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MAPloft, un piccolo gioiello d’architettura contemporanea a Roma

Se siete amanti dell’architettura e rimanete estasiati di fronte alla genialità di Le Corbusier e Bruno Munari, non fatevi sfuggire questo piccolo gioiello ricco di citazioni dei grandi maestri. Un capolavoro dello studio d’architettura RDM, architetti associati.

Vederlo in foto incuriosisce e non poco, ma visitarlo in prima persona è tutta un’altra cosa.

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Arrivati in Via Pilo Albertelli n°5, nel Quartiere Prati di Roma, ci appare un piccolo, ma robusto e articolato, portale di ingresso, a doppia battuta, realizzato in acciaio con trattamento ferro-micaceo e  vetri satinati. Entriamo lentamente, poiché già molti dettagli del portale catturano la nostra curiosità: il design “neoplastico” della ripartizione tra parti in ferro e parti in vetro, la cassettiera della Posta “a ribalta”, l’anta maggiore scaffalata all’interno, in citazione della “finestra arredata” di Giò Ponti, l’ …. “invece dello spioncino” che rifà il verso a uno dei tanti creativi scritti di Munari, intitolato “Invece del campanello“.

Una volta all’interno, lo spazio esplode verticalmente nell’altezza dei 3.95 metri dello storico locale. Procedendo, l’interpiano subisce uno schiacciamento. Superiormente, è stato infatti realizzato un soppalco longitudinale che fa da servizio a un’imponente parete libreria che va da sotto a sopra.

Intercetta la “doppia altezza” lo sporto di un balconcino che sembra un piccolo “profferlo” d’architettura mediterranea, mentre occhieggia al pianerottolo allungato della Casa La Roche … E’ un punto panottico, come nella celebre Maison di Le Corbusier, che domina l’intero spazio, già strutturato come un totale open plan.

Superiormente c’è la cucina, dal profilo sinuoso che ribatte, inferiormente, il volume del bagno. Al livello interrato, ci conduce una “scala viennese”, che cita l’Adolf Loos della Siedlung Babi del 1931, e le cui “alzate” sono altrettanti cassetti di una divertente scarpiera verticale.

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Il Loft, derivante da un recupero di un locale a uso commerciale, in un immobile del 1939, si articola su tre livelli, da -2,85 m fino a +3,95 m. È un luogo polivalente extra-domestico. Chi si trova a superare i 190 cm di altezza può storcere il naso di fronte ai “rischiosissiomi” interpiani minimi. Tuttavia, essi sono organizzati in modo funzionale e percettivamente non opprimente, essendo i solai ripetutamente forati e interrotti per consentire viste plurime, dall’alto in basso e viceversa, in orizzontale, da dentro a fuori, in diagonale.

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Incuriosisce ulteriormente il visitatore, la parete microforata in lamiera, che riproduce la “fantasia” delle “forchette-mani” di Munari, e che si estende dal punto più basso a quello più alto del locale.

 

Giovanni B. Croce

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