione dell’Impero Giapponese (dovuta ad un secondo bombardamento atomico su Nagasaki tre giorni dopo) e la fine della Seconda Guerra Mondiale, verrà trasferito nella base nei pressi di Roswell in New Mexico, che rimarrà nella storia (della fantascienza questa volta) per il noto incidente del fantomatico UFO nel ’47, dal quale nasceranno tutte le teoria dell’insabbiamento di contatti con forme di vita extraterrestri. Non verrà scelto per i test atomici sull’atollo di Bikini (dalla cui esplosione prenderà il nome, per volere dello stilista, il famoso modello di costume da bagno) e verrà dismesso dall’USAAF l’anno seguente. Oggi l’apparecchio è esposto al National Air and Space Museum. Paul Tibbets è morto nel 2007 ed è sepolto a Columbus in una tomba senza nome.

About Davide Bartoccini

Davide Bartoccini
Aspirante giornalista, scrittore e acclamato mondano. La mia massima aspirazione è quella di conoscere la verità e l'essenza di tutto ciò che mi circonda, del resto "VI VERI UNIVERSUM VIVUS VICI". Mi interesso di attualità, storia, moda, costume e sociologia. Amo la letteratura, il cinema, viaggiare, la fotografia, il whisky invecchiato e l'alta sartoria. Credo fermamente nel pensiero di Bukowski: "La gente è il più grande spettacolo del mondo, e non si paga il biglietto."

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