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Takis Zenetos: utopia e profezia

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Il suo nome non è ascritto tra i giganti dell’architettura moderna, ma i suoi progetti, le sue idee profetiche, lo collocano certamente nella schiera dei brillanti pensatori capaci di intuire gli sviluppi della società.

Nato ad Atene nel 1926, Takis Zenetos si laurea alla Ecole de Beaux-Arts di parigi nel 1954 ed è attivo negli anni ’60 e ’70. Porrà fine alla propria vita con un ultimo salto nel vuoto dal terrazzo della propria casa nel 1977.

Da una parte la sua ricerca si può inserire a pieno titolo nel filone delle utopie architettoniche di quegli anni, in un ideale confronto con i progetti di Archigram, Yona Friedman ed altri; dall’altra la sua attitudine al continuo aggiornamento tecnologico ed alla ricerca gli vale il titolo di pioniere dell’architettura digitale. Nei progetti immaginati, più che in quelli costruiti, si percepisce la tensione verso un futuro fatto di connessioni telematiche e di connessioni virtuali.

Ag. Dimitrios School
Ag. Dimitrios School

Nonostante durante la propria carriera Zenetos godette di una certa fama, costruì un esiguo numero di edifici rilevanti, alcuni dei quali già demoliti, altri quasi dimenticati dalla critica internazionale. La qualità costruttiva e il linguaggio delle sue architetture ricordano quelli che poi sarebbero diventati gli architetti dell’high tech, ma il seme concettuale dietro le sue realizzazioni prometteva molto di più. Una delle straordinarie realizzazioni dell’architetto greco è certamente la scuola Ag. Dimitrios ad Atene: un impianto planimetrico basato su cerchi concentrici, il cui orientamento è ottimizzato in base all’apporto solare e di calore, una corte interna realizzata su una quota diversa da quella di ingresso, gli eccezionali schermi solari dotati di una qualità costruttiva ed estetica fuori dalla norma. La sua attenzione all’ambiente, al risparmio energetico, alla prefabbricazione, lo proiettano una decina di anni avanti rispetto ai suoi contemporanei e lo portano ad affrontare temi che diverranno poi fondamentali per l’architettura. Tra gli altri progetti realizzati ricordiamo la villa a Glyfada, il teatro all’aperto Lycabetus, l’hotel Amalia.

Sebbene i suoi edifici costruiti forniscano interessanti punti di riflessione, sono i suoi progetti utopici a costituire il migliore esempio della genialità di Zenetos, in particolare Electronic Urbanism. Già negli studi compiuti per l’allargamento dei centri di Agia Galini e Plakias si denota una particolare attenzione per il contesto orografico all’interno dei quali i progetti dell’architetto si vanno ad instaurare: le sue strutture da una parte sfruttano la conformazione del terreno su cui si inseriscono, dall’altra creano una nuova orografia artificiale, fatta di piastre e reticoli, che si sovrappone a quella naturale e che con essa dialoga costantemente in un rapporto di dialettica, non di opposizione.

Electronic Urbanism
Electronic Urbanism

Il concetto fondamentale di Electronic Urbanism è quello di creare un sistema di diversi livelli, una rete diremmo oggi, e di differenti funzioni che si sovrapponga a quello naturale. Le giunture sarebbero composte da due soli elementi: le fondazioni fisiche del sistema artificiale e i nuclei di connessione alla rete virtuale. L’intero progetto è infatti pensato per essere una esaltazione delle potenzialità delle telecomunicazioni: in Electronic Urbanism tutto diventa telematico, dal lavoro alla medicina, dall’educazione alla gestione delle risorse. La creazione della rete sarebbe dovuta passare attraverso tre fasi: la prima è quella della città a blocchi tradizionale, costituita da strade, corti e spazi aperti; nella seconda fase i blocchi vengono rotti, creando connessioni tra gli spazi naturali, i piani terra vengono abbandonati spostando tutte le funzioni ai piani superiori; nell’ultima fase tutte le funzioni abbandonano il livello del terreno, sospese su strutture a cavi e messe in rete attraverso poli. Il progetto ricorda da vicino le idee di Yona Friedman per Spatial City, ma la visione di Zenetos appare assai più concreta, quasi programmatica.

 

Electronic Urbanism
Electronic Urbanism

La domanda che resta quando si osservano i progetti di Zenetos è la seguente: quanto debba essere considerato utopico il suo lavoro? A guardarlo con gli occhi di un architetto contemporaneo forse non molto: certo la definizione spaziale del suo Electronic Urbanism rimane legata alle architetture utopiche degli anni ’60, ma i concetti di rete, di connessione globale e di telematizzazione  sembrano più intuizioni che fantasie. Forse se Zenetos non avesse deciso di compiere il più drastico e romantico dei gesti con quel volo, avrebbe oggi il riconoscimento adeguato per il suo lavoro e sarebbe davvero considerato il pioniere dell’architettura digitale.

 

About Matteo Baldissara

Matteo Baldissara
Sono un giovane architetto, laureato presso l'Università degli studi di Roma - Sapienza nel Luglio del 2014. Attualmente frequento, presso lo stesso ateneo, il XXX ciclo del dottorato in composizione Teoria e Progetto. Dal 2014 collaboro con lo studio di progettazione WAR (Warehouse of Architecture and Research). Appassionato di letteratura ed arte, strizzo l'occhio al mondo della tecnologia, dalla programmazione alla grafica, e a quello del marketing.

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