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I più bei EP italiani dal 2010 a oggi

I Quartieri – Nebulose

Io fonderei un’etichetta solo per ristampare questo EP meraviglioso, magari in vinile per i veri appassionati. Ci metterei dentro un poster bello, magari una monetina. Insomma farei una di quelle cose che andavano tanto di moda una decina di anni fa, quando la musica indipendente ci teneva a una certa esclusività per i suoi fan più malati. Questo è uno dei migliori episodi di cantautorato italiani (almeno) degli ultimi cinque anni che io abbia avuto modo di ascoltare,è altro che Dentechepalle, Colapescechepalle, Brunorichepalle, e compagnia. Il marcato aspetto dreamy/space dei pezzi è senz’altro l’aspetto che svincola l’album dalle classiche maglie del cantautorato per arrivare a un linguaggio più efficace e meno banalizzante degli artistucoli succitati. Fabio Grande è un eccellente autore, sensibile ed efficace, talento che si confermerà con una band trasformata nel primo disco ‘Zeno’, uscito alla fine del 2013. Che però è un’altra cosa. Nebulose rimarrà sempre unico, perché ha la semplicità, la bellezza dei primi lavori. Sicuramente la cosa migliore uscita per l’etichetta 42 Records.

Verme – Vai verme vai

Che vi piaccia o no Jacopo Lietti (voce dei Fine Before You Came) è una delle persone più influenti dell’underground italiano degli ultimi anni. La svolta italiana dei Fine Before You Came con ‘Sfortuna’ che ne ha decretato il meritato successo, anche grazie alla sua immensa capacità di fotografare gli stati d’animo umani con un linguaggio sì semplice ma mai imbecille, ha influnzato un’intera generazione di band italiane, toccando sia i giovanissimi che gruppi che avevano già cominciato il loro percorso artistico. Questo EP dei Verme conferma tali presupposti, stavolta appoggiato su un classico sound emo/punk pop. Fedelissimi al vero do it yourself, fieramente reazionari, i Verme hanno dato alle stampe EP magnifici che non credo superino mai i dieci minuti, ognuno meritevole di ascolto, ma questo non si batte.

Scuola Furano – Tribute

Avete presente l’house music? Ecco, questo piccolo lavoro dei sempre magnifici Scuola Furano ne ripercorre le migliori stagioni con un irresistibile lavoro che non ha manchevolezze o soste. Se lo mettete a un party farete un’ottima figura, se lo fate ascoltare a un amico che ne sa qualcosa di musica farete ancora un’ottima figura, se ve lo sentite a casa, in cuffia, o in macchine ne godrete immensamente. Poi di questi tempi in cui i paladini dell’house music si sono trasferiti tutti a fare disco, perché non riscoprire questo splendido lavoro uscito nel 2010? Vi farà muovere il sedere anche se non volete.

The Flying Madonnas – Demo_N. EP

Che aspettano questi a fare uscire un album? Questa è la prima cosa che ci si chiede ascoltando questo fantastico lavoro, di una delle migliori band romane in circolazione. Invece i Madonnas nonostante questo grandioso lavoro, quintessenza di una psichedelia moderna, sospesa fra le migliori esperienze del genere,sono tanto travolgenti quanto sonnecchianti nella loro esposizione a un possibile pubblico, nonostante il loro lavoro sia uscito già due anni fa per la magnifica New Sonic Records. Se la metà del pubblico italiano non fosse intento a far vedere la caviglia, e a nascondere la vergogna di gusti musicali di merda sotto una finta barba, curata che manco Moscardelli, questi qui sarebbero incensati come una delle cose migliori mai uscite negli ultimi cinque anni. Musicisti veri queste madonne. Aspettiamo il primo LP per l’ascensione.

Zu – Goodnight Civilization

Ciao siamo gli Zu, siamo tornati e siamo ancora il gruppo estremo italiano più fico in circolazione. Semplice no?

Altri:

Calibro 35 – Dalla Bovisa a Brooklyn: semplicemente il miglior gruppo italiano esistente
Black Rainbows – Holy Moon: dopo un disco prettamente rock, si torna alla psichedelia.
Do Nascimiento – Do Nascimiento: emo immediato, zozzo e adolescenziale.
Soviet Soviet – Summer, Jesus

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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