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5 dischi di cantautori italiani

Fabrizio De Andrè – Non al denaro né all’amore né al cielo

url-3De Andrè è il miglior cantautore italiano mai esistito. E non perché sia un poeta, o per i suoi testi o per questo disco, ma perché a differenza di quasi tutti i suoi colleghi che spesso sono riusciti solo in qualche episodio di valora in una carriera sbiadita, è riuscito sempre ad avere sempre un vena artistica inesauribile, riuscendo a rinnovare la sua musica e il suo linguaggio. “Non al denaro, né all’amore, né al cielo” riprende l’ “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters e ne fa un disco, alla perfezione.

Francesco De Gregori – Rimmel

Idolo per alcuni, antipatico a molti. Francesco De Gregori con “Rimmel” raggiunge l’apice della sua carriera, attraverso un romanticismo disincantato che le sue storie non saranno mai più in grado di offrire a questo livello. Un disco che riesce a conservare una innocenza senza precedenti, benché sia calato all’interno di un ermetismo che rifiuta di offrire una chiave interpretativa all’ascoltatore. Perfetto negli arrangiamenti che non nascondono il chiaro riferimento alla musica folk ßamericana.

Piero Ciampi – Andare Camminare Lavorare

url-4L’Italia dal Novecento in poi ha cominciato a non capire più i suoi talenti più puri, sino ad arrivare ad oggi ad un semi-analfabetismo interpretativo che ci ha reso un po’ più americani e coglioni. Questa raccolta, contenente due inediti è stata fortemente voluta da Ornella Vanoni che suggerì alla RCA un progetto con i migliori lavori dell’artista. Il lavoro va avanti claudicante e alla fine esce questo album splendido. Odiato dal mondo che può renderlo famoso, estraneo completamente al panorama della musica italiana, Ciampi è riuscito a perdere tutte le occasioni di possibili redenzione.

Luigi Tenco – Tenco

“Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io, tu e le rose” in finale e una commissione che seleziona “La Rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”. Fragile e esistenzialista. Parlava con un romanticismo sconsolato, di altri tempi. Formato dal jazz e assassinato dal pop.

Franco Battiato – La voce del padrone

imgresSpesso idolatrato a sproposito, Battiato è riuscito ad essere uno dei pochi sopravvissuti alle schifezze degli anni ’80 Non un cantautore nell’accezione comune del termine. Passato attraverso tantissime esperienze, raggiunge il successo di pubblico (e il suo apice compositivo) con questo disco che offre un pop elettronico con arrangiamenti intelligenti e testi acuti e ancora non schifosamente pretenziosi. Uno dei pochi dischi italiani che riesce a travalicare il limite delle lingua, e non è poco.

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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