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Apparat – Il pittore dei suoni

La combinazione di diverse tipologie di suoni, la loro commistione e rielaborazione è alla base della formula artistica che ha consacrato Sascha Ring come modello di compositore del nuovo millennio. La commistione di elettronica, idm e techno ripartita all’interno dei canoni classici di composizione hanno reso Sascha Ring, in arte Apparat, il personaggio chiave del 2014. Apparat, nasce e proviene dalla Germania dell’Est ed è in quel contesto che cresce per i primi anni della sua vita. In seguito con la Riunificazione Tedesca, l’abbattimento della censura della Repubblica socialista, avviene il cambio di passo per Berlino. La Berlino di fine anni novanta, attraverso i beat della techno clandestina, la ” Love Parade” e un rinascimento culturale si presenta al mondo come la Capitale artistica d’Europa per il millennio successivo. È in questo contesto che Apparat inizia a comporre e suonare quei beat alla base del battito berlinese ora in auge anche tra chi anni addietro considerava techno e minimal come ” musica minore “. La scelta di trasferirsi a Berlino da un Lander periferico orientale, secondo lo stesso Sascha Ring, sarà una ” delle scelte più azzeccate della sua vita”.

 

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Di sicuro gli esordi di fine anni novanta ed inizio duemila rispecchiano la propulsione per il beat e lo sviluppo del movimento e stile berlinese, privi ancora di quel tratto classico ed ambient, che porteranno Apparat a ciò che oggi rappresenta. È proprio al sorgere del nuovo millennio che Berlino lo porta a conoscere uno dei gotha della musica elettronica quali T. Raumschmiere, con cui diventerà comproprietario dell’etichetta di produuzioni ShitKatapult Records. La ShitKatapult è l’etichetta per la quale sono finora uscite la maggior parte delle sue produzioni e a cui ambiscono molti dei produttori che scelgono la scena berlinese come sede delle loro attività.

A metà anni dieci, precisamente nel 2004 Apparat partecipando ad una delle session di John Peel, riesce a prevaricare confini e vendite tedesche.

Il 2006 è l’anno nel quale si realizza una delle collaborazioni più prolifiche dai tempi dell’unione tra Daft Punk e Cassius in Sturdust, con sua maestà la regina Ellen Allien. I due realizzano infatti l’album Orchestra of Bubbles, pietra miliare della Minimal. Con il 2007 Sascha Ring decide di creare una propria band, con Raz Ohara al piano e Jörg Waehner alla batteria, componendo così le musiche per l’album Walls. È così che se il rock del dopo Pink Floyd aveva abbandonato la commistione con le arti figurative e l’elettronica ne ha fatto un proprio tratto distintivo, Apparat gli ha dato nuova linfa grazie alla collaborazione con Transforma.

 

A consacrare la bravura nella scrittura e nella composizione è il recupero del progetto “Moderat”, il quale per stessa ammissione di Sascha Ring lo ha portato a dichiarare di essere “più interessato nel disegnare suoni piuttosto che semplici beats”. Infatti, pubblico e critica da un lustro lo considerano un compositore di musica elettronica con le commistioni di ambient e classica, piuttosto che un producer/Dj. Questo a dimostrazione dell’altissimo livello culturale di Ring e la sua propensione alla composizione e scansione di ogni suono.

E così in una domenica di inizio settembre di quest’anno, dalla più importante Mostra Cinematografica d’Italia ossia Venezia, è giunta la notizia che il mondo rendeva onore all’artista berlinese per includerlo nel club dei compositori quali Rota e Morricone.

 

Il ” Premio Piccioni della 71º edizione della Mostra del Cinema di Venezia”, presediuta dalla Giuria guidata da Francesco Rosi e consegnato dallo stesso a Ring, per la colonna sonora de ” Il giovane favoloso ” ha riportato una motivazione che più che un attestato di merito, rappresenta il manifesto di chi e come deve essere il compositore del XXI secolo. Essa recita: “Per l’inventiva con la quale il musicista riesce a innestare nel corpo delle immagini di Mario Martone sonorità e mondi apparentemente lontane da esse e a creare il tessuto emotivo di una percezione del mondo e della bellezza assolutamente originale. Il conflitto del poeta Leopardi con il mondo trova nelle strutture sonore di Ring un sorprendente correlato oggettivo che ne porta alla luce tutta la problematica ricchezza. La sfida di Martone di spezzare la percezione musealizzata di Leopardi trova nella scelta di Sascha Ring l’elemento in grado di calare la visione del poeta in una prospettiva schiettamente contemporanea. In questo modo l’alleanza fra regista e musicista ricrea quel senso di spaesamento che l’opera di Leopardi ha provocato nei contemporanei del poeta e che Martone ha riprodotto come discontinuità dalle versioni ufficiali. Un risultato originale e audace che possiede il dono di spiazzare, sorprendere, commuovere”.

 

Se questo non basta ai non amanti di Apparat e del suo movimento di provenienza per riconoscerne il genio, allora sappiano che ci ha già pensato la Storia e lo ha fatto da Venezia.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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