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Primi passi nella fotografia: parte 3 (sensibilità ISO-tempo-diaframma)

“La teoria fotografica si impara in un’ora; le prime nozioni pratiche in un giorno … quello che non si impara … è il senso della luce … è la valutazione artistica degli effetti prodotti dalle luci diverse e combinate … quello che s’impara ancora meno, è l’intelligenza morale del tuo soggetto, è quell’intuizione che ti mette in comunicazione col modello, te lo fa giudicare, ti guida verso le sue abitudini, le sue idee, il suo carattere, e ti permette di ottenere, non già banalmente e a caso, una riproduzione plastica qualsiasi, alla portata dell’ultimo inserviente di laboratorio, bensì la somiglianza più familiare e più favorevole, la somiglianza intima. ”

Autoscatto di Nadar

La citazione di oggi è di un vero e proprio pioniere della fotografia, ovvero Gaspard-Félix Tournachon (1820-1910) più noto con lo pseudonimo di Nadar. Le parole del fotografo ottocentesco francese possono sembrare un po’ riduttive e semplicistiche considerando soprattutto l’immenso divario tecnologico tra il suo ed il nostro tempo: eppure sono da reputarsi estremamente attuali. Infatti è indubbio che solo con la passione, l’impegno, la pratica e l’amore per questa disciplina si possono creare delle vere opere d’arte. Con queste “lezioni” si cerca semplicemente di alimentare la vostra curiosità e la vostra voglia di intraprendere questo percorso, questo viaggio straordinario, turbolento e pieno di vita che è la fotografia.

Nadar fu il primo uomo a sperimentare delle foto aeree dal suo pallone aerostatico e grazie alla atmosfera vellutata delle sue immagini gli fu dato l’appellativo di “Tiziano della fotografia”. In un periodo dove la fotografia era ancora malvista quale un surrogato della pittura, Nadar riuscì a far sentire le sue ragioni e dimostrare che anche questa disciplina doveva far parte di quel pantheon eterogeneo che è l’arte.

 Siamo arrivati all’ultimo grande argomento di questa introduzione, ovvero il tempo di esposizione o tempo di scatto. Spostiamo quindi le impostazioni della fotocamera su “M” ed iniziamo.

Fotocamera impostata su Manuale

Con questo nome, tempo di esposizione, si intende il tempo in cui l’ otturatore rimane aperto e permette quindi il passaggio della luce all’interno del corpo macchina. Per comprendere meglio questo meccanismo, lo si può pensare come ad una palpebra mentre la pellicola rappresenta l’occhio. Questa caratteristica insieme con l’apertura del diaframma e la sensibilità della pellicola (ISO) servono a regolare l’esposizione della foto; di queste due proprietà abbiamo già parlato nei due articoli precedenti di tecnica: http://polinice.org/2014/06/22/primi-passi-nella-fotografia-sensibilita-iso-tempo-diaframma/ (parte 1), http://polinice.org/2014/07/20/primi-passi-nella-fotografia-parte-2-sensibilita-iso-tempo-diaframma/ (parte 2). Il tempo di posa è una delle impostazioni più importanti della fotocamera e di solito si trova al fianco del grado di apertura del diaframma, particolare che ne sottolinea il legame funzionale.

A parità di esposizione infatti, ad un tempo più rapido corrisponde un diaframma più aperto mentre ad un tempo più lento un diaframma più chiuso.

tempo di scatto impostato su 1/100 s

Nella foto il numero fa riferimento alla velocità in frazione di secondo; 100 equivale quindi ad 1/100 di secondo. Il tempo di scatto può arrivare a velocità stupefacenti, fino a 1/8000 di secondo (per avere un’idea più chiara, si pensi che un moscerino batte fino a 1000 volte le ali in un secondo). Tuttavia la durata di posa può essere anche molto lunga; solitamente le fotocamere vanno da circa 1/4000 fino a 30 sec. Determinare tale tempo è estremamente facile e si imposta solitamente con i comandi principali (nel caso della mia fotocamera una Nikon D90 con la ghiera principale).

ghiera principale

Oltre i 30 secondi però, particolari impostazioni come “B” (bulb) e “T” permettono tempi di scatto molto più lunghi, di interi minuti.

Con la macchina fotografica impostata a B l’otturatore rimane aperto finché il fotografo tiene premuto il pulsante di scatto, mentre nel caso in cui sia impostata a T l’otturatore rimane aperto fintantoché l’operatore non ri-preme il pulsante di scatto. Con tempi di esposizione così lunghi tuttavia ogni minimo movimento viene registrato dalla macchina fotografica che quindi necessita di una base assolutamente immobile (un treppiedi ad esempio). Anche la semplice azione di premere il pulsante per scattare la foto può causare movimento nell’immagine ed è per questo che spesso vengono utilizzati dei telecomandi esterni.

telecomando bluetooth

Il tempo di esposizione influisce sul movimento e sulle luci della fotografia. L’acqua ad esempio con lunghi tempi di posa apparirà come seta, come nebbia, soffice e continua nel suo movimento.

Velocità di scatto ad 1/160 e ad 1/3 con soggetto una cascata

Lo stesso vale per la luce, la quale lascerà una linea luminosa dove passa, in quanto ovviamente una fonte luminosa si imprime sulla pellicola in modo molto più violento di un qualsiasi altro oggetto nella scena; così si riescono a creare le famose scie luminose delle macchine e delle stelle.

star trail

Il movimento è fluidità, è curva, è parte integrante della natura e della vita; la fotografia deve saper catturarlo e esprimerlo.

tesoro nascosto RAIMONDO JEREB

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