Home / Spettacolo / Musica / I volti di Damon Albarn

I volti di Damon Albarn

Damon Albarn poteva essere una popstar qualsiasi. Frontman di uno dei gruppi più famosi del britpop anni ’90 – i Blur – nel corso della sua carriera, cominciata con l’acerbo Leisure nel 1991, ha cambiato generi e volti dimostrandosi a sorpresa uno dei musicisti più eclettici in circolazione. La personalità di Albarn poteva già intravedersi con la band che l’ha reso famoso, che dopo aver inanellato la magnifica tripletta “Modern Life is Rubbish”, “Parklife” e “The Great Escape” abbandonò il britpop all’apice del suo successo commerciale per dare vita all’omonimo “Blur”, album che riesce a impossessarsi della musica indipendente americana anni ’90, riproposta con nuova veste e vitalità dai quattro londinesi.

Se gli anni ’90 ci avevano regalato una grande pop-star, è con il nuovo millennio che Albarn salirà nell’olimpo degli artisti più prolifici e interessanti del nostro tempo. Il 5 Marzo 2001 è probabilmente il ‘turning point’, quando all’improvviso esce “Clint Eastwood”, irresistibile singolo dei neonati Gorillaz, anticipato solo dall’EP “Tomorrow Comes Today”. La band nasce dalla collaborazione con Jamie Hewlett, creatore dei fittizi membri della band: 2D, Murdoc, Noodle, e Russel. Tanto per gradire nei due anni successivi il bel Damon mette a segno altri due colpi da biliardo a dir poco impressionanti. “Mali music” è il disco che fotografa il periodo dell’artista in Mali e che vede la presenza di Afel Bocoum e Toumani Diabaté, e non ha niente a che vedere con i pallossissimi dischi word music sciocchi di popstar annoiate alle prese con una musica che non capiscono, ma è un concentrato di malinconie che riesce (veramente!) a coniugare il gusto africano a quello occidentale.

L’anno successivo, invece, esce il primo e ultimo disco dei Blur senza Graham Coxon, chitarrista della band e amico di sempre. Il risultato è impensabile. “Think Tank” è uno dei dischi più eleganti dei Blur, colmo di suggestioni musicali completamente inedite per la storia della band che dopo questo album si prenderà una pausa di ben sei anni (ancora non esiste un disco in studio successivo a questo).

Messo il punto sul capitolo Blur, e bypassando il trascurabile album solista “Democrazy”, Damon Albarn torna a sconquassare le classifiche con un linguaggio pop del tutto inedito con il secondo lavoro dei Gorilllaz, “Demon Days”, un vero e proprio frullatore di influenze che va dall’hip hop al synth pop senza nessuna contraddizione interna. “Plastic Beach”, uscito cinque anni dopo (mentre si sono sviluppate altre esperienze interessanti fra le quali il supergruppo The Good, The Bad and The Queen) sorprende ancora di più per la capacità di rinnovamento del linguaggio pop. Albarn in questo album ha peraltro il merito di far cantare un bel pezzo (nuovo) a Lou Reed, cosa che non capitava da diversi anni e che purtroppo non capiterà più.

La reunion live dei Blur non ferma l’attività studio di Damon Albarn che in due anni sfodera l’opera pop “Dr.Dee” e l’ultimo elegantissimo “Everyday Robots”, prova di maturità assoluta. Rimane quella inquietante impressione che da piccolo sia caduto nel pentolone dei ritornelli.

About Luigi Costanzo

Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

Check Also

Relais Rione Ponte ospita ATLAS, Ego Imago Mundi, una personale di Luca Di Luzio

Il 30 novembre inaugura un nuovo ciclo espositivo all’interno del Relais Rione Ponte, guesthouse di ...

USA E CUBA – Novanta miglia lunghe cinquant’anni

Questa non è ne' la fine ne' l'inizio di qualcosa di differente è un grandissimo passo in avanti però per tutta l'umanità. Un'umanità che, nonostante tutto, alle volte non riesce a superare novanta miglia pur spendendo una sonda su Marte. Novanta miglia che per decenni hanno reso lontani Washington e L'Avana più di Marte.

Resistence Is Techno

Torna #ResistenceIsTechno con Fabrizio Rat || Rashõmon Club

Torna il party techno più amato della capitale d'Italia. Resistence Is Techno si è imposto negli anni come un appuntamento unico nel suo genere.