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Guy Bourdin -Vogue

Surrealismo, passione e moda: le foto di Guy Bourdin

Guy Bourdin, uno dei più influenti fotografi di moda di tutti i tempi è stata una fonte di ispirazione fin da quando ha iniziato a pubblicare le sue opere cariche di erotismo ma altrettanto dirompenti per il mondo intero. Bourdin aveva un approccio diverso; le sue immagini, che non riflettevano la moda in sé, ma rappresentavano la fantasia, hanno incuriosito e sedotto il suo pubblico.

Guy Bourdin -Vogue
Guy Bourdin -Vogue

 

Bourdin era meglio conosciuto per il suo lavoro editoriale per Vogue Francia e le sue pubblicità per Charles Jourdan, negli anni settanta.  Ha rivoluzionato la fotografia di quel periodo attraverso illustrazioni suggestive che creavano storie inquietanti e distorte. I suoi modelli quando mostravano il volto si presentavano senza vita e con espressioni rabbiose, ha giocato con la falsità intrinseca dell’immagine di moda, esagerando la sua finzione ancora di più con superfici lucide, e pose platiche di ispirazione surrealista.

Serge Lutens, il suo stilista creativo di un tempo, ha riassunto il suo lavoro così: “. Ciò che Guy ha creato è stato condurre la propria psicoanalisi in Vogue”.

Guy Bourdin – Pentax Calendar 1980

Nel 1954 ha presentato i suoi lavori fotografici alla scrivania di Edmonde Charles-Roux, assistente del direttore di Vogue Francia e subito ottenne il suo primo incarico per la rivista.Una delle sue prime foto per la rivista mostra una modella in posa in haute couture sotto a teste di vacche macellate. E ‘questa l’immagine che ha segnato la sua firma stilistica come artista.

Vogue Francia - 1954
Vogue Francia – 1954

Bourdin era una figura notoriamente oscura ed eccentrica. Nato a Parigi nel 1928, fu presto abbandonato da sua madre, e suo padre lo mandò a vivere con la nonna paterna in Normandia e Parigi. Alcuni sostengono che Bourdin vide sua madre solo una volta : una pallida ed elegante donna dai capelli rossi.

“Guy non perdonò mai la madre per averlo abbandonato. Era duro con le donne “, affermava il fratellastro Michel.

Nelle sue foto, ha ricreato lo stesso archetipo di donna dai capelli rossi, fotografata in spazi angusti, camere d’albergo o squallidi bagni, così come in paesaggi desolati.

La sua è una relazione complicata con le donne che ha inizio con l’abbandono della madre e termina con i suicidi delle sue donne storiche. La figura della donna vista da Guy Bourdin è sfuggente e resta spesso in penombra.  Il New York Times Magazine ha notato nel 2003 che: l’abbandono era diventato un filo conduttore personale e professionale.

Guy Bourdin – 1975

I suoi scatti eccentrici divennero presto una leggenda dell’industria. Ha chiesto, e ottenuto, senza precedenti, il controllo editoriale sul suo lavoro. Piuttosto che presentare a Vogue una serie di scatti per ogni assegnazione, “Guy ci ha portato una foto, solo quella,” ha detto Francine Crescent, che era capo redattore della rivista.

Ha spesso cercato di piegare la natura alla sua volontà, ha sottoposto i suoi modelli ad elaborate configurazioni e pose pericolose. In molti sono stati entusiasti di lavorare con lui, tutti coloro che non lo hanno mai definito un sadico.

Guy Bourdin , pubblicità per Charles Jourdan , 1979
Guy Bourdin , pubblicità per Charles Jourdan , 1979

Verso la fine del 1980, il lavoro di Bourdin ha cominciato a cadere in disgrazia, quindi seguirono problemi finanziari. Sempre più solo e malato, ha cominciato a svanire dalla scena pubblica. Ha rifiutato categoricamente qualsiasi offerta per vendere, pubblicare o esporre il suo lavoro.

Morì di cancro nel 1991, quando ormai la sua fama lo aveva abbandonato tanto che il suo necrologio sul New York Times era inesatto. Eppure la sua fotografia è stata riscoperta dalle successive generazioni ed ha finito per influenzare numerosi fotografi contemporanei.

Sadico o geniale?
Credo vada associato con entrambi. Il suo lavoro surrealista ha trasformato ogni immagine in un capolavoro, giustapponendo arte e moda, sesso e violenza, glamour e orrore.

About Rossana Pistoia

Rossana Pistoia
Sono una studentessa di architettura di 24 anni, ho fatto delle mie passioni la mia stessa vita. La voglia di memorizzare momenti si è trasformata in amore per la fotografia, l'entusiasmo con cui ho mosso i primi passi nel mondo della musica mi ha portata ad amare le sue infinite sfaccettature: dal pianoforte alla consolle. La mia passione per gli sport outdoor mi ispira a vivere nuove avventure ogni giorno.

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