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Grande Bellezza e grandi sciocchezze

Dopo qualche settimana di sedimentazione sono finalmente pronto a scrivere due righe sulla vittoria de La Grande Bellezza agli ultimi Oscar, argomento che ha infiammato una grossa percentuale dei miei contatti Facebook, il mondo giornalistico e mediatico italiano e persino politici e istituzioni. Nel mezzo della fisiologica gaiezza che l’evento ha suscitato ci sono state infatti un paio di tendenze abbastanza censurabili che volevo sottolineare.

La prima, che ho notato principalmente su Facebook, ma che ha avuto anche qualche riverbero su alcuni mezzi di stampa minori, è stata una specie di caccia alle streghe nei riguardi dei detrattori del film, categoria alla quale mi sento di appartenere. Quanti stati del tenore de “la gente che critica La Grande Bellezza non capisce un cazzo”, “vi meritate Biagio Izzo” e simili sono comparsi nei giorni circostanti la premiazione? La cosa assurda è che questi attacchi da cui il film evidentemente ha così tanto bisogno di essere difeso erano ben più sporadici e molto meno accorati delle infuocate apologie che hanno invaso la rete, e se non è sorprendente che il picco di consensi per il film si sia avuto nel momento del suo trionfo, c’è anche da dire che all’epoca dell’uscita in sala non avevo per nulla avuto la sensazione di uno schiacciante plebiscito a favore della pellicola e non vedo il perchè di tanta indignazione nei confronti di quelli che sono stati bollati pressochè come nemici della patria. Peculiare anche l’argomentazione secondo la quale “se non ti sta bene La Grande Bellezza allora continua a guardarti la D’Urso”. Al di là della discutibile solidità del sillogismo, vorrei far notare come la qualità dell’intrattenimento nazionalpopolare sia tendenzialmente bassa ovunque -noi abbiamo Pomeriggio 5 e loro hanno Sixteen and Pregnant- ma se poi il corrispettivo “duello” è Sonic Youth contro Afterhours o Letterman contro Fazio, la colpa non è certo della Barbarona nazionale.

La seconda enormità che è stata suggerita questa volta anche e soprattutto dai grandi mezzi di comunicazione, è che il successo di Sorrentino ad Hollywood possa o addirittura debba preannunciare un rinascimento per il cinema italiano, quando non proprio per l’economia e l’intero paese.

Quanti dei vincitori come miglior film straniero degli scorsi anni sapreste nominare? Quanti di questi avete visto? Quanti miracoli economici hanno preannunciato? La verità è che il premio di per sè conta veramente poco e che quello che eventualmente aiuterebbe sarebbe un grosso successo ai botteghini esteri, cosa che non mi risulta sia accaduta, anche perchè fuori dal microcosmo italiano La Grande Bellezza è solo un altro film d’autore lento e pretenzioso, e film del genere, che siano capolavori o cagate pazzesche, raramente si rivelano miniere d’oro. Francamente non mi stupirei di scoprire che il film sia stato filato sostanzialmente meno anche solo spingendosi fuori da Roma, per cui non farei troppo affidamento sugli spettatori tedeschi o americani per sancirne il successo.

In conclusione inviterei a raffreddare gli entusiasmi per un evento che ha probabilità estremamente basse di avere strascichi significativi a qualsiasi livello e che ha per il resto del mondo la stessa importanza che hanno avuto da noi le analoghe vittorie di Departures e Nowhere in Africa. Esatto.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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