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A New York, il terrorismo sbarca a teatro

Accese polemiche e manifestazioni accompagnano la messa in scena dell’opera “The Death of Klinghoffer”, accusata di glorificare il terrorismo antisemita.

Londra — L’esponenziale crescita del movimento estremista noto al mondo come ISIS (Islamic State of Iraq and Syria) continua a impegnare la coalizione guidata dagli Stati Uniti nella lotta al terrorismo.
Truppe e denari statunitensi vengono quotidianamente impiegati nella guerra contro l’ISIS e i cittadini americani, in perpetua allerta dal distruttivo 09/11, sono animati da sentimenti di angoscia e paura.
Puo’ dunque considerarsi appropriato, in una fase storica cosi delicata, portare il terrorismo persino a teatro?
E’ questo il quesito che, da Lunedi scorso, divide i cittadini di New York.
Al Metropolitan Opera e’ infattti in scena The Death of Klinghoffer, opera di John Adams, in cui l’autore racconta l’omicidio di un ebreo disabile per mano di un Palestinese nel 1985.
Le critiche rivolte ad Adams non lo accusano solamente di voler glorificare il terrorismo, ma vertono anche sul carattere razzista dell’opera: il dilemma morale che si pone e’ quale sia il limite tra rappresentazione artistica e antisemitismo.
Tra le quattrocento persone che, alla vigilia della prima, hanno protestato di fronte al teatro spiccano l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani e il repubblicano Peter King. I due politici  hanno parlato alla folla, mettendola in guardia dal subliminale intento di Adams di idealizzare il terrorismo.

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Anche la comunita’ ebraica newyorkese ha espresso il proprio disappunto, dichiarando che l’opera istiga i popoli alla violenza.
In risposta alle accuse ricevute, Peter Gelb, general manager del teatro, ha definito la performance un eccellente lavoro artistico, non legato in alcuna maniera  a questioni razziali o di estremismo politico.
Nel dibattito sulla moralita’ dell’opera anche le figlie di Klinghoffer hanno espresso la loro opinione: pur sostenendo l’arte come strumento educativo fondamentale per cogliere l’importanza degli eventi storici del passato, la sorelle Klinghoffer considerano l’opera di Adams come un pretesto per razionalizzare l’omicidio terroristico del loro padre.
In seguito all”olocausto, l’antisemitismo e’ stato fulcro di molti lavori artistici: ma, mentre alcuni di questi sono stati in grado di sensibilizzare sostanzialmente il pubblico, invitandolo a sviluppare una coscenza sociale, altri non hanno che incrementato l’odio razziale e i sentimenti antisemitici.
Il punto di vista di coloro che manifestano contro The Death of Klinghoffer e’ certamente comprensibile per la maggior parte del mondo occidentale: l’America di oggi, incredibilemnte provata dalla minaccia terroristica e dalle guerre di religione, non puo’ permettere che glorificazioni del terrorismo pervadano le sale dei piu grandi teatri statunitensi. A maggior ragione, New York non puo’ essere il teatro della spettacolarizzazione del terrorismo antisemita, poiche’ patria di una grande comunita’ ebraica, attiva economicamente, politicamente e socialmente.
Nonostante le proteste e le minacce di morte ricevute da Gelb, il Met ha deciso di permettere che l’opera si protragga fino al 15 novembre, accompagnata dal messaggio pubblicitario “See it. Then decide”.

About Giulia Aloisio Rafaiani

Giulia Aloisio Rafaiani
Laureata in International Politics and Sociology a City University London, attualmente frequenta un Masters in Television Journalism presso la medesima università. Ha lavorato come intern a CBS News, presso la sede di Londra, e attualmente scrive per Vice News UK. Appassionata di politica e di conflitti globali, la principale ambizione di Giulia e' diventare una reporter politica.

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