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10 brani per non dimenticare il doo-wop

Il doo-wop è un genere musicale che si affermò negli Stati Uniti negli anni ’50. L’incontro della tradizione del gospel con il rythm n blues e il rock n roll creò questo stile chiamato ‘doo-wop’, parola onomatopeica che traduce
il verso che in genere emettevano i cantanti  per imitare il suono dei fiati dei pezzi di r n’ b. Ecco a voi dieci pezzi estremamente rappresentativi.


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The Coasters – Down in Mexico (1956)

Uno dei brani più sorprendenti degli anni ’50. A differenza dei brani doo-wop che giravano in quegli anni, ‘Down in Mexico’ si distingue per un sound di una modernità sconcertante, degli interpreti di primissima qualità e della scrittura della coppia di autori bianchi migliore di fine anni ’50: Jerry Leiber e Mike Stoller (fra i tanti successi pezzi come “Hound Dog”, “Jailhouse rock”, “Kansas City”, “Stand by Me”).

The Cadillacs – Speedo (1955)

Lo splendido singolo “Speedo” licenziato dai Cadillacs, gruppo vocale proveniente da Harlem, ebbe il merito di attrarre i bianchi alle formule musicali degli afro-americani. Nonostante la carismatica figura di Earl Carroll (proprio dal suo il soprannome veniva il titolo del pezzo: ‘speedo’),  il gruppo incontrò più di una difficoltà nel rimanere unito, visto che già nel 1960 il gruppo era andato incontro a una serie infinita di defezioni, e scioglimenti.

The Marvelettes – Please Mr. Postmen (1961)

Non esattamente un pezzo doo wop, cito “Please Mr. Postman” perché fu il primo singolo della Motown a raggiungere il numero 1 nelle classifica americana, e perché le Marvelettes furono il primo gruppo vocale femminile di successo dell’etichetta prima dell’avvento delle Supremes (ulteriore evoluzione di questo genere musicale). Curiosità: in questa versione del pezzo (che fu risuonato fra gli altri da Beatles e Carpenters) suona la batteria un giovanissimo Marvin Gaye.

 The Contours – Do you Love Me (1962)

Leggenda narra che questo pezzo da un milione di copie, scritto da Berry Gordy jr., fondatore della Motown, era stato pensato per The Temptations (quelli della celeberrima “My Girl” per capirci), ma vista l’interpretazione eccezionale che ne facevano The Countours – che rischiavano il licenziamento – decise di lasciarla incidere a loro.  Il brano, come da tradizione di quegli anni, fu risuonato da una miriade di band della cosidetta british invasion.

 

Randy & The Rainbows – Denise (1963)

Nella più grande tradizione americana, “Denise” fu l’unico singolo ad entrare nella Top 10 di questo gruppo vocale formato dai fratelli italo-americani Saluto. Il brano divenne un successo mondiale grazie ai Blondie nel 1977con il titolo “Denis”.

The Flamingos – I Only Have Eyes For You (1959)

Probabilmente il primo enorme successo del genere, una romantica ballata scritta nel ’34 da Harry Warren e Al Dubin per il film “Dames”, che fu anche la prima di una lunga serie di hit della band afro-americana, anche se non fu mai più eguagliata nel numero di vendite.

The Platters – Sixteen Tons (1960)

Forse il gruppo più rappresentativo dell’intero genere musicale, i Platters sono celebri per i loro singoli “Only you”, “Smoke Gets Into Your Eyes”, “The Great Pretender”. “Sixteen Tons” nasce nel 1946 come canzone country, e fu incisa da un numero infinito di artisti. La versione dei Platters curiosamente divenne famosissima in URRS, tanto che fu anche tradotta in russo.

chords_shboom_cat_78The Chords – Sh-Boom (1954)

Unica hit dei dimenticati The Chords, vero e proprio paradigma del genere, ricolmo di suoni no-sense/onomatopeici che restituiscono il suono degli strumenti musicali. Un classico.

The Robins – Smokey Joe’s Café (1955)

Altro pezzo di enorme successo per la coppia Leiber-Stoller, che prelevarono due membri dei Robins per farli cantare in quei Coasters che avrebbero conquistato le classifiche l’anno dopo con “Down in Mexico”.

The Skyliners – Since I Don’t Have You (1958)

Gruppo interamente bianco, quindi non esattamente fra i più eccitanti di quegli anni, rche aggiunse il successo con questo pezzo che fu orripilmente riproposto dai Guns n’ Roses nel discutibile album di cover : “The Spaghetti Incident?”.

About Luigi Costanzo

Luigi Costanzo
Laureato in Lettere per hobby e per errore, fondatore di Polinice, collaboratore per Nerds Attack!, batterista di Departure ave. e The Wisdoom. Scrivo di musica, suono la musica, parlo di musica. Il resto del tempo mi annoio molto.

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