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Metallica: il crollo di un mito

Quando avevo tredici anni un mio amico più grande mi doppiò due cassette, già si masterizzavano i cd ma sia io che lui per comodità utilizzavamo ancora gli amati nastri per passarci la musica. Lui aveva appena cominciato il liceo e consumava continuamente dischi heavy metal, e non gli ci volle molto a farmi innamorare dei Metallica.

I Metallica sono una di quelle band a cui si imputano i peggiori voltafaccia della storia della musica rock. Prima alfieri di una mentalità e di un’attitudine senza compromessi, dopo vera e propria impresa del business musicale, accompagnata da un inquietante crollo di ispirazione, dimostrazione di quanto fosse fondamentale l’irruenza giovanile nel loro sound che ha cambiato per sempre la storia del metal e del rock in generale. Non mi soffermerò a parlare della arcinota storia della band, attraversata da la cacciata di Dave Mustaine (che diventerà il leader dei Megadeth), e dalla morte di quello che forse rimane il membro più amato dei fan, Cliff Burton. Il bassista è il principale artefice dell’era più brillante della carriera della band di San Francisco, quella – per chi non lo sapesse – formata dalla fantastica tripletta: “Kill ‘em All”, “Ride the Lightning” e “Master of Puppets”. Sopravvissuti alla tragedia sfornano il potentissimo “…And Justice For All” con Jason Newsted che sarà il bassista dei Metallica fino al 2001.

L’inizio della fine per molti arriva nel 1991 con l’uscita dell’omonimo album nero, noto alla storia come “Black Album”, svolta commerciale perfettamente calcolata, e primo lavoro che si avvale di Bob Rock, super-produttore del rock commerciale. Dal 1991 al 1995 la band intraprende una serie tour massacranti che forse uccide per sempre l’unità della band e il loro progredire artistico. I successivi album in studio, i famigerati “Load” e “Reload”, portano a un nettissimo cambio di look da parte dei membri della band che ritennero opportuno presentarsi al loro pubblico vestiti da malavitosi italo-americani, e di presentare un sound hard rock-pseudo bluesy laccato e iperprodotto. Questo non impedisce alla band di fare una vagonata di soldi con videoclip all’altezza dei loro nuovi brani.

Se l’inizio della fine era stata nel 1991, la frattura definitiva fra il pubblico e i ‘tallica dipese dallo scontro frontale che ebbero con Napster, famosissimo programma di file sharing. La band pensò bene intentare una causa legale contro il sito e anche le università americane che avevano deciso di non bloccare l’accesso al sito dalla loro rete (fra le altre la Yale University). Questa sgradevole vicenda, durata circa due anni, dimostrò che i Metallica ormai erano un’azienda a tutti gli effetti, più preoccupati per il lancio del loro prodotto che alla qualità dello stesso. Questo episodio è solo la punta di un iceberg di un atteggiamento aggressivo da parte dei legali dei Metallica, veri e propri sciacalli al servizio di una grande impresa.

Lasciati da Jason Newsted, i Metallica danno alle stampe uno dei loro dischi più brutti e contestati, “St. Anger”, un ritorno a sonorità più dure ma in salsa semi-moderna, un disco che suona posticciamente lo-fi, brutto tanto nel sound quanto nel songwriting insufficiente. La situazione, se è possibile, peggiora ancora con il successivo “Death Magnetic”, ritorno forzoso al glorioso passato , vera e propria resa artistica da parte di una band che prova in qualche modo a prostrarsi a un pubblico sempre più indispettito.

Evito di parlare del terrificante “LULU” per non infangare la memoria del grande Lou Reed, ma cito un episodio piuttosto emblematico. Visto il flop dell’album i Metallica hanno deciso di annullare la maggior parte del tour, lasciando sospreso negativamente lo stesso Reed che disse in più di un’intervista di essere rimasto profondamente deluso dalla decisione della band di Frisco.

I Metallica torneranno a Roma con il loro tour di pezzi ‘on request’: se non è una resa questa.

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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