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BRASIL 2014 – L’immenso interrogativo

Parlare della Coppa del Mondo di Calcio, un tempo Coppa Rimet, significa pensare alle pagine scritte, volenti o meno, da questo evento nelle nostre vite. Parlare della Coppa del Mondo di Calcio significa necessariamente analizzare il Brasile. Questo poiché la Seleção Brasileira de Futebol detiene il maggior numero di titoli vinti in tal manifestazione sportiva. A maggior ragione quest’anno per poter analizzare l’importanza di un evento sportivo seguito da tre miliardi di persone è necessario parlare del Brasile. Ciò perché la ventesima edizione della FIFA World Cup  è stata organizzata ed è attualmente ospitata in Brasile. Tenendo fede all’intento di analizzare sempre le manifestazioni collettive globali attraverso la lente geopolitica e economica bisogna soffermarsi sul nesso tra politica internazionale ed eventi sportivi. Questo nesso prende spunto dal presupposto che tutte le grandi manifestazioni sportive sono e saranno sempre una vetrina per segnare il periodo storico sigillandolo con il nome della potenza di turno. Lo comprese Henry Kissinger, che volle fortissimamente l’edizione della FIFA World Cup di Usa’94. Lo ha compreso recentemente l’Emirato del Qatar che, secondo un’indagine internazionale al vaglio dell’organo centrale della FIFA a Ginevra, pur di vedersi assegnata l’edizione del 2022 avrebbe corrotto decine di membri.Eppure, come nell’Antico Testamento, tutti sanno che al mondiale di calcio Davide può battere Golia. Ma, questo solo nel calcio e in campo di guerra aperta.

BRASILE & BRICS – L’acronimo BRICS è apparso per la prima volta nel 2001 in una relazione della banca d’investimento Goldman Sachs, a cura di Jim O’Neill, la quale spiegava che i cinque paesi avrebbero dominato l’economia mondiale almeno fino al 2050. A dimostrazione del teorema organizzazione evento sportivo similare a dimostrazione di potenza vi è la risultante che le tre edizioni degli “Anni ’10” sono e saranno organizzate da tutti paesi appartenenti all’acronimo BRICS. Rispettivamente le tre edizioni della FIFA World Cup sono state ospitate o lo saranno rispettivamente dal Sud Africa (2010), Brasile (2014) e Russia (2018). A questo elemento va aggiunto che due delle edizioni delle Olimpiadi sono state spartite dall’appena conclusasi Sochi in Russia e dal Brasile con Rio de Jainero. Questo a dimostrazione che l’affermarsi nello scacchiere delle super potenze globali passa necessariamente dall’organizzazioni di tali manifestazioni sportive.Il Brasile comprese già dal 2001, durante la crisi finanziaria e monetaria dell’Argentina, che il XXI secolo sarebbe divenuto il momento in cui affermarsi come forza principale dell’America del Sud. E così nel decennio di sua massima espansione, segnato a differenza degli Europei e il loro attuale TTIP dalla rinascita non allineata agli Stati Uniti d’America con il Mercosur, si vide assegnate l’organizzazione della FIFA World Cup del 2014 e dei Giochi Olimpici Estivi del 2016. Come a dire che in America Latina per poter avere relazioni diplomatiche e commerciali bisogna avere come interlocutore di garanzia il paese che diede i natali al James Joyce sudamericano ossia João Guimarães Rosa.

IL BRASILE TRA POVERTA’ E GLORIA – Quando si analizza il Brasile il pensiero va immediatamente alle “Favelas” e al tema della povertà. Ciò perché, nell’era della globalizzazione inagurata nel 1995 dal Fondo Monetario Internazionale, la crescita economico finanziaria non corrisponde a maggior benessere sociale. Eppure, quando gi indicatori economici lo permettono necessariamente gli Stati devono apportare modifiche e pretendere l’organizzazione di eventi sportivi per imporre il proprio ruolo come leader nel quadro internazionale. Concezione machiavelliana che si scontra con l’esigenze interne di maggior uguaglianza e di crescita anche nei diritti. Infatti, da un anno per le strade delle maggiori città brasiliane la gente protesta, mentre la Polizia risponde troppo spesso con il fuoco. Il motivo di tale proteste risiede nello sperpero di denaro pubblico operato dalle autorità brasiliane nell’organizzazione della FIFA World Cup 2014, questa sarà l’edizione più cara di sempre. Analizzando i numeri si comprende che oltre 25 miliardi e mezzo di reais (8 miliardi di euro) destinati – secondo i progetti iniziali del governo brasiliano – alla fabbricazione/manutenzione dei 12 stadi e al miglioramento delle infrastrutture per un paese in cui il reddito medio di una persona comune si aggira intorno ai 60 euro mensili sono uno sperpero. Infatti, nel paese dove un insegnante guadagna 700 euro mensili,difficilmente il nuovo stadio del Sport Club Corinthians Paulista a San Paolo con il costo record di 392 mln d’euro verrà facilmente accettato da chi mensilmente ne guadagna quanto sessanta. Ma, in questo caso si parla della necessità di dotare di uno stadio proprio il club paulista che per coincidenza è la squadra del cuore dell’ex Presidente e  tutt’ora leader carismatico del Brasile ossia Luiz Inácio da Silva detto Lula e mentore dell’attuale Presidente Dilma Roussef. In un paese dove l’assistenza sanitaria è similare a quella degli Stati Uniti d’America pre Obamacare, spendere il triplo del budget dell’organizzazione di Germania 2006 è quanto mai una mossa di dubbia efficacia, anche alla luce del successo di tale edizione. Le autorità si difendono dicendo che seguiranno a tale manifestazion 3,6 milioni di posti di lavoro e la crescita si manterrà nel tempo. Ma, lascio a voi alcuni indicatori storici, Nel 1994 il Pil statunitense aumentò dell’1,4%, nel 1998 in Francia fece segnare +1,3% e nel 2002 si ebbe crescita in Corea del Sud (+3,1%) e calo in Giappone (-0,3%). Insomma il successo non è assicurato e, forse, anche per questo il popolo brasiliano è diviso e sempre più scettico.

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Restano gli interrogativi sull’utilità non nell’organizzare una manifestazione planetaria quale la FIFA World Cup, bensì negli eccessivi sprechi di budget di tale edizione. In un paese ove trequarti della popolazione non potrebbero permettersi neanche in un anno il costo del più infimo dei posti della fase finale è allucinante spendere quanto due manovre finanziarie italiane. In un paese dove esistono città grandi quanto l’Umbria (Sao Paulo) non ci si può permettere che vivano milioni di persone nella povertà più assoluta ossia nelle famigerate Favelas. Ai brasiliani non resterà che sognare grazie al campo di calcio e alla Seleção, con un andamento nei pensieri simile a quello delle gambe di Garrincha (sei centimetri di sbilanciamento tra le due gambe). Uno sbilanciamento diviso tra voglia di conquistare la sesta Coppa del Mondo e quello di arrivare ad un pasto il giorno seguente la partita. Ed ora, dopo sperperi e considerazioni economico politiche, che la festa abbia inizio!

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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