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Saldi, le cose peggiori che abbiamo mai comprato

Oggi iniziano i saldi. Tranquilli non è l’ennesimo post “I dieci pezzi must have” o “Cosa non lasciarsi sfuggire” perché tanto, si sa, di fronte all’irrefrenabile richiamo del “tutto a 9,99″ anche la cosa più inutile diventa essenziale. Nel momento in cui si apriranno le porte di Zara o HeM, con in mano l’ultimo paio di ballerine 39, l’unico pensiero sarà: “Questa è Sparta”. I saldi sono l’occasione per comprare quello che per prezzo, mancanza di tempo ( o di coraggio) non hai acquistato durante l’anno. É spesso l’occasione in cui facciamo i migliori affari ma anche quella in cui portiamo a casa cose di cui ci pentiremo subito dopo aver staccato il cartellino. E proprio a queste ultime vorrei dedicare due parole..

Ce la prendiamo spesso coi calzini bianchi e corti degli uomini o contro gli orribili boxer attillati ma quando si tratta del nostro passato fashion tendiamo a tergiversare. Tralasciando i look della nostra adolescenza – siamo state metal rock, siamo state boscaiole come un cantante country con tanto di camicia a quadri, siamo state perfettine con il giacchetto Barbour che puzzava di grasso di foca neanche ci aspettasse la caccia alla volpe, siamo state quelle dei jeans a zampa o quelle del piumino bombato – e anche i look studio che usiamo in casa, sicuramente nel fondo del nostro armadio c’è nascosto almeno uno scheletro del povero Stile defunto.

Capi che un tempo facevano furore ma a guardarli ora quasi ti imbarazzi. Eppure non riesci a buttarli via. Un po’ perché sai che saranno una risorsa formidabile in quelle feste dai temi sempre più assurdi che spaziano da “Qualunque annata dai dinosauri al 2036″, a “Stati del tabellone di Risiko”, un po’ perché la storia del tuo armadio è anche un po’ la tua.

Ti ricorda che c’é stato un tempo in cui hai lottato per avere le Silver o classificavi le persone in base al giubbotto Carhartt o Woolrich, portavi la fascia alle lezioni di ginnastica o andavi a scuola con le Hogan.
Non credo di aver mai fatto attenzione a una cintura negli ultimi anni perché tanto tutte le mie magliette sono ragionevolmente lunghe, eppure ricordo distintamente sia quando piagnucolavo con mia madre che voleva impedirmi di uscire con la pancia di fuori sia delle orrende cinte altissime da corsaro. Andavo immensamente fiera di un paio di stivali a calza a punta. La casa che li produceva penso abbia chiuso e a rivederli ora mi spiego perché..

Non voglio stare qui ora a fare l’apologia del capo classico che va bene in tutte le stagioni. Le tendenze dell’estate parlano di stile floreale, trasparenze, costumi interi o Anni Cinquanta, righe e pois, abiti dal sapore orientale o africano, tanto bianco e giallo. Lungi da me sconsigliarvi di comprare un kimono o una gonna di neoprene con le palme che probabilmente guarderete con orrore l’anno prossimo. Togliersi uno sfizio ogni tanto è anche giusto.
Non sempre però seguire le mode porta a buoni risultati. Ecco quindi 3 oggetti di moda da cui fuggire:

PS---FUSCHIA-2I sandali di plastica jelly. Dopo la ciabatta Birckenstock, le slip-on e le Crocs, ecco dunque un’altra tendenza assolutamente antiestetica per la primavera-estate 2014. Puntando sul senso di nostalgia e sui ricordi della nostra infanzia i siti di shopping online più conosciuti come Asos e Zalando ma anche i soliti shop low cost come Zara, Bershka ed H&M hanno rilanciato i ragnetti di plastica colorata. Quelli che ti mettevi per non farti male sugli scogli ma dove se entrava nella rete plasticosa un sassolino erano dolori, ma con il dettaglio trash del tacco. Per ogni cosa c’é un età. Di questo passo l’anno prossimo riproporranno le lelly kelly.

Il cappellino da baseball. Ultimamente è stato notato sulla testa del velocista Usain Bolt, sulla chioma ribelle e ossigenata della cantante Rihanna, sul capo regale del principe William, senza contare poi le orde di hipster in tutte le principali città d’Europa. Stiamo parlando del berretto da baseball (quello con l’ala per intenderci), nato agli inizi del Novecento e dilagato fuori dai campi sportivi negli anni ’80, e che in quest’ultimo anno è tornato di gran moda. Evasione repper per le modaiole. Anche no.

images (1)Le scarpe da ginnastica con la para. Una ragazza con le sneakers può conquistare il mondo, ballare tutta la notte, non rimanere indietro perché i piedi fanno male e il mignolo ormai é parte integrante delle scarpe, affrontare con sicurezza qualunque tipo di terreno dai giardini alle paludi. Ma la ragazza con le finte sneakers ingessata per paura di prendere una storta sui trampoloni mi sembra proprio un controsenso..

Ovviamente si tratta solo di un’opinione e nulla riuscirà a farvi desistere se tra voi e i ragnetti di plastica é stato amore a prima vista ma quando tra qualche anno guarderete le foto di quest’estate e esclamerete: “Ma come ho fatto?!” , non dite che non ve l’avevo detto…

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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