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O som ao redor, i suoni del Brasile

Per la settimana a tema brasiliano che stiamo portando avanti in occasione dei mondiali vorrei parlare di un film che ha un paio d’anni sul groppone ma che in Italia credo sia ancora inedito, e che sarebbe un’ottima scelta per chiunque fosse in vena di trastulli verdeoro. Trattasi di Neighboring Sounds, titolo internazionale di O som ao redor, una specie di thriller -ma non davvero- ambientato a Recife, capitale dello stato di Pernambuco noto ai più per la tecnica delle tre dita a uno dei cui maggiori esponenti proprio Recife ha dato i natali (non googlate “tecnica delle tre dita”, a quanto pare l’espressione è usata principalmente in tutt’altro ambito rispetto a quello che intendevo io).

Il film racconta di varie vicende, più o meno intrecciate tra loro, di un vicinato bene della città; i due personaggi principali sono una casalinga alle prese con vari stress quotidiani e un agente immobiliare all’inizio di una relazione amorosa, e se raccontassi per filo e per segno tutti gli accadimenti delle due ore abbondanti di film sarebbe probabilmente poco chiaro il perchè si potrebbe pensare a Neighboring Sounds come ad un thriller, etichetta che gli viene affibbiata più o meno dovunque sulla rete. I personaggi sono infatti coinvolti in attività piuttosto triviali e quotidiane, e fatta eccezione per una breve allusione a delle vicende passate e a un paio di sogni un po’ inquietanti, non ci sarebbe alcuna maniera, semplicemente leggendo la sceneggiatura, di cogliere il tono della pellicola che invece è costantemente allusivo a una qualche forma di pericolo, di subbuglio sotterraneo che non si manifesta mai veramente.

Posso immaginare che il tutto sia un riferimento alle contraddizioni tra la facciata moderna e benestante del paese e le profonde diseguaglianze da essa celata, ma per quanto mi riguarda il motivo di interesse principale della pellicola sta proprio nell’esercizio di stile con cui il regista riesce a tirare fuori un’atmosfera tesa e presaga da situazioni comunissime come una riunione di condominio, la consegna di un televisore, o una festa di compleanno.

Una delle maniere tramite cui questo scopo è raggiunto è proprio l’utilizzo dei suoni e rumori cui il titolo del film fa riferimento. In maniera alquanto arbitraria, infatti, vengono spesso sparati a volumi incongrui vari rumori indistinti del sottobosco urbano; questi suoni commentano scene che per conto loro sarebbero del tutto prive di una qualsiasi forma di suspance, ma che quasi per magia vengono trasformate in momenti di una tensione magari non esplicita come sarebbe in un thriller più canonico, ma non di meno percepibilissima e che finisce col caratterizzare profondamente l’esperienza dello spettatore, che difficilmente avrà la percezione di aver appena assistito a una sequela di faccende sbrigate e conversazioni sul più ed il meno.

Questo senso di tensione sotterranea ricorda molto alcuni film di Michael Haneke come Niente da nascondere o Il nastro bianco, e O som ao redor sarebbe certamente un’ottima scelta per gli appassionati dell’opera del canuto maestro austriaco. Il film brasiliano tuttavia ci lascia con il dubbio che in effetti nulla di male stia succedendo e sarà più gradito anche a chi non trovasse di proprio gusto certi estremi a cui Haneke ci ha abituato.

About Lorenzo Peri

Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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