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Le 10 migliori e peggiori scarpe che ho mai indossato

Ultimamente il ritorno al ricordo dei ruggenti anni ’90 e dei primi ’00, che fa breccia sopratutto nei cuori degli infaticabili romantici (come me del resto), sta portando parecchio rumors e scalpore. Mentre l’ossessione de: ” Le 10 blablabla che…” è forse uno dei format per articoli online che ha reso più celebri numerosi blog e giornali online ed è sempre più sulla cibernetica cresta dell’onda. Quindi oggi anche io farò il mio personale esperimento, fondendo i ricordi dell’uno e le regole dell’altro nell’articolo settimanale della nostra rubrica mondana.

Le Car Shoe, il mocassino da guida con i tipici gommini sulla suola per supportare il grip del pilota da Granturismo, sono forse le scarpe più eleganti e comode che abbia mai indossato, anche senza essere al volante di una fuoriserie. Nuove di pacca o un po’ vissute, sono formali e disimpegnate allo stesso tempo. Da un’idea di Gianni Mostile, vengono brevettare nel ’63, adorate da personaggi come G. Agnelli e JFK, il gruppo Prada ne rileverà prima il 51% per poi acquisire l’itero marchio e rilanciarlo a livello internazionale. Ecco, io adoravo andare da Prada in Via Condotti e scegliere il solo unico modello di mocassino originale, senza le contaminazioni dalla “moda”, niente dadini con le iniziali, niente cifra maggiorata a quasi 300 euro, niente tessuti mimetici e niente laccetti fluo. Solo una romantica pelle martellata in vitello daino marrone scuro, le calze lasciate nel cassetto, e a un paio di jeans in demin chiaro che nemmeno le sfiora.

Le Perry Hellis “Adjust” , era il 99-00, io facevo la seconda media e diventarono di moda questo paio di sneaker della casa dell’omonimo stilista americano Perry Hellis, deceduto già da tempo. Reperibili solo dopo lo spunto di una lunghissima lista d’attesa nell’unico negozio che le importava a Roma: 16FAUROstreet, somigliavano a delle obese e stracolme “banane” multicolore, le più in voga erano in pelle blu, con lacci e inserti bianchi e rifiniture in rosso. Si portavano completamente slacciate, e resteranno per sempre le più brutte scarpe che io abbia mai indossato.

Le Nappine di Alden, più propriamente chiamati tassel loafer della Alden sono forse tra le scarpe da uomo più belle ed esclusive in commercio senza arrivare al “su misura”. Charles Alden, originario del Massachusetts, nel 1884 era solito confezionare un paio di scarpe al giorno in una camera del suo cottege chiamata “ten footers”, ma in seguito alle innovazioni della meccanizzazione industriale riusci ad incrementare notevolmente le sue produzioni, portando la Alden Shoe Company ad essere una della marche di scarpe da uomo più famose ed illustri del New England. Essendo tra le più belle scarpe che ho avuto il privilegio di calzare, sono anche parecchio onerose, 820 euro, ma negli Usa si trovano a molto meno, e si può sempre ripiegare sul modello Keats della Church’s.

Le Magnum, gli stivali della Magnum furono probabilmente tra le prime scarpe alla moda che ho indossato alla fine delle scuole elementari. Pesanti ma non per questo scomode erano essenzialmente inadatte ad essere portate, come era comune uso fare, a giugno sotto il costumino colorato della Sundek e le t-shirt a maniche corte per andare al “BigGIM”. Vanzina in uno dei suoi film a me più cari ( Il cielo in una stanza) li fece descrivere con le parole di Elio Germano come dei “maritozzi” da militare, ed in effetti altro non erano: le calzature Magnum vennero infatti sviluppati a seguito di una richiesta dell’ FBI ( federal bureau of investigation) di Quantico.

Le Nike Zoom Terra Sertig, o anche più semplicemente chiamate le “Zoom” sono forse le scarpe da ginnastica più belle che abbia mai indossato insieme alle Adidas ROM .Rosse, gialle, viola, alte, basse, verdi ramarro,introvabili a Roma e più generalmente in Italia, accompagnarono i desideri dei cultori di quel genere di scarpe come una Chimera irraggiungibile per diversi anni della pubertà. Racconti, storie e leggende di chi le aveva reperite attraverso remoti e irrecuperabili traffici ne aumentavano il fascino, e inducevano tutti i ricercatori a peregrinare mensilmente al BeeCool di Via Rubens in attesa di un “si, sono arrivate”. Le prime, poiché introvabili, le acquistai di seconda mano ai mezzi con il mio migliore amico per ben 150 euro.

Le Hogan Interactive, voglio immediatamente tranquillizzare il lettore riportando in calce che le Interctive sono senz’altro uno dei peggiori errori dell’umanità dopo il gas Nervino e le fiction della Rai. Abbiamo visto tutti il video dei The Pills e ci siamo vergognati di averle portate con tanto gusto tra il 2002 e il 2004, e siamo consapevoli che la scusa che ti facevano sembrare più alti e che erano comode, non reggeva neanche allora. Però vorrei per una volta spezzare una lancia a loro favre, perché è cosi facile deriderle e insultare chi le porta, che ormai è inutile infierire, è già stato detto tutto. Le Hogan per la moda di allora erano una novità mettibile, un ibrido a sorpresa: come la Daihatsu Cuore, che fa cagare uguale, ma andava comunque provata. Ecco magari quelli che come me le avevano di quattro colori, dovrebbero fare mea culpa. Ma non fossilizziamoci, l’importante è aver imparato.

Le Sebago Dockside e le Penny Loafer della medesima marca, sono due tra le calzature più belle e comode che indosso; le prime sono un classico modello di mocassino da barca, ben strutturate, e più rifinite della cara e vecchia Timberland, a parer mio troppo pesante. Le seconde sono la più fedele e adorabile riproduzione dei penny loafers sul mercato. Il mocassino da collegiale più in voga nei college della Ivy League, dove era usanza inserire un penny del risvolto della mascherina sul collo del piede. Da li il loro nome.

Le Adidas Tygun, la moda ha spesso tirato dei colpi bassi in passato, si sa. Era il caso delle Tygun, lo stivaletto tecnico da Boxe che veniva indossato sotto i jeans dai sedicenni di allora. Non so dire se facessero carattere poiché legate alla nobile arte, oppure andassero di moda conseguentemente all’inflazione di boxer da una mensilità. Ma erano sicuramente scomode da allacciare e da infilare sotto i pantaloni, la suola era completamente piatta ed era goal a porta vuota per la tallonite cronica.

Le Converse All Star, ideate dal cestista Chuck Taylor nel 1923 per essere indossate sul campo di basket, sono tra le migliori scarpe che ho sempre indossato regolarmente. Sempre scelte di color panna basse o alte , sono le scarpa multiuso per eccellenza, indossabile a tutte le età, irriverente o spartana, sicuramente comoda e leggera, semplice e disimpegnata. Senza tempo.

Le sneakers Gucci con lo stretch o più semplicemente tutte le sneaker di Gucci. Le celeberrime con le fantasia a doppia G Gucci per tutta la lunghezza e larghezza della scarpa, sono forse tra le calzature più coatte e antiestetiche mai indossate in occidente, dopo le Hawianas con i pantaloni la sera, gli zoccoli di legno per andare al mare, le Crocs con i calzini e le scarpe con le rotelle nella suola. Acquistate per una cifra ridicola, e purtroppo non in senso buono, sempre durante la tempestosa e traviata adolescenza, potevano essere anche chiamate “i portafogli ai piedi”, chi se le ricorda evita di parlarne di solito.

 

About Davide Bartoccini

Davide Bartoccini
Aspirante giornalista, scrittore e acclamato mondano. La mia massima aspirazione è quella di conoscere la verità e l'essenza di tutto ciò che mi circonda, del resto "VI VERI UNIVERSUM VIVUS VICI". Mi interesso di attualità, storia, moda, costume e sociologia. Amo la letteratura, il cinema, viaggiare, la fotografia, il whisky invecchiato e l'alta sartoria. Credo fermamente nel pensiero di Bukowski: "La gente è il più grande spettacolo del mondo, e non si paga il biglietto."

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