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Cosa hai visto, vecchio?

Quattro anni fa, grazie al suo primo lungometraggio, Monsters, il regista inglese Gareth Edwards si era guadagnato un appunto nella mia inesistente agendina che gli dava diritto ad aspettarsi che guardassi il suo film successivo. Proprio oggi il ragazzotto d’oltremanica ha fatto uso del suo coupon, ma con mia e sua grande sorpresa non ne ha ricevuto un altro. Il suo nuovo lavoro è infatti l’appena uscito reboot di Godzilla, e mi viene da sorridere pensando alla mia ingenuintà quando pensavo che sarebbe stato effettivamente un bel film. Del resto scusate, un cast che include tra gli altri Juliette Binoche e Sally Hawkins lascia presagire un filo di integrità artistica, e la lista di grandi nomi non finisce lì. Tutto molto bello, ma no, trattasi di una banale porcheria con lo scienziato che aveva capito, il militare stupido e la famigliola da riunire. Certo, qualche sprazzo di brillantezza visiva lo si può rinvenire, seppure tendente alla variante “pubblicità ben realizzata”, ma l’inettitudine e demenza della sceneggiatura è decisamente troppo da digerire anche per gli stomaci più forti.

La grande idea di base di questa riproposizione è infatti quella che Godzilla è in realtà buono, un pacioso guardiano dell’equilibrio biologico del pianeta dietro cui si potrebbe quasi rinvenire un’allegoria di Madre Natura tutta. Questo ovviamente viene capito solo da Ken Watanabe, che in quanto orientale, saggio e per giunta figlio di una vittima di Hiroshima, ha nel contesto del film un virtuale monopolio sull’accortezza e il buon senso, sfortunatamente bilanciato da un’afasia pressochè totale che gli impedisce di incidere quanto tutti ci saremmo augurati sulle decisioni degli altri personaggi. Il ruolo dei cattivoni è quindi affidato a una coppia di mega blatte, coppia nel senso stretto del termine visto che la disattesa minaccia della comparsa a schermo di un amplesso tra il Sig. e la Sig.ra Blatta rappresenta probabilmente la più significativa fonte di suspance della pellicola, e la morte per carbonizzazione della loro numerosa prole è parimenti motivo di grande sollievo tra il pubblico.

Concludo prima che la mia vena umoristica si inaridisca ulteriormente aggiungendo che sia la Binoche, sia Cranston muoiono molto in fretta, e che tutti i motivi per cui potrebbe sembrare una buona idea privarsi di un Big Mac menu in favore di questo film si riveleranno inesorabilmente errati, per cui abbiate fede e non commettete i miei stessi errori.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.