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Prima Sinfonia “Afro-Americana”: Una sinfonia in blues

William Grant Still è un nome che si è guadagnato, a pieno diritto, un posto di rilievo tanto nella storia della musica, quanto nel panorama dei diritti civili degli africani d’America.

Da molti considerato “decano” della musica afro-americana, è stato il primo maestro d’orchestra di colore ad aver diretto un’orchestra sinfonica maggiore ed il primo compositore dalla pelle scura ad aver avuto la possibilità di vedere una sua sinfonia eseguita da un’orchestra e una sua opera trasmessa sulla televisione nazionale.

La sinfonia di cui sopra prende, per l’appunto, il nome di “Prima Sinfonia Afro-Americana”, un gioiello di musica classica sinfonica, sviluppata su una progressione blues e condita dalle sonorità e dai ritmi della musica popolare afroamericana.

Quattro movimenti: Moderato assai, Adagio, Animato, Lento con risoluzione.  A ciascun movimento l’autore, per esplicitare, per quanto possibile, quello che era il suo primum movens, il messaggio che egli voleva trasparisse dalla melodia., associò un poema del poeta nero Paul Laurence Dunbar, famoso per le sue opere in  dialetto Negro.

Già dal moderato assai si è proiettati in un flusso di note blue, organizzate nelle “classiche ” 12 misure, che nel poema di Dunbar (Twell de night is Pass) si mostra essere la colonna sonora della ricerca di una fantomatica donna amata.

L’adagio altro non è che una ripresa del primo movimento in chiave spiritual, impregnato dell’intensa passione tipica di questo stile musicale; il tutto è rafforzato dal poema associato: ”W’en I Gits Home”.

L’animato musica il punto di vista di Still riguardo l’emancipazione dei neri. È il movimento più infuocato, che brucia di una fiamma alimentata dalla convinzione dell’artista che gli afroamericani meritassero a pieno titolo di essere considerati cittadini d’America. Affine è l’argomento del poema scelto come “traduzione delle note”: “An Ante-Bellum Sermon”.

Nel lento con risoluzione, risuona evidente l’intenzione di Still di comporre un vero e proprio inno (tant’è che il poema scelto per questo ultimo movimento è “Ode to Ethiopia”) ed infatti la parte finale richiama molto i toni accesi e rivoluzionari della “Sinfonia del Nuovo Mondo” di Dvorak.

 

Durante la composizione dell’opera, WG Still diceva, a chi gli chiedeva quale fosse il suo scopo:

“Con la Sinfonia afro-americana cerco di rappresentare non il tipo più elevato di negri americani, ma i figli della terra, che ancora conservano molti dei tratti peculiari dei loro antenati africani, che non hanno risposto completamente alla trasformazione indotta progresso”

 

Buon ascolto.

About Pasquale Scognamiglio

Aspirante chirurgo con il vizio del pianoforte. Ben lungi dall'essere un musicologo, preferisco definirmi come uno a cui piace parlare di musica, che, lo diceva Miles Davis, insieme alla vita è una questione di stile. Oop bop sh'bam. Ho detto tutto.

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