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Critica l’architettura

Sono convinto che lo spirito critico sia il reale scarto che separi l’uomo dalla restante parte del Creato. E che il differente utilizzo di questa caratteristica consenta agli uomini stessi di potersi distinguere, riconoscere, riprodurre, tenere per mano, morire in pace.

E’ per questo che ho un sacro rispetto nei confronti del momento critico, ovvero quel momento di studio, di indagine, di analisi, di approfondimento, di comparazione, di osservazione, di lettura, di progettazione della realtà che ci circonda. Ed è ancora per questo che ritengo tanto sterile quanto gratuita l’umana azione che non contempli suddetta speculazione prima di manifestarsi. Ed è di nuovo per questo che rimango perplesso di fronte al 85% dei lavori prodotti nei laboratori di progettazione all’interno delle facoltà di architettura, ed al 90% delle opere costruite.

Il problema, oggi più di sempre, nei confronti del concetto di critica, è uno su tutti: l’aver relegato la stessa azione di critica al solo critico, inteso come figura professionale. Capite bene che per chi la pensa come me – rileggi incipit – è pura follia. E’ come se un domani si decidesse di istituire la professione del respiratore, delegando a questa ipotetica figura la capacità di farci respirare, dosando la quantità di aria da poter inspirare, espirare, quando farlo e perché farlo. Ecco, la goffaggine dell’esempio mira a dimostrare che per quanto ci possa essere qualcuno che respiri meglio di altri, ciò non può significare affidargli la nostra libertà d’azione. Per la critica invece così è stato.

La questione è in evoluzione, non ho ancora capito bene verso dove. La nuova Domus di Di Battista, spesso sostenuta da noi di PoliLinea, ha ripreso ad affidare un compito di critica agli architetti stessi, ai professionisti. Nel numero di aprile la parola è passata a Joseph Rykwert, storico e critico dell’architettura, il quale ha scritto un articolo dal titolo eloquente: Ma la critica architettonica conta qualcosa?. Al di là del responso tutto sommato abbastanza scontato, ritengo sia interessante la descrizione proposta riguardo il ruolo che il critico dovrebbe ricoprire nella società:

“Compito del critico, d’altronde è discriminare: distinguere il meglio dal peggio, oppure  – se volete – il bello dal brutto, ciò che ha più valore da ciò che ne ha meno.”

Grazie caro Joseph, veramente, grazie per lo sforzo profuso, certo ci auspichiamo di poterci arrivare anche senza il tuo aiuto. Mi chiedo io, ma non risulterebbe molto più compiuta e coerente la questione, se fossero i professionisti stessi a criticare la realtà? Con i loro occhi di architetti, di progettisti, magari impegnati anche nell’insegnamento dentro le università. Non sarebbe tutto più logico e consequenziale. Ci sarebbe un chiaro rimando tra pensiero, teoria se preferite, e progetto, pratica se preferite.

Rykwert è storico dell’architettura inglese e docente, anche egli professore. Non è mio obbiettivo quello di discreditare l’attività di critica dentro le università, tutt’altro, è proprio da lì che dovrebbe iniziare (ripartire), ma non senza ricevere un supporto indispensabile, per alcuni sarà una sorta di legittimazione, da chi l’architettura la vive dentro gli studi di progettazione giorno dopo giorno. Ancor più in questi anni mediatici, nei quali diventa sempre più difficile orientarsi.

A dimostrazione di quanto scritto fin qui, vorrei chiudere questa riflessione citando due figure indispensabili per comprendere il primo e l’ultimo ventennio del Novecento, Adolf Loos e Remmert Koolhaas. Le loro note biografiche raccontano di due studiosi, due polemisti, due critici, due amanti del sapere, prima ancora che di due grandi architetti.

Rifacendomi ad un personalissimo Olimpo di progettisti, posso serenamente affermare: non tutti i critici sono buoni architetti, ma tutti i buoni architetti sono critici raffinati.

About Jacopo Costanzo

Jacopo Costanzo
Cofondatore di Polinice e del Warehouse of Architecture and Research - warehousearchitecture.org - Laureato a La Sapienza di Roma, lavoro presso lo studio MA a New York - ma.com -

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