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Wes sì, Wes no

L’altro giorno sono andato a vedere, con aspettative alquanto basse, il nuovo film di Wes Anderson, Grand Budapest Hotel. Trattasi esattamente di quello che ci si potrebbe aspettare da un nuovo film di Wes Anderson e non mi voglio troppo dilungare sul perchè e per come mi sia ampiamente rotto il cazzo delle carinerie del caro Wes. Volevo invece pormi una domanda, ossia quand’è che diventa legittimo, o meglio consigliabile, lasciar perdere una vecchia fiamma (cinematografica, ma anche musicale o letteraria) in funzione della migliore possibile conservazione delle vecchie memorie. Nel mondo reale la risposta è semplice ed è: subito, ma quando si parla di oggetti culturali e non di persone i rischi del procrastinare la rescissione del cordone ombelicale sono meno evidenti e si tende a sottovalutarli, con risultati a volte disastrosi. Il cinema in particolare è la forma che richiede meno sforzo e impiego di tempo per mantenersi aggiornati sulle peripezie dei nostri eroi preferiti, rendendo il distacco ancora più problematico da gestire in quanto deve necessariamente essere deliberato e arcigno.

Io stesso devo confessare di non aver ancora mai preso una decisione di questo tipo nei confronti di nessun regista, per quanto, pensandoci bene, la cerchia di personaggi per cui avrebbe senso prenderla è piuttosto ristretta. Un po’ perchè per come funziono è abbastanza raro che sia così disilluso con qualcuno da prendere in considerazione la cosa, un po’ perchè si deve necessariamente trattare di un cineasta nel bel mezzo della sua attività e che esca con una certa regolarità nei cinema nostrani, possibilmente un personaggio generalmente ammirato di cui ti verrà tendenzialmente proposto di andare a vedere il nuovo film ogni volta che esce. Se domani decidessi che mi sono rotto le palle di Johhnie To difficilmente avrei grossi problemi ad evitarne i film per il semplice fatto che raramente escono al cinema e in ogni caso nessuno vorrebbe andarli a vedere.

Wes Anderson in questo momento è l’unico candidato verosimile che mi viene in mente, e sto in effetti meditando la possibilità di boicottare per principio i suoi prossimi film. Sono ormai dieci anni che le sue pellicole lasciano a desiderare, non tanto per qualità della confezione quanto per l’evidente mancanza di slancio e il totale ripiegamento su un manierismo che, pur avendo amato alcuni dei suoi primi film, non credo si sia ancora meritato di perseguire così ostinatamente. Penso che finirò per fare davvero questo fioretto per una serie di motivi e con una serie di speranze: in primis sempicemente non sono contento quanto finisco di vedere un suo film. Non sono stato contento dopo Grand Budapest Hotel, non sono stato contento dopo Moonrise Kingdom e non sono stato contento dopo Fantastic Mr. Fox e The Darjeeling Limited, per cui mi sembra ragionevole pensare che non lo sarò dopo il prossimo. Non voglio arrivare al punto in cui dovrò dubitare della fondatezza del mio affetto per film come Rushmore e The Royal Tenenbaums, e magari un po’ di allontanamento forzato può riaccendere una fiammella che è ormai ai minimi storici.

Wes sarà un po’ una cavia per questa operazione e cercherò, a tempo debito, di trarre qualche conclusione da questo esperimento.

About Lorenzo Peri

Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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