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Vacanze: il dilemma della valigia all’ultimo minuto

Altro che impegni e indecisioni, alle ore 3.28 am , mentre il caos regna sovrano nella mia stanza, sono arrivata alla conclusione che il motivo per cui ormai facciamo solo vacanze flash con compagnie low cost è il fatto di dover portare valigie piccole. Dopotutto qual è il primo commento che si fa quando si prende un aereo di linea? “Dai almeno non abbiamo problemi con il bagaglio grande”. Bella fregatura. Se parti un mese rovesci tutto dentro senza un reale criterio e il gioco è fatto, se stai fuori due o tre giorni le scelte sono obbligate, ma se vai via una settimana la cosa si fa più complessa. Persino partire con lo zaino in spalla è più facile: basta non portare nulla. La filosofia del “lo faccio dopo” sicuramente non paga: a quel rimandare non c’è mai fine, “dopo colazione” diventa “dopo la palestra/doccia/aperitivo/serieTv” e si finisce come me la notte prima della partenza, quando una sana dormita sarebbe la soluzione ma il mio letto è completamente invaso da vestiti e vestitini.

Io e le valigie non siamo mai andati d’accordo. Questo mi pare chiaro. Negli anni però ho sviluppato una tattica (ognuno ha la sua): fate il calcolo dei giorni della vostra permanenza, numero di notti e di mattine e scegliete un outfit per ogni volta. Privilegiate ovviamente abiti basic che si possono abbinare tra loro. Aggiungete poi quelle due o tre cose “perché non si sa mai” e non rinunciate a un capo particolare o sfizioso. Alla fine guardate tutto quello che avete scelto e togliete qualcosa.

Piccola appendice sul cappello: Nulla va di moda come un bel cappello al mare, ma lo spazio che occupa in valigia è spesso proibitivo e viene sacrificato per il paio di scarpe n°100. Eppure può essere la chiave di un outfit. Come si riconosco i turisti occasionali dai vacanzieri abituali (dotati di case e armadi): dal cappello.

Ovviamente poi spiaggia che vai look che trovi..o meglio, look che devi trovare. Ecco cosa non può mancare nella vostra valigia:

Saint Tropez: stampe floreali, righe, cappelloni di paglia, abiti lunghi e leggeri e le classiche tropeziennes (potete anche lasciare i tacchi a casa). Occhio però alla trappola: non tutta la costa azzurra è uguale! a Montecarlo indispensabili i tacchi altissimi.

Panarea: scalzi, rigorosamente scalzi. Mai vi fu valigia piu leggera! costumi e parei a non finire, look selvaggio ma con stile. Potete sfoggiare le vostre nuove espedrillas.

Ponza: FLUO. Che sia fucsia o giallo limone, tutto, dalle unghie ai costumi alle borse si tinge di fluo. Non è esente nessuno: persino la strappa biglietti del traghetto ha le unghie arancio fluo. Di giorno tassative ciabatte e tutine.

Capri: Bianco. candidi abiti bianchi e sandali capresi, solo a Brigitte Bardot è permesso girare scalza a Capri. Lino, bianco o blu ma anche stampe: Missoni impazza. A Capri tutto è permesso purché sia chic.

Argentario: Stay easy. A qualunque ora del giorno o della notte, shorts e maglietta. Out i tacchi a spillo, unica deroga per le zeppe

 

Buone Vacanze da Fashion Polinice

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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