Home / Musica / “Chiedimi chi era Frankie Knuckles”

“Chiedimi chi era Frankie Knuckles”

Le leggende da sempre crescono attraverso la celebrazione di riti collettivi e del mito fondato su di esse. Queste leggende però rimangono costantemente impregnate nella realtà. Così se la musica Rock’N’Roll è stata il mito di molte generazioni passate così lo é l’elettronica in larga parte della mia. Accade però che il mito cominci quando una leggenda muoia e così è accaduto lo scorso primo aprile con la dipartita di Frankie Knuckles.

NYC, IL MIXAGGIO E L’AMICIZIA – Nato a New York nella metà degli anni cinquanta Frankie Knuckles studiò presso la Dwyer School of Art, nel quartiere natale del Bronx, e successivamente frequentò il FIT (Fashion Institute of Technology) di Manhattan. Nel 1971 al Better Days inizia la sua carriera con Tee Scott e non discostandosi troppo dalle origini del suo quartiere afro la sua selezione musicale d’esordio prevedette funk, jazz, rhythm’n’blues e soul. La svolta per Frankie Knuckles e l’inizio della leggenda avvenne nel 1972 quando “The Godfather of House Music” fu ingaggiato come dj resident del Gallery, club gotha della New York anni settanta, dove affiancò Nicky Siano e Larry Levan, suo grande amico. Vi è da notare come l’inizio di ogni grande cambiamento cominci da storie di amicizia. La loro amicizia è come se fosse l’anno zero della musica contemporanea. Infatti, i tre furono tra i primi, insieme a Kenny Carpenter, ad introdurre nei club la tecnica del “mixaggio”, ovvero suonare i dischi uno dietro l’altro, senza interruzioni, in modo che la musica scorra con continuità. E questa fu la rivoluzione musicale di metà del ventesimo secolo. Sempre nel campo della tecnica musicale, Knuckles – Siano e Cerpenter, furono tra i primi ad utilizzare più di due piatti per inserire effetti sonori nel passaggio da un brano all’altro. Questi passaggi devono esser ben annotati, poiché ad oggi senza questa tecnica, si ballerebbe ancora nelle balere con il juke box e la musica House non corrisponderebbe a nulla. E’ solo grazie ai pionieri Levan e Knuckles che tra le esibizioni live oggi annoveriamo i dj-set. Successivamente nel 1973, sempre assieme al fidato amico Levan, si trasferisce nel club più importante della storia della Big Apple ossia il Paradise Garage.

LA NASCITA DELLA HOUSE MUSIC E CHICAGO – Nel 1976, quando a un Levan ancora troppo impegnato nel suo leggendario “Garage” gli fu proposto di lasciare New York per trasferirsi a Chicago, si presenta l’occasione/scommessa della vita per Knuckles. Levan non disponibile a lasciare la scena newyorkese, consigliò ai proprietari del locale di Chicago di affidare la selezione musicale a Frankie Knuckles, il quale accettò di trasferirsi nell’Illinois e di suonare all’interno del mitico Warehouse. Proprio grazie a quel locale e a Knuckles oggi la parola “Warehouse” gode di così tanta fortuna tra tutti i creativi del mondo. A Chicago per via della presenza di un pubblico diverso da quello newyorkese, “The Godfather of House Music” fu spinto a sperimentare nuove forme sonore elettroniche e ad approcciare nuovi lavori di re-editing manuali. Knuckles divenne celeberrimo per il recupero di vecchi pezzi funk, jazz e soul attraverso manipolazioni elettroniche mediante sintetizzatori e registratori. Grazie al suddetto modus operandi Knuckles realizzò quel genere che poi sarebbe stato denominato House music, il cui nome deriva proprio dal locale in cui Knuckles si esibiva nei suoi dj set e non dalla musica prodotta in casa come erroneamente in molti affermano. Con il trasferimento a Chicago, oltre al pubblico, muta la situazione socio-economica dell’epoca. Quelli sono gli anni del punk inglese, delle tensioni sociali portate allo stremo e non di sicuro dei ballerini della discomusic newyorkese. E’ grazie alla sua sensibilità che Knuckles concepisce il suo approccio tecnico come metodo musicale per far evadere le persone dalla quotidianità. Con questo sentore unisce i suoni degli esordi a manipolazioni elettroniche, qualcuno direbbe che con lui nasce la “cassa”, congiungendo in maniera impeccabile il passato con il futuro.

LA VESTE DI PRODUTTORE E I RAVE EUROPEI – Oltre ai dj-set nella carriera di Frankie Knuckles è stata presente anche una lunga carriera da produttore. Assieme a David Morales fondò la Def Mix Productions che da decenni segna il passo nella dance. Ma, quel che conta maggiormente nella lunga carriera da produttore, per la quale si necessiterebbe di almeno altri 4 articoli, è l’inno di ogni rave party ossia “Your Love”. Brano immortale, cantato da Jamie Principle, condito di tutto ciò che conta nella produzione elettronica ossia il loop ipnotico dei bassi, una linea di arpeggi perfetta mista all’eleganza di una voce pura. Vi chiederete perchè il brano “Your Love”, la cui versione europea è disponibile sotto il nome di ” Baby Wants To Ride / Your Love”, sia l’inno dei rave europei. Ciò è dovuta alla leggendaria  tournée, a seguito della permanenza di settimane nella UK Chart di alcune tracce della Chicago House come “Jack Your Body” e “Love Can’t Turn Around”, che vide nel marzo del 1987 Frankie Knuckles, Marshall Jefferson, Adonis e Larry Heard in Gran Bretagna. Da lì il passo fu breve per far si che l’isola delle Baleari Ibiza facesse da cassa di risonanza per la House Music ed i rave party. D’altronde a fine anni ottanti il punk era morto, degli skinheads e mods rimaneva bene poco ed i concerti rock erano eventi per fatturare e non per protestare.

A riconoscimento di una magnifica carriera nel 1997 arriva per Frankie Knuckles il Grammy Award. Premiato grazie al remixer su canzoni di Michael Jackson e Diana Ross. Secondo alcune stime sarebbero stati più di duecento gli artisti ri-editati da Frankie Knuckles. Un gigante capace di continuare a esibirsi nei club mondiali nonostante l’amputazione di un piede per via del diabete. Una leggenda alla mia generazione quasi sconosciuta.

Da pochi giorni con la morte di Frankie Knuckles la leggenda si è unita al mito. Senza Frankie Knucles balleremmo ancora con i jukebox. Senza Frankie Knuckles non esisterebbe la musica elettronica ed il funk sarebbe un retaggio di un lontano passato. Senza “The Godfather of House Music” saremmo privi delle colonne sonore della nostra vita, privi dei festival elettronici. Saremmo privi di quella musica cool spiegata da Frankie Knuckles così “Non impongo in sala ritmi in 4/4 a 130 beat al minuti, sempre con le mani su. E’ quello che invece pensano molti ragazzi che fanno musica house al giorno d’oggi”.

Se un giorno dovessi avere un figlio, che prima di andare in un club mi domandasse quali fossero i miei miti musicali vorrei dirgli “Chiedimi chi era Frankie Knuckles”.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

Check Also

Serie C Logo - Polinice

Ritorna la Serie C

Un ritorno al passato, la Lega Pro tornerà a chiamarsi Serie C, come ai vecchi ...