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Variabili indipendenti

Uno dei miei film preferiti dell’anno scorso è stato Computer Chess, una peculiare ricostruzione di un periodo avventuroso nella storia della tecnologia digitale che su di esso faceva la stessa chiarezza che Adriano Baconi è in grado di fare sugli schemi del Milan.Conoscevo il regista Andrew Bujalski più di fama che altro, ma sapevo che i suoi film passati fossero meno ingarbugliati e lisergici ed ero curioso di ripercorrere le tappe che avevano portato all’expolit del suo ultimo lavoro; sono quindi finalmente riuscito a guardare il film immediatamente precedente, intitolato Beeswax, che in effetti si configura come un dramma molto più classico, o quantomeno molto più facilmente inseribile nel filone indipendente americano, e che pur non risultando così originale e spostato come Computer Chess, ci mostra un regista in pieno possesso delle sue facoltà e sensibilità.

Beeswax racconta la storia di due sorelle, Jeanie e Lauren. La prima è costretta su una sedia a rotelle e gestisce un negozio di vestiti usati e vintage che le sta causando grattacapi legali, la seconda è decisamente più scapestrata e oscillante e il film non chiarisce mai molto bene come passi le sue giornate, preferendo ritagliare piccoli scampoli delle sue attività per poi disseminarli nella pellicola.La polarità tra le due sorelle, che condividono un ottimo rapporto, mai messo nemmeno velatamente in dubbio, è ovviamente uno dei binari principali del film, che comunque risulta molto poco direzionato e sembra voler semplicemente aprire uno squarcio dal quale lo spettatore possa curiosare nella vita dei personaggi. In questo senso Beeswax risulta molto naturale e quasi improvvisato, specie nei dialoghi che non cercano mai l’eccesso po-mo ma riescono comunque a coinvolgere e trasportare lo spettatore.

Questa qualità sembrerebbe dover essere quasi un pilastro dell’estetica indipendente/sundanceiana ma la realtà è che molti film del filone ricorrono a dosi di retorica e sentimentalismo veramente massiccie, che li rendono simili ai corrispettivi hollywoodiani più di quanto la colonna sonora con i Modest Mouse (nome a caso) o l’abbigliamento dei protagonisti li renda differenti.In questo senso Beeswax riesce a ritagliarsi uno spazio che risulta familiare ma è meno frequentato di quanto non si possa pensare, e può essere visto come un episodio classico in uno stile che stenta a definire il proprio concetto di classicità.

About Lorenzo Peri

Lorenzo Peri
Studio informatica e sono un vorace -bulimico direbbero alcuni, e avrebbero ragione- consumatore di cultura pop in forme varie ed eventuali. Tutto mi interessa e niente mi conquista, non so proprio cosa farò da grande.

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