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Dior, l’alta moda e il mistero del Trunk Show

IMG_8469-001Dior Trunk Show: se non fosse stato per il nome dello stilista avrei pensato che quell’invito nella mia posta elettronica fosse la presentazione di qualche spettacolo di “Twerking” alla Miley CyrusMa come è noto non si smette mai di imparare, così ho scoperto che quella strana parola non è altro che un modo rapido per risparmiare svariati “–issimi”: Un evento esclusivissimo riservato a pochissimi e selezionatissimi clienti del negozio, in cui si presenta una nuova collezione e in cui sarà possibile acquistare i rarissimi pezzi cult di stagione. Una mini sfilata all’interno del negozio Dior di Via Condotti.

Le modelle camminano tra divanetti e espositori con indosso i capi pret-a-porter della prossima primavera-estate mentre le clienti osservano bevendo champagne e mangiando minuscole e misteriose tartine. Le signore che prendono parte a questi eventi sono di due tipi: ci sono quelle bellissime, curatissime, che indossano un abito firmato dallo stilista che le ospita e hanno vaporosissimi capelli. Iniziano ogni loro frase con “Mia Cara”.

Ci sono poi quelle che arrivano in ritardo, si fanno notare quando entrano dicendo a qualche lontana amica: “Ciao scusa ho fatto tardissimo non sai che giornata”. Hanno quei capelli sconvolti ma naturalmente ordinati, indossano generalmente un trench e i jeans ma corredati da una borsa/foulard di Hermès o enormi anelli. Dopotutto se sono state invitate al Trunk show un motivo ci sarà.

Le modelle sfilano a pochi centimetri dalle persone e sorridono ma senza mai guardare veramente nessuno. Per prima ho osato tirare fuori il telefono e fare una foto, la ragazza mi ha guardato e ha anche gentilmente aspettato che riuscissi a fare uno scatto decente. Una volta aperta la strada, dalle Kelly e dalle BirKin sono spuntati gli I-phone e i flash si sono moltiplicati. Un po’ come le torte: fino a che qualcuno non taglia la prima fetta, stanno tutti a dieta.

Tra i gruppetti di signore spunta anche qualche sventurato marito trascinato lì probabilmente con l’inganno (“Ti ho già comprato una pelliccia e un abito, non chiedermi di vedere la sfilata perché è troppo”. Tratto da una storia vera).

Gli uomini socializzano tra loro per necessità di sopravvivenza, parlano di politica, della crisi, dei loro viaggi esotici. Le donne guardano gli abiti, si fanno guardare, prendono nota delle nuove tendenze.

IMG_8462Decolleté a punta acuminata, borse in pitone su cui si piazzano stemmi irriverenti, collane al collo come grappoli di glicine geneticamente modificato. Il rosa con il verde, il blu con l’arancione, il bianco totale. I colori della prossima stagione sono pastello o sgargianti. Non ci sono mezze misure e non ci sono tabù: gli abbinamenti coraggiosi sono i meglio riusciti. Gonne plissé dal taglio obliquo, corte o alla caviglia. Abiti a righe orizzontali, stampe floreali, sul finale vanno in scena i modelli a palloncino con dettagli metallizzati.

Le commesse tentano di indurre le clienti a compare qualcosa. Una signora porta a casa una pelliccia rosso acceso lunga fino ai piedi sotto lo sguardo di disapprovazione del marito. Apparentemente nulla di nuovo rispetto agli eventi di questo tipo che si svolgono negli altri negozi, eppure non è la semplice presentazione di una collezione, è un “Trunk how” e, in effetti, una differenza c’è.

Pochi fotografi, nessuna giovane rampolla o starletta del cinema, tanti parlano inglese o francese e finalmente ho capito qual è il senso con cui si viene ammessi ai misteriosi Trunk Show: non è necessario avere grandi nomi, ma grandi portafogli. Chissà io li come ci sono capitata.

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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