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Rimpasto del Governo Francese: il no alle politiche anti-austerity di Montebourg

Poche vacanze, per la politica europea e mondiale, nell’estate 2014. La crisi ucraina, la guerra apparentemente priva di epilogo tra Israele e Palestina e le riforme promesse dal governo Renzi in Italia sono stati certamente tra gli argomenti più “caldi” di quest’estate.Ad aggiungersi a una serie di rivoluzioni e sconvolgimenti politici, è giunta il 25 agosto la notizia delle dimissioni di Manuel Valls, Primo Ministro francese.Alla base delle dimissioni, secondo quanto riportato da Le Parisien, sarebbe stato un aspro conflitto tra Valls e Arnauld Montebourg, ormai ex ministro dell’Economia in Francia.

Al centro del mirino sarebbero le accuse rivolte da Montebourg alla Banca Centrale Europea, rea di non essere in grado d’incoraggiare e supportare i Paesi che sono riusciti a iniziare una crescita dopo la crisi che ha colpito l’Europa. Pare, tuttavia, che ad aver scatenato le ire di Valls siano state le ancor più dure critiche volte da Montebourg ad Angela Merkel e alla destra tedesca, alle cui ideologie, come ha sottolineato l’ex ministro, la Francia non intende assoggettarsi.Durante l’intervista-attacco alla BCE e alla destra tedesca pubblicata su Le Monde, nell’enfatizzare la necessità di nuove politiche economiche per la Francia, Montebourg ha dichiarato che l’Europa dovrebbe seguire l’esempio di Matteo Renzi. Tale affermazione sarà di certo assai poco consolatoria per la Francia, ma è altrettanto lusinghiera per l’Italia, vista dopo decenni come un Paese i cui provvedimenti sono finalmente degni di emulazione.

 A seguito delle dimissioni del Primo Ministro e dell’irrecuperabile scontro con Montebourg, il Presidente francese Francois Hollande ha immediatamente incaricato Valls di formare un nuovo governo che, come dichiarato ufficialmente dall’Eliseo, sarà “coerente con gli orientamenti già definiti per la Francia”. In questo modo, Hollande ha chiarito che la linea anti-austerity agognata dall’ex Ministro dell’Economia non sarà perseguita.

Mentre Segolene Royal, Fabius e Sapin sono stati confermati rispettivamente con gli incarichi di Ministro dell’Ecologia ed Energia, Ministro degli Esteri e Ministro delle Finanze, l’ex ministro della Cultura Aurelie Filippetti è stato sostituito da Pellerin, ex sottosegretario al Commercio estero. La Filippetti, in una lettera indirizzata a Valls e Hollande, ha dichiarato di ascoltare la disperazione di coloro che ancora credono nella sinistra francese e di non accettare il rimpasto, per rispetto a questi elettori.Neppure a Benoit Hamon, ex ministro dell’Educazione e fervido sostenitore di Montebourg, è stato confermato l’incarico.A occupare il posto di Montebourg, probabilmente il più cardinale in questa fase della politica francese, è l’ex banchiere trentaseienne Emmanuel Macron, ex consigliere di Hollande per la politica economica.

Con un numero pari di uomini e donne (otto e otto), il nuovo governo Valls si pone come sostenitore delle pari opportunità; la scelta di sostituire Montebourg con un ex banchiere indica inoltre una svolta più liberista per la Francia, la cui sinistra appare notevolmente indebolita e la cui dipendenza dalla Germania della Merkel sembra sempre crescente.

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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